22 Settembre 2008
L'escursione Settembrina, quella del rientro dopo le
ferie, doveva essere una "fuori regione", più
precisamente dovevamo andare sul Monte Subasio in Umbria con
l'organizzazione del Perugino. Ma a causa dei suoi impegni non si è
potuta organizzare. Quindi abbiamo spostato la gita alla settimana
successiva optando per un giro trovato su Giscover : il monte Tiravento
sull'Appennino Tosco Romagnolo. Ritrovo Oasi Dolce ore 6,15, equipaggi:
Auto Ubert +
Capitano + Giardinaio + Ciappe + Ginelio, auto Mario Cross + Ugo Cross +
Postinaio (che è arrivato da Vitolini in bici con zaino, borsa e con
solo un lumino da paura) e auto Bob-y + Franceschini. Partenza ore 6,45
direzione Premilcuore, provincia Forli Cesena, Emilia
Romagna. Il
viaggio è lungo (circa 2 ore) arriviamo al parcheggio sotto le scuole,
si rimontano le bici e qualcuno comincia a chiedere regolazioni ai
freni. Questa volta il Capitano aveva evitato di fare le solite
raccomandazioni "obbligatorie", di portare bici completamente
revisionate, camere d’aria nuove ecc. ecc. Quindi la maggior parte di noi si è sentita in dovere
di portare bici "malfunzionanti". Fortuna che con noi abbiamo
un attrezzatissimo Ubert che si mette a regolare freni e camb i, mentre
gli altri "bischereggiano" nel percheggio semivuoto
dove
ci facciamo anche la rituale foto ricordo, sul palco presente nell’adiacente
spazio adibito alle feste di paese . Si parte, con un bel po’ di
ritardo sulla tabella prevista, saliamo la breve rampa che porta al
ponte sul torrente Rabbi , imbocchiamo il sentiero sulla riva dx ed
iniziamo così l’escursione, rabbrividendo a causa di una temperatura
non proprio settembrina. Il piacevole saliscendi del sentiero
ci fa
gustare la bellezza del luogo, una costruzione in pietra con ponte ad
arcata unica
, ci riporta a tempi remoti in cui coloro che abitavano il
luogo erano ben lontani da quella che oggi chiamiamo civiltà. Il
sentiero si trasforma in single track in molti punti ancora con selciato
in pietra, dopo pochi chilometri attraversiamo un ponte in cemento e
siamo sulla strada provinciale, da qui imbocchiamo la deviazione per la
frazione di Fiumicello. Bob-y fa presente che in quel luogo c’è un
ristorante che potrebbe essere la mèta di fine giro, al che il Ciappe
scatta felinamente per vedere se fosse aperto e per fare un eventuale
terza colazione, ma è lunedi e come la maggior parte dei locali, anche
questo è chiuso per turno. Pazienza, si riparte, la strada ora è
sterrata e la saliamo fino a quando troviamo, in corrispondenza di una
sbarra, la strada forestale. Si sale decisamente con numerosi tornanti
che ci permettono anche di spaziare la vista sull’appennino Tosco
Emiliano
che in questo punto ha particolari conformazioni rocciose e
quindi colori inusuali per noi. Siamo sul confine del Parco Naturale
delle Foreste Casentinesi, che si estende fino a queste latitudini. La
salita è abbastanza lunga ed il gruppo comincia a sfilacciarsi, tirato
da un UgoCross particolarmente in forma, al pari del Franceschini che
riesce a stare sempre nelle prime posizioni, alla facciaccia del suo
"amico" Cianetto che oggi non è presente perchè riteneva il
percorso troppo impegnativo. Ci si ferma quà e là per scattare qualche
foto, cercando così di dar modo al Ciappe di ricongiungersi al gruppo,
ma la sua Gemini è troppo dura da portar sù e spesso lo vediamo fare
piede a terra. Una sosta del gruppo dopo una dura rampa vorrebbe
permettergli di ricongiungersi con gli altri, ma una nuvola solitaria ed
un improvvisa folata di vento fanno rimontare tutti in sella,
lasciandolo ancora solo soletto in fondo al gruppo (molto inca**ato
n.d.r.). Una sosta alla sella chiamata il Finestrone ci permette di
raggrumarci e di mangiare qualche provvista. Intanto l’aria è un po’
meno frizzante rispetto a stamattina, ma comunque ci mettiamo un capo
antivento per affrontare i successivi saliscendi. Proseguiamo sulla
forestale quando un cartello di delimitazione ci nasconde l’imbocco
del sentiero di crinale (menomale che abbiamo il GPS!). Facciamo
così qualche centinaio di metri avanti prima di accorgerci che non era
la giusta direzione. Ritorniamo sulle nostre tracce ed entriamo sul
single track che taglia il crinale del monte. La traccia segue il fitto
bosco, per poi aprirsi in strettissimi passaggi di crinale dove la
presenza di sassi e rocce, rende particolarmente impegantivo il
passaggio . Chi soffre di vertigini è sconsigliato vivamente a fare
questo percorso,
ma lo spettacolo vale senzaltro l’impegno ad arrivare
fino a quassù. Durante un tratto di discesa in bosco, sbagliamo traccia
(menomale che abbiamo il GPS!), proseguendo per quella che ci
sembrava la principale, ma dopo alcuni saliscendi, sempre sul crinale ,
ci accorgiamo che siamo molto più a nord/est del previsto, si decide
comunque di proseguire. La discesa è fantastica ed alterna tratti in
bosco a tratti di crinale, questa volta assai meno esposti dei
precedenti. Unica nota negativa a questo sbaglio è che ci ritroviamo su
di una strada asfaltata e sappiamo come a noi piaccia poco questo tipo
di superficie. Infatti si fa di tutto per cercare alternative e attraverso campi, tracce e viottoli la maggior parte del gruppo
raggiunge Premilcuore quasi esclusivamente fuori strada. Qui avviene
anche l’unica foratura delle giornata, il Postinaio ha pensato bene di
portarsi dietro una spina dal Montalbano che ha fatto il suo effetto
proprio qua. Sono già passate le 14,30 ed a questo punto urge trovare
un luogo dove poter concludere la gita con le gambe sotto un tavolo, il
"segugio" contratta un tavolo presso un ristorante e poco
prima delle 15.00 siamo in postazione. Affettati misti, formaggi, vassoi
di cinghiale e capriolo in umido vengono "svuotati" dal gruppo
affamato, anche stavolta il Ciappe non ha fallito. Si riparte verso
casa, ci sarà anche una sosta tecnica per lasciare una bici (quella del
Ciappe) presso un noto biciclettaio di Pontassieve, l’ora
particolarmente trafficata ci fa perdere molto tempo nel viaggio, ma d’altra
parte oggi , per noi, è un giorno di festa ed abbiamo fatto, comunque,
una escursione "fuori regione".
Resoconto by Bob-y e Cap.
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