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La Via dei Cavalleggeri |
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Giovedì
26 Gennaio 2006
Ore
6,30 Oasi Dolce: Renzo "il Cap", Claudio "Bob-y",
Roberto "Il Giardinaio", Roberto "Ubert",
Sandro "I'Pagliai", Corrado "Ciappellone",
Flavio "FullContact" e Alessandro "@leador".
Il gruppo è completo e dopo la ricca colazione la carovana parte in
direzione San Vincenzo, provincia di Livorno. Alle prime
luci dell'alba il cielo si mostra non troppo benevolo, nubi irregolari e
vento gelido non annunciano una bella giornata. Giungiamo in anticipo
presso il parcheggio del centro benessere del villaggio turistico "Riva
degli Etruschi" sulla Strada provinciale della
Principessa. Qui abbiamo appuntamento con l'amico "Scopetta"
che giunge poco dopo e che ci farà gradita compagnia durante
l'escursione. La partenza avviene in orario, dopo aver "fatto la
festa" ad un ottimo panettone offerto dal Capitano. Dopo
la foto di rito, imbocchiamo l'asfalto in direzione sud verso Piombino,
ed appena possibile, entriamo a destra nel Parco Naturale di
Rimigliano. All'interno della pineta che costeggia a pochi metri il
mare, corrono numerosi sentieri, noi percorriamo il principale che si
sviluppa parallelo alla spiaggia, questo ci permette di pedalare in
assoluta tranquillità, visto che in inverno le presenze sono rare, ed
oltre tutto ci tiene riparati dal forte vento. Per alcuni chilometri ci
destreggiamo tra bivi, curve e improvvisi banchi di sabbia, si incontrano
anche alcune strutture, al momento ovviamente chiuse. Una passerella in
legno ci alletta e percorrendola giungiamo direttamente sulla spiaggia
deserta. Ubert approfitta della sosta per gonfiare nuovamente la
gomma posteriore "”tublessizzata" da Tòmacche,
ma che sembra funzionare poco. Nei pressi di un campeggio, rientriamo
nuovamente sull'asfalto e, percorsi pochi metri, giriamo a destra su una
sterrata in leggera salita che giunge ad un cancello,
questo è l'ingresso
della villa del Barone De Stefano, dove sulla
sinistra c'è uno strettissimo passaggio, che ad uno ad uno attraversiamo.
Nel frattempo Ubert gonfia ancora. Percorriamo pochi metri e ci
immettiamo nella bassa vegetazione a sinistra della sterrata, in breve
giungiamo a picco sul mare, infatti questo è il punto dove finisce la
spiaggia e comincia la scogliera che delimita a nord il Golfo di
Baratti, la vista è mozzafiato grazie anche al sole che ha
fatto capolino.
In prossimità di un vecchio pozzo, il sentiero si inoltra
nella bassa vegetazione, non lo imbocchiamo nemmeno perché Ubert
ha un nuovo intoppo: un incrocio pericoloso (non di strade ma di
rapporti al cambio) causa una crepa nella rotella inferiore del cambio.
Dopo un primo sopralluogo, si decide che si può provare a continuare,
imbocchiamo il sentiero nel bosco direttamente sul mare. Dopo brevi
saliscendi la nostra attenzione è attirata da una strana costruzione, una
palafitta in legno, nera.
Una costruzione, completamente chiusa che assume
un aspetto piuttosto spettrale, ma non è la sola stranezza infatti di
fronte si trova un enorme masso (così sembra) in realtà anche questo
si rivela essere una abitazione, ovviamente sono seconde case abitate in
Estate. Foratura de "I'Pagliai" che non riesce a capire
come possa essere successo, anche lui "tublessizzato" non
riesce a mantenere la gomma gonfia ed è costretto ad inserire una
buona, cara, vecchia camera d'aria. La maggior parte di noi è già avanti
nel percorso e tramite le radio ci diamo appuntamento all'ingresso del Parco
Archeologico di Baratti Populonia, dove si trovano
importanti reperti Etruschi. Da qui il gruppo al completo riparte
verso il Poggio di Malassarto cominciando a salire nel bosco su
ampia sterrata e tra saliscendi e boschi tagliati, cancelli antifuga per i
cinghiali, si giunge alla vecchia chiesetta di San Quirico,
imboccando qui la Via dei Cavalleggeri. Subito dopo, i
ruderi del Conventaccio ci fanno capire come in un passato remoto
questa sia stata una via di comunicazione primaria. Dopo uno strappo in
salita in corrispondenza di un "risciacquo" con bivio a
destra (ignorato), anche il Giardinaio incrocia malamente il
cambio e si ritrova il deragliatore posteriore girato a 180 gradi e
relativa rottura di catena. Sembra
un guaio grosso, ma con qualche manovra si riesce a rimetterlo in
funzione. Dopo questa nuova disavventura, il sentiero si inoltra nel fitto
del bosco ed una breve deviazione ci porta direttamente in una caletta
nascosta (Fosso alle canne),
un angolo di paradiso. Si risale per
proseguire sul sentiero appena abbandonato e per fare quello che qui
chiamano "Il Flipperino", uno stupendo tratto in discesa,
racchiuso tra sponde che lo fanno sembrare una pista da BOB,
peccato solo che
sia così "corto". Il sentiero prosegue tra
saliscendi più o meno sassosi, passando accanto ad alcuni orribili
appostamenti di caccia dove il terreno circostante i capanni è
letteralmente pavimentato di bossoli, una vergogna. In breve il sentiero
si apre su di una ampia sterrata che ci conduce a Cala Moresca nei
pressi di Piombino. Una breve sosta per ammirare il mare
(abbastanza agitato)
da questo punto di osservazione privilegiato. Una
vera e propria inversione a U sulla sinistra, in corrispondenza di una
fontana, su una sterrata che sale decisamente e corre alle spalle
dell'abitato di Salivoli, fino ad incrociare una sterrata
più ampia che sale verso Populonia, la imbocchiamo e continuiamo a salire
verso il Monte Massoncello. Il gruppo si divide in due, quando il
secondo gruppetto arriva quasi al punto più alto, si notano quelli del
primo gruppo che stanno camminando a testa bassa su e giù su uno strappo
della strada, come se stessero cercando qualcosa. Effettivamente c’è
una ricerca in atto, l'asse del pedale destro si è spezzato e
l' Egg Beater se ne è andato via...il pedale, di chi ??? Ovviamente
di Ubert. Viene ritrovato pochi metri più avanti, per
fortuna il perno si è spezzato a tre quarti e permette un minimo di
appoggio del piede ed oramai la salita è praticamente finita. Si imbocca
la discesa che ci riconduce alla chiesetta di San Quirico, da
qui tutto in discesa fino ad incrociare la strada asfaltata che da Baratti
sale a Populonia. In breve siamo al centro dello splendido golfo,
purtroppo il cielo sempre più nuvoloso non ci fa godere della bella
visuale. Costeggiando il lungomare, attraverso una pineta ed un grande
prato, raggiungiamo la provinciale che imbocchiamo in direzione San
Vincenzo, intanto I'Pagliai ha pensato bene di piegare la
corona esterna che per fortuna non gli impedisce di pedalare. Questo è
l'ennesimo intoppo di una giornata meccanicamente sfortunata, tanto e vero
che l'amico Scopetta consiglia una benedizione delle nostre mtb.
E’ tardi, abbiamo fame. Ubert, accompagnato da FullContact
e I’Pagliai, percorrono la provinciale , mentre il resto del
gruppo ripercorre in senso inverso la strada interna al Parco di
Rimigliano, dove il Ciappe tiene un andatura più che sostenuta
(si dice che la fame gli faccia da “doping”) ed in breve siamo
alle auto. La giusta conclusione dovrebbe essere una bella mangiata di
pesce, ma l'accaduto ci ha fatto fare tardi e quindi si ripiega su una
tavola calda a San Vincenzo che in realtà è una Pizzeria “Kebabberia”.
I gestori (Turchi) ci consigliano un bel Doner Kebab a testa, che
poi diventano due con tanto di patatine e birre
. Dopo, una breve
passeggiata per cercare un buon caffè si rende necessaria e, mentre
comincia a piovere, salutiamo Scopetta che simpaticamente ci ha
accompagnato per tutto il giorno e che abbiamo invitato per una uscita
dalle nostre parti. Il rientro tra l'abbondante pioggia e le notizie della
radio che comunica l'avvenuta chiusura delle autostrade della Liguria per
neve.……alla prossima.
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