Val di Fassa


Prologo

La preparazione di un escursione è sempre impegnativa, se poi si tratta di quella estiva di 3 giorni il lavoro diventa davvero lungo e tutti gli aspetti devono essere valutati. Per il decennale del Gumasio, inteso come decima escursione a "lungo raggio" di più giorni, il Capitano insieme a Pantalung hanno messo a punto un escursione che si svolgerà prevalentemente in Val di Fassa. Come sempre, il briefing pre-gita si svolge nei locali del Colorificio Cappelli, che Stefano "Tòmacche" ci mette gentilmente a disposizione, si mangia un trancio (ma anche 2 o 3) di pizza e s’inizia la descrizione del giro con relative raccomandazioni ed indicazioni, specialmente per coloro che sono alla prima esperienza di viaggio con il Gumasio. Tutto è chiaro, o almeno sembra, ufficialmente la decima escursione Estiva Gumasiana ha inizio.

Sabato 26 Giugno 2010

L’appuntamento è alle ore 6.00 sul Viale Togliatti a Sovigliana, il pullman della Sita è puntuale, Umberto l’autista, nostra vecchia conoscenza, ci saluta simpaticamente ed inizia subito il carico di mezzi e bagagli, Pantalung sforna una splendida torta che sua moglie haconfezionato apposta per l’occasione. I famelici gumasiani ne approfittano nonostante abbiano fatto colazione da pochi minuti. Caricate bici e bagagli tocca a noi prendere posto, il Capitano fa l’appello : Avanìa, Bandog, Bob-Y, Sbracino, Benvenuti Matteo (Donovan), Capitano, CatoBlePa, Ciano, Ciappe, Frodo, Giardinaio, Ginelio, I’Pagliai, King-Vicius-Manico, Larchitetto, Melòcche, Mummia, Muschiato, Pantalung, Supergiovane, , Tòmacche, Tottero, Ubert(h). Ci siamo si parte ! Dopo pochi chilometri, Bob-y annuncia che c’è un video messaggio di saluto e tutti incuriositi chiedono di vederlo. Inserito il Dvd nel lettore del pullman appare la simpatica faccia di Kriminal, che non potendo essere presente, ha pensato di registrare un messaggio ai compagni, citando comunque la storia della Cannondale Rush (u’ fatt’a arash , in Napoletano) che nel 2009 aveva raccontato dal vivo e che aveva fatto morire dal ridere tutti i partecipanti. In questo Dvd si sono rivelate le doti di attore che Kriminal possiede, così che tutto il pullman si è letteralmente piegato in due guardando ed ascoltando il racconto. Dopo le non proprio temperature primaverili / estive degli ultimi giorni, il fine settimana scelto si rivela molto caldo e la presenza di sole + garantita, purtroppo però in agguato c’era il guasto all’aria condizionata del pullman. Infatti dopo essere ripartiti dalla sosta fatta per sgranchire le gambe, prendere un caffè ed espletare i bisogni fisiologici, siamo costretti ad una seconda sosta dove l’autista, in contatto con la sede della Sita cerca di capire se si può ovviare all’inconveniente. Nel frattempo spunta un pallone ed alcuni gumasiani si scambiano dei passaggi in un prato adiacente all’area di servizio, anch equi non mancano battute sfottò e qualche caduta innocua. Si prospetta la possibilità di un cambio di automezzo, con l’incognita del modello che potrebbe essere inviato oppure la decisione di continuare con il solito senza condizionamento dell’aria. Si decide per la seconda soluzione consapevoli che non sarà un viaggio agevole. Usciamo dall’autostrada a Bolzano sud ed imboccata la Val D’Ega, ci dirigiamo verso il Lago di Carezza (punto già toccato nel…da una escursione Gumasiana) fino al Passo Costalunga e da qui verso la valle laterale ed il Passo Nigra. Nel piazzale del passo, si scaricano le bici, ci si cambia si fa la foto di gruppo. Quest’anno i bikers indossano un elegantissima maglia bianca sponsorizzata dalla Pasta Fresca Ruvidella con tanto di logo ufficiale stampato sul petto. E così tutti rivesti a nuovo, saliamo alla Malga Frommer per consumare un leggero pranzo prima di iniziare la salita al rifugio Roda de Vael. La prima parte della salita è piuttosto facile su single track in bosco, ma nonostante questo nei primi chilometri Frodo taglia la gomma posteriore, per fortuna le raccomandazione del Capitano di rabboccare il liquido dei tubeless, hanno subito effetto e dopo pochi minuti il taglio è otturato, si può ripartire. Ancora pochi metri e la catena di KingVicius si rompe su di un piccolo strappo, ancora fermi per la riparazione, la gita non sembra essere iniziata nel migliore dei modi, ma dopo il guasto al pullman ed il taglio della gomma di Frodo non poteva mancare il terzo inconveniente, quindi dovrebbe essere tutto a posto non c’è due senza tre ! La salita si fa impegnativa e dopo alcuni tratti di strada con fondo piuttosto mosso, inizia l’ultimo pezzo di salita impegnativa con lunghi tratti di bici a spinta. Il tragitto è relativamente breve (circa 10 km) e quindi giungiamo al rifugio Roda de Vael (2283 mt.) abbastanza presto. Si prende possesso del posto letto nelle due camerate appena ristrutturate e che saranno inaugurate il giorno seguente dalle autorità del C.A.I. La lunga fila alle due sole docce presenti scorre abbastanza bene e nei letti a castello si predispongono i famosi sacco letto che qualcuno si è portato dietro, mentre altri lo hanno noleggiato in loco. In attesa della cena si esce a fare foto, ed ammirare lo splendido panorama a 360°, siamo al centro delle Dolomiti. Le ferree regole del C.A.I., non conosciute dalla maggioranza di noi, non ammettono certe variabili che in altri tipi di rifugio sono ammesse, come il cambio di pietanza o la semplice richiesta di una porzione in più. Qualche piccolo malumore è comprensibile, me si cerca di attenuare il tutto con le nostra solita verve e la nostra Toscanità. E’ sabato, sono in corso i Mondiali ed alla TV viene trasmessa una partita, guarda caso viene realizzato un gol dal giocatore Donovan che assomiglia incredibilmente alla "recluta" Matteo, il passaggio successivo è quello di affibbiagli il soprannome che ancora era provvisorio ed era "Ex Amico". Dopo un ulteriore uscita alla baita adiacente al rifugio dove vengono consumati alcuni Jagertee particolarmente "potenti" si rientra anche perché la temperatura si è fatta piuttosto fresca. Alle 22.00 il rifugio dovrebbe spengere le luci, ma l’orario viene prolungato e quindi nelle camerate invase da noi le battute e qualcos’alto si sprecano. C’è chi gironzola con il casco in testa per evitare testate sulle travi del sottotetto, chi con la pila attaccata alla testa cerca di leggere il percorso della domenica e chi sta già ronfando pesantemente. Piano piano si scivola nel silenzio della notte interrotto ogni tanto da qualcuno che russa, da qualcun’altro che si alza al buio o da chi sogna di aver fatto tardi e sveglia il Capitano con una gomitata.

 

Domenica 27 Giugno 2010

Alle sei c’è già chi ha fatto un escursione esterna e pensa bene di svegliare le camerate. Si fa colazione tutti insieme e ci prepariamo alla partenza. Il sole splende già alto nel cielo quando tutti noi siamo in fila ad osservare la discesa molto ripida che parte dal piazzale attigua a l rifugio. In breve scendiamo in direzione del Rifugio Ciampediè il sentiero è molto vario e bello, non manca anche un passaggio impegnativo ed abbastanza pericoloso su di una cengia a strapiombo sulla valle. Dal rifugio Ciampediè (2000 mt.) il sentiero in breve saliscendi arriva al Rifugio Gardeccia ( 1950 mt.) dove frotte di turisti e gruppi di ragazzini si apprestano alla salita verso il rifugio Vajolet, una volta radunati, anche noi iniziamo la lunga salita sotto le imponenti Torri del Vajolet (2230 mt). I primi tornanti sono veramente terribili a malapena le nostre mtb mantengono la stabilità rischiando di ribaltarsi all’indietro a causa della pendenza. Per fortuna la strada forestale si fa un po più "pedalabile" anche se molto ripida. La salita anche se impegnativa, scorre abbastanza bene, le difficoltà maggiori sono date dalla rarefazione dell’aria che, per noi pedalatori di collina, si fa sentire notevolmente causando frequenti fermate e ripartenze. Al Vajolet si fa sosta per rifornimento acqua prima di attaccare l’ultimo tratto, il più difficile, fino al Passo Principe (2601 mt.) . Il single track è veramente ripido, il fondo sassoso lo rende ancora più tecnico e, nei tratti finali alcuni abbondanti nevai ci costringono a spingere le mtb, così come sugli ultimi tornanti veramente ripidi. Le molte persone che sono nei pressi del rifugio, ci guardano con ammirato stupore, non è così frequente vedere delle Mountain Bike da quelle parti. Mentre si aspettano gli ultimi in arrivo, il Cap, Pantalung e Ubert(h) partono a piedi in avanscoperta sul sentiero 584 verso la forcella d’Antermoia perché questo ultimo tratto è evidentemente coperto da uno spesso strato di neve e ad una prima valutazione sembra proprio che possa impedire la salita ( a spinta ). Infatti il gruppetto ridiscende e con aria sconsolata, ci annunciano che il proseguimento sarebbe pericoloso, tanto più che oltre il passo, la discesa verso il lago di Antermoia risulta ancora più innevata in quanto esposta a nord. Non ci rimane che sedersi ai tavoli esterni del rifugio e sotto un sole accecante, gustarsi le specialità della cuoca …. Dopo il pasto, è l’ora di ritornare sui nostri passi, ovvero dobbiamo ridiscendere la strada fatta al mattino,. In direzione Rifugio Vajolet, Rifugio Gardeccia, Rifugio Ciampediè da qui imbocchiamo un bel single track in discesa che ci porta direttamente a Pozza di Fassa a pochi metri dall’Hotel Ladinia nostro posto tappa della domenica. L’autista Umberto di attende in bermuda a fiori, prendiamo possesso delle camere, che il Cap aveva già provveduto ad assegnare. C’è chi approfitta della sala wellness dell hotel per rilassarsi, chi preferisce farsi una semplice doccia ed uscire a fare due passi in paese, mentre un paio di "pesticciatori" escono a farsi qualche chilometro di corsa. C’è anche il tempo per andare a visionare gli impianti di risalita per i downhiller che il lunedì andranno a fare delle discese. Alle 19.00 ci aspetta il cocktail di benvenuto all’Hotel e subito dopo la cena. Nel dopocena una breve uscita precede il ritiro nelle camere, domani ci aspetta un'altra giornata quasi piena.

 

Lunedì 28 Giugno 2010

Al contrario della sveglia di Domenica in rifugio, stamani tutto è più "normale" siamo in un Hotel a 4 stelle ed il comportamento si adegua al posto. All’apertura della sala per la colazione c’è subito la calca, tra i Francesi e i Tedeschi vestiti da turisti e i Gumasiani vestiti da Bikers si aggira solo uno vestito da camionista Bulgaro, non è altro che Bandog in canottiera. Dopo l’abbondante e ricca colazione si riportano ii bagagli in autobus e con gli zaini piuttosto vuoti risaliamo in bici : Mèta di oggi la Valle San Niccolò. Il primo tratto di asfalto sale sinuosamente mentre le numerose auto e camion ci passano di fianco, siamo fermi più volte ad attendere i ritardatari. Nella parte sterrata che si conclude alla Baita delle Cascate alcuni bikers tedeschi ci affiancano e con fare strafottente ci sorpassano senza nemmeno un cenno di saluto, cosa che è usuale tra bikers. Quasi alla fine della carrabile poco prima della baita i nostri Capitano, Avania, I’P e Melòcche sentendosi sfidati, in un primo momento lasciano perdere, ma dietro lo stimolo del Cap, Melòcche scala una manciata di rapporti e sul punto più duro della strada riprende i tedeschi, seguito da Cap, Avania e da I’p, e li straccia pesantemente, mantenendo così alto il nome del Gumasio. In questo pezzo di strada anche Ciano e , forse stanchi di pedalare accontentano un paio di ragazzi Fiorentini che stanno salendo a piedi in comitiva, facendoli salire sulle loro bici e facendogli fare il pezzo più ripido. Dopo la sosta nel pratone sotto la cascata, inizia la durissima salita al Passo San Niccolò (2338 mt.) pochi metri in sella e poi tutto a spinta con tratti veramente ripidi. Ma la fatica ne vale veramente la pena, dalla sella del passo lo sguardo spazia a 360°, la giornata stupenda punteggiata solo da alcune nuvole bianchissime fa da cornice a questo spettacolo naturale. Una lieve brezza attenua i raggi del sole e mentre si aspetta che tutti abbiano concluso la salita, abbiamo il tempo di scambiare quattro chiacchiere con una coppia di fotografi che abbiamo incontrato anche il giorno precedente al Passo San Niccolò. I due ci rivelano di essere fotoreporter professionisti che gestiscono un sito web della Val di Fassa e che vorrebbero pubblicare le foto che ci hanno scattato. Il che non può farci che piacere e ci rende anche orgogliosi in quanto i due ci rivelano che non è così facile trovare bikers che salgono fino a li. L’attesa si fa abbastanza lunga ad accorciarla ci pensano I’P e KingVicius che, da buoni pesticciatori, ridiscendono alcuni metri per andare in aiuto prima di Ginelio e poi del Ciappe aiutati anche da Catoblepa, in forte ritardo. Con questa salita possono considerasi finite le fatiche, da qui tutta discesa. La Val Contrin ci aspetta, all’imbocco del single track, Donovan pizzica una ruota ed è costretto a ripararla. Il suo "amico" responsabile anche della sua partecipazione alla gita, Tòmacche oggi ha preferito dedicarsi al downhill puro, seguito da Ubert e Bandog. L’autista li ha accompagnati a Canazei e tramite gli impianti di risalita si sono potuti sbizzarrire sulle piste attrezzate. Intanto la nostra discesa prosegue fino al Rifugio Contrin sotto la regina delle dolomiti : La Marmolada. Qui facciamo la sosta pranzo con le tanto desiderate Uova Patate e Speck. Inizia l’ultimo tratto di discesa verso Alba, escuso un piccolo tratti di single track, tra l’altro interrotto da una scavatrice che stava trasformandolo in strada di accesso agli impianti, il resto è forestale polverosa e per niente emozionante , escluso la presenza di un bellissimo branco di cavalli. In breve siamo a Canazei, Umberto ha fatto in modo che l’autobus rimanesse il più a lungo possibile all’ombra per poter fare il viaggio un po più freschi. Rimesse le bici nelle sacche alcuni di noi si sciacquano alla meglio con una pompa dell’acqua li vicino, altri preferiscono il brivido del torrente di montagna, pià che brivido qualcuno ha provato terrore quando si è visto trascinare a valle, per fortuna niente di grave solo un po di paura. Eccoci qua all’appello finale, tutti presenti si mette in moto e via, durante il viaggio si riguarda il video saluto di Kriminal, alcuni montaggi de I'P si ricordano gli episodi salienti della tre giorni 2010. La nostra ultima mèta di quest’anno è il Ristorante Turismo all’uscita di Modena Nord, ristorante da camionisti che abbiamo conosciuto due anni fa e quest’anno non possiamo saltarlo, infatti dopo telefonata di avviso, in breve abbiamo le gambe sotto i tavoli. Dopo la meritata cena si rientra alla base, intorno alla mezzanotte siamo di nuovo sul Viale Togliatti a scaricare le borse, ci si saluta e si va a casa con gli occhi pieni di sole, di cielo e dei colori delle Dolomiti.

 

Resoconto by Bob-y e Cap.

Cliccando su    si vede la relativa foto (in allestimento)