Il Gumasio sul Subasio


28 Settembre 2009

A distanza di un anno, riusciamo ad organizzare l'uscita studiata dal Perugino ovvero : Il Gumasio sul Subasio e doveva essere fatta obbligatoriamente, per fare la rima. A parte le battute, il nostro Stefano ci aspettava da tempo per poter pedalare su uno dei pochi monti, degno di questo nome, della sua Umbria. Vista la distanza da percorrere in auto (oltre 200 km) la partenza è fissata per le 6,30. Al ritrovo: Aisman, Bandog, Bob-y, Capitano, Ginelio, Mario Cross e Postinaio. Le tre auto prendono la strada per Siena > Bettolle > Magione, qui ci aspetta i' Perugino con Nencio da Cecina. Si riparte subito direzione Spello. Al parcheggio lasciamo l'auto del Capitano che servirà al ritorno per recuperare le auto che lasceremo alla partenza delle bici. Prima di salire a San Giovanni di Collepino, ci dobbiamo fermare in centro a Spello perchè il buon Nencio è sprovvisto di provviste, La sera prima aveva stressato la sua donna per convincerla a fare un paio di dolci da dividere con noi, ma ha pensato bene di lasciarli sul tavolo di casa prima di uscire...sigh !! Si fanno i dovuti rifornimenti e si riparte verso il punto d'inizio del giro, che abbiamo deciso di fare più corto rispetto a quello programmato. Alle 10,30 circa ci avviamo tra i casali restaurati del bel paesino e scendiamo una sterrata che riprende la principale, da questa inizia la salita costante con qualche strappo che, tra una chiacchiera e l'altra, ci porta ad attraversare la frazione di Armenzano un incantevole borgo immerso nel verde, un vero paradiso. Nei pressi di lavatoi restaurati, una freschissima fontana ci rifornisce gli zaini idrici. Poche decine di metri ed imbocchiamo il sentiero 53  in salita che ci condurrà alla sommità del Subasio. Nonostante si sia appena ripartiti c'è chi è riuscito a perdersi, Nencio insieme al Perugino  sono costretti a retrocedere per recuperare "i desaparecidos" Ginelio e Bandog. Il sentiero si snoda con pendenze umane in bosco  e la cosa non dispiace perché, nonostante sia quasi Ottobre, il caldo si fa sentire e poi le conifere emanano un piacevolissimo odore che raramente abbiamo sentito. All'uscita del bosco si apre di fronte un immenso prato che sembra finire a strapiombo sulla piana di Assisi, peccato per la foschia che non ci permette di ammirare molto il paesaggio in lontananza . Con un paio di deviazioni su single track che attraversano i prati, cercando di scansare  gli abbondanti "lasciti" delle numerosissime mucche e cavalli presenti, si giunge alla strada che taglia il crinale del Monte . La imbocchiamo  per giungere al punto più alto a 1250 metri circa. La sosta panino, sotto la nuvola Fantozzi, la facciamo nei pressi del Mortaro Grande un enorme avvallamento circolare dovuto ad un fenomeno carsico Ripartiamo e un bel taglione a mezza costa ci porta direttamente a Sasso Piano, una terrazza naturale a strapiombo su Assisi. Sosta d'obbligo alla croce per le foto e poi via sul veloce e divertente single track: la tagliata del Subasio fino a Madonna della Spella, da qui inizia la vera e propria discesa , single track abbastanza sassoso e tecnico, il sentiero 52 dove Bandog, osservato e "consigliato" da chi era sceso precedentemente, si esibisce in una caduta su un tornate strettissimo. Si giunge fino alla frazione di Collepino, dove imbocchiamo il sentiero che fiancheggia da un lato l'antico acquedotto romano e dall'altro grandi oliveti. Velocemente giungiamo a Spello l'ora e abbastanza tarda e lo stomaco reclama. Ci affacciamo ad un bar che ha uno splendido giardino interno, ma noi abbiamo il problema delle biciclette, la ragazza del bar non si scompone e ci apre la porta laterale facendoci entrare con i nostri mezzi. Ci accomodiamo in giardino dove la temperatura è ottima, la fame è tanta ed i vassoi di salumi e formaggi, le torte al testo, accompagnati da birre e vino, fanno presto ad essere "disintegrati". Dopo aver placato lo stomaco, ci sono da recuperare le auto. In breve abbiamo ricaricato le nostre mtb e ripreso la strada del rientro, abbiamo scelto l'opzione autostrada, ma come quasi sempre nei paraggi di Firenze ci sono code che ritardano il nostro rientro. Così anche questa uscita "fuori porta" va in archivio, grazie a Stefano Tottero i'Perugino che ci ha "condotto" sui sentieri Umbri per una bellissima giornata in compagnia, anche del mitico Nencio che non ci stancheremo mai di ringraziare per I dolci che "non" ci ha fatto mangiare e per i bellissimi scatti che tutti possiamo gustare

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