|
Prefazione
Non
è mai facile fare un resoconto di una escursione, tanto più quando si
tratta di quella estiva, ci proveremo iniziando dalla preparazione. Il Capitano
ha già iniziato la progettazione della gita il 27 Giugno 2006, ovvero il giorno
successivo alla conclusione dell’escursione estiva 2006, ma la
rivelazione ufficiale è avvenuta durante la presentazione del
programma 2007. La scelta è stata ponderata e, come al solito, si è
rivelata azzeccata. La grossa novità di quest’anno consiste
nell’uso del mezzo di trasporto. Infatti, a causa dell’alto numero
dei partecipanti, il consiglio direttivo ha deciso di noleggiare un
pullman turistico. Il notevole incremento dei partecipanti ha creato
anche qualche problema logistico per la sistemazione in rifugio, che
notoriamente non sono molto
capienti di posti letto, comunque il tutto è stato superato
brillantemente.
Prologo
Il
numero esatto dei partecipanti è rimasto incerto fin da ultimo, di
sicuro sapevamo che superava le trenta unità, con le aggiunte finali di
Spiaccica e di Tottero,
il nuovo Gumasiano di fuori regione, conosciuto anche come I’Perugino.
Il consueto Briefing pre-gita si svolge nella nuovissima saletta
riunioni di Tomacche
all’interno della nuova struttura commerciale del Colorificio
Cappelli e di fronte ad un assortimento di pizze e birre
, si
mette a punto il programma, con l’illustrazione del percorso e, per i
novizi, le nozioni di base di come ci si attrezza e come ci si comporta
durante un’escursione che prevede due pernottamenti dei quali uno in
rifugio in quota con la necessità di portare tutto
l’occorrente all’interno di uno zaino sulle spalle. L’uso
dell’autobus richiede che le nostre Mtb siano stivate nei portabagagli
del mezzo e per far si che le nostre “beneamate” non subiscano
danni, abbiamo acquistato delle sacche portabici, anzi diciamo che ce le
siamo fatte fare su misura perché quelle “normali” non erano adatte
a contenere delle full-suspended ed il briefing è servito anche a
distribuire questi, per noi, insoliti contenitori.
Primo Giorno, Sabato
23 Giugno
Il
ritrovo è fissato per le ore 7:00 presso la PanKina Gumasiana e già
qualche minuto prima, alcuni “impazienti” sono già in attesa del
pullman che in perfetto orario giunge al ritrovo. Si inizia
subito la fase di carico delle biciclette ben avvolte nelle sacche, le
ruote vengono separate dal resto per ottimizzare gli spazi, piano piano
il piazzale del parcheggio adiacente si riempie di auto, sacche, borse,
zaini, cassette degli attrezzi ecc. ecc. Si prosegue il carico, mentre I’P ha già la sua videocamera in funzione, il Prsdnt piazza uno striscione al vetro posteriore dell’autobus. Le
stive sono già piene di sacche e ruote sciolte, mentre due biciclette
sono ancora da caricare, queste trovano posto all’interno del bus sui
sedili posteriori insieme alle borse e gli zaini, in perfetto orario
arriva anche Tottero dal Lago Trasimeno che, munito di valigia e zaino enorme, prende posto
sul mezzo, tutti si assestano ed alle 7:30 in punto il Cap inizia a fare l’appello per verificare che tutti siano a
bordo, compresi le numerose new entry: Vicius,
Zurg, I’Billo, Woody, Kriminal,
Avania, Spiaccica, Ugo Cross,
Catoblepa ed il già citato Tottero, “i senatori” Bob-Y, Ubert (unici due che hanno partecipato a tutte le escursioni estive
gumasiane), Il Capitano, I’Pagliai,
I’Giardinaio,
Yeti, Ciappellone, Dr.Ekx,
I’Banda, FullContact, Tomacche,
Donatello, BruceTenga, SuperG,
@leador, Mummia, Sessantuno,
Fonzino, Ciano, Muschiato e
Sbracino. Lasciamo la pankina sola soletta, qualcuno ha messo anche
un cartello . Prima sosta per la regolare pausa
dell’autista e la nostra regolare colazione la facciamo alla oramai
stranota area di servizio Po Est.
La nostra presenza non passa inosservata, trentuno vestiti in polo rossa
con tanto di stemma ufficiale della gita fanno la loro figura
all’esterno ed all’interno dell'autogrill. Dopo il
rifocillamento si riparte in direzione di Chiusa
Val Gardena, all’uscita dell’autostrada ci attendono i tavoli
del ristorante Brunner Hof
, pranzo
leggero servito da quattro splendide fanciulle, una più bella
dell’altra. Dopo la sosta pranzo si prosegue sulla strada della Val Gardena, destinazione Selva
e, parcheggiato il grosso automezzo, si inizia a preparare le nostre
Mtb, rimontando le ruote e facendo gli ultimi ritocchi e verifiche,
infatti, la Mummia ha già
una ruota a terra prima di partire, per fortuna si rivelerà anche
l’unica foratura della tre giorni, intanto Ubert, da buon commerciante,
riesce a vendere un paio di pastiglie freno ad una biker tedesca che
probabilmente era rimasta senza freni. Si preparano gli zaini e
s’indossa l’abbigliamento adatto a pedalare. Le previsioni che
abbiamo seguito con un leggero timore per tutta la settimana, non
prevedono pioggia e quindi siamo abbastanza tranquilli, anche se il
cielo è coperto ed il sole fa difficoltà a bucare lo strato di nuvole.
Siamo pronti, foto di rito
e via, inizia l’avventura estiva 2007. Dopo
un paio di tornanti sull'asfalto della statale
, imbocchiamo una forestale molto ripida
che costringe la quasi totalità di noi a spingere la bici
, anche perché
in corrispondenza di un bivio, un grosso camion si è letteralmente
incastrato e non riesce a fare manovra (chissà come avrà fatto poi). La
forestale diventa sentiero che taglia un grande prato
dove cominciano a far bella mostra di se le imponenti montagne
circostanti
, anche se le cime sono nascoste da un
“cappello” di nuvole. Si prosegue sempre in ripida ascesa giungendo
un paio di curve sotto il Passo
Gardena, alla sommità del quale si trova l’hotel Frara,
nostro punto di pernottamento. Un gruppetto di stacanovisti, tra cui
anche il Ciappe, prosegue la
pedalata fino al Rifugio Jimmy,
per poi godersi della discesa a “tutto fò’o”
fino all’albergo. Le camere sono state assegnate su
insindacabile scelta del Capitano,
ne prendiamo possesso e ci prepariamo alla cena. Nel parcheggio
dell’hotel c’è anche il nostro autobus, ma una regola messa
precedentemente, vieta assolutamente ad ognuno di noi di potervi
accedere per prendere indumenti o quant’altro non sia stato inserito
negli zaini portati a spalla, pena decadimento dalla definizione di “Whole
Rider”. La cena è quanto mai attesa, le pietanze sono
abbondantemente accompagnate da radler, birre chiare e weizen, dopo cena
ci spingiamo a fare quattro passi a piedi sul sentiero che parte proprio a fianco dell’Hotel,
peccato solo che una fitta nebbia ci impedisca di vedere qualcosa.
Oramai è ora di rientrare e le carte prendono il sopravvento tra i
Gumasiani, non per molto, domani ci aspetta una dura giornata di
Mountain Bike.
Secondo Giorno, Domenica 24 giugno
Sveglia
ore 7:00 abbondante
colazione e via con i preparativi per la partenza, si tolgono le bici
dalla rimessa, foto di gruppo
e poi la partenza. Breve tratto in discesa su
asfalto e subito si imbocca un single track in direzione di Colfosco,
saliscendi passerelle e scale, sorpassiamo e ci facciamo sorpassare più
volte da un trio di escursionisti, il sentiero è molto bello
e corre
sotto le pareti verticali del Ciampai,
oltre ad essere un eccezionale belvedere sul versante nord del Gruppo
Sella, con la Val Mezdì
e la Cima Pisciadù che la
fanno da protagonisti. Riusciamo anche a vedere alcuni rocciatori che
stanno salendo su per una via e da questo ci rendiamo conto delle reali
dimensioni di queste montagne. Ci riuniamo ed il Capitano
redarguisce il gruppo per il comportamento un po’ spaparanzato
subito
dopo ci
buttiamo giù in picchiata sulla ripida pista da sci dell’Edelweiss. I freni si surriscaldano e cominciano ad emanare un odore
non proprio in sintonia con i profumi della montagna
. Arriviamo a Colfosco
e riusciamo a perderci tra di noi tra soste, ripartenze, foto e
quant’altro. Raggiungiamo Corvara
dove accade un banale incidente tra Ubert(h) e la Mummia, mentre il
Dr.Ekx ha qualche problema
alla sua bici. Non riusciamo a prendere un ritmo giusto ed il Cap si inquieta un po’, sebbene sia coadiuvato dal Tottero, @leador e Donatello che,
muniti di GPS, hanno il tracciato da seguire sui loro apparecchi, quindi
possono fare da punto di riferimento per tutti gli altri Gumasiani. Dopotutto non è semplice gestire per sentieri 31 bikers,
ma alla fine potremmo dire che tutto è andato per il meglio.
Continuiamo su asfalto e saliamo fino alla località Arlara
dove imbocchiamo la sterrata che ci condurrà al Rifugio Incisa, presso il quale è prevista una sosta. La salita è
piacevole e l’umore adesso è alle stelle
. Un ricco menù di dolci
fatti in casa sembra fatto apposta per la nostra numerosa truppa,
la
piacevole sosta ci permette di fare asciugare le maglie al sole che sin
dal mattino ci accompagna
. Dal Passo
Incisa prendiamo un sentiero molto bello che in saliscendi ci
conduce fino al Campolongo,
secondo passo toccato del nostro Sella Ronda. Breve tratto di asfalto per attaccare la sterrata molto
ripida che sale al Bec de Roces,
si tratta di un tratto non molto lungo, ma veramente “terrific”,
specialmente il primo pezzo che quasi nessuno ha fatto
integralmente in sella. La seconda parte, anche se molto dura, è più
pedalabile e quindi molti l’hanno potuta fare regolarmente. Al rifugio
arriviamo alla spicciolata, e gia da qui intravediamo chi si è
presentato alla gita più in forma e chi sembra non mantenere le
promesse della vigilia, pensiero ispirato dalla visione, sul versante
opposto, della salita che nel pomeriggio ci porterà a scalare il passo
di Porta Vescovo. Breve sosta
e via giù in discesa sulla pista da sci, in questo periodo totalmente
ricoperta di erba alta e mille varietà di fiori, la pista termina su di
una forestale che in breve giunge ad Arabba.
Nel tratto finale l’anima freeride fa sì che qualcuno improvvisi
qualche “drop” ed anche qualche tamponamento tra bikers. Facciamo
sosta nel centro del paese, un folto gruppo preferisce i tavoli del
ristorante dell’Albergo Pordoi, dove Franco,
il titolare ciclista, ci dispensa di consigli sul resto del tracciato,
mentre un piccolo gruppetto decide per un pasto più frugale anche perché
non è da molto che è stata fatta una sosta ricca al Rifugio
Incisa. Il tempo di vedere alla TV la partenza della MotoGP e via di nuovo in salita, direzione Passo Pordoi, attraverso
la forestale che fiancheggia la strada statale e che sale fino al
tornante numero 16
. Qui dobbiamo fare un tratto su asfalto che si rivela
molto ben pedalabile, ma siamo costretti a sorbire anche un continuo
transito di auto, pullman e centinaia di motociclette
. Qualche bitumaro
si sente “obbligato” a sorpassarci e lo fa, anche se poi è
costretto nuovamente a rallentare. Dopo alcuni tornanti si sente il Cap
che dal Walkie Talkie ci comunica che sta salendo da una traccia
sterrata insieme a Kriminal. Dopo qualche tornante
imbocchiamo la sterrata
, la temibile salita
al Porta Vescovo. Si parte un
po’ alla volta e subito c’è gia chi sale a piedi, come il Ciappe, tanto per non far nomi. La salita è veramente
dura e richiede il massimo di attenzione e forza, ma la pendenza “terrific”
non da scampo in alcuni tratti si sale a spinta,
specialmente
nell’ultimo tratto, questa salita diviene anche terreno di sfida tra
alcuni di noi che notoriamente si dilettano a sfottò e battute più o
meno cattive, ma pur sempre estremamente amichevoli. Tomacche, Woody e Banda
sorprendono per le loro inaspettate doti di scalatori, mentre I’Muschiato
e Vicius soffrono
maledettamente la salita. La faticaccia è ripagata dalla vista
mozzafiato
che ci si apre davanti sul Lago
di Fedaia, dominato dal massiccio della Marmolada
, con i suoi colori rosati della roccia, il bianco della
neve ed il grigio/celeste dei ghiacciai che si riflettono sulle acque
del lago. Dinanzi a questa meraviglia, scompare momentaneamente anche la
fatica, e la lunga sosta per radunarci è accolta con gioia da tutti.
Dopo che sono arrivate le “scope ufficiali” Donatello
(con il GPS) e Billo (con la
radio), accompagnati dal Ciappe
e Brucetenga, decidiamo di
ripartire, la giornata non è ancora finita, dobbiamo giungere al Rifugio Viel Dal Pan. Da Porta
Vescovo, parte un single track che taglia a mezza costa il monte,
il
sentiero è molto stretto e non permette sempre di poter pedalare
ed
anche su questo qualche tratto a spinta è inevitabile, specialmente in
un tratto dove una piccola frana ha quasi cancellato la traccia . Passata
una curva si inizia vedere il rifugio , molti di noi avevano sperato che
fosse più o meno alla solita quota, invece lo si vede a quota più alta
e quindi si sale ancora. Alla nostra sinistra la Marmolada ci accompagna con la sua imponente mole, ma le ripide
pareti non ci permettono di distogliere lo sguardo dalla ruota anteriore
delle nostre mtb. Con un ultimo sforzo giungiamo al Rifugio Viel del Pan
che abbiamo prenotato tutto per noi, anzi i
posti non sono sufficienti e Tottero
e Spiaccica dovranno
pernottare al vicino Rifugio
Fredarola. Anche qui le
camere vengono assegnate ad insindacabile decisione del Cap,
mentre qualcuno non fa a tempo ad arrivare che si precipita al banco del
bar per farsi uno o più radler…
La cena è attesa con trepidazione, abbiamo potuto scegliere tra
tre portate e divoriamo ogni cosa ci viene portata sul tavolo. Dopo una
fresca boccata d’aria salutiamo Tottero e Spiaccica che
scendono verso il Fredarola accompagnati
dalle ultime luci del giorno sulla Marmolada
e sui Vernel . Si commenta
la giornata tra una grappa ed un liquore al mirtillo, ma la stanchezza
non ci permette di prolungarsi molto e domani altra giornata di salite e
discese: tutti a nanna.
Terzo Giorno, Lunedì
25 Giugno
Sveglia
alle 7:00 uno splendido sole è già alto e la Marmolada
ci imprime una foto nei nostri occhi, uno spettacolo indimenticabile . La
colazione in orario e la partenza alle 8:30 circa. Tottero
e Spiaccica ci attendono al Belvedere
del Pordoi, li raggiungiamo in perfetto orario, il gruppo si
ricompone. Si decide di scendere dal sentiero tecnico, che si rivela
essere stupendo,
anche se breve, per fortuna è ancora presto ed i
turisti non ci sono ancora. In breve siamo al Passo Pordoi, breve sosta per foto
, anche di fronte alla stele con
targa che ricorda il campionissimo Fausto
Coppi. Dal parcheggio dei bus imbocchiamo un single track che ci
porta nei pressi dell’albergo Gonzaga,
da qui grazie all’ausilio dei GPS, riusciamo facilmente ad individuare
ed imboccare la pista da sci e con grande divertimento arriviamo fino al
laghetto del Lupo Bianco
. La
temperatura mite ci permette di toglierci gli antivento e dopo un sosta
caffè si inizia l’ultima, ripida salita, per fortuna siamo su una
forestale e le fronde degli abeti ci riparano dal sole che picchia senza
tregua. Anche questa salita si rivela una terrific, ne fa le spese il
corpo ruota libera di Fonzino che dopo uno schianto secco, decide di lasciarlo
definitivamente a piedi, ci sarebbe la possibilità di ridiscendere per
salire sul bus, ma Fonzino
decide di finire la salita bici a spinta. Abbandoniamo la forestale in
prossimità di un bellissimo prato colorato da milioni di fiori, il
gruppo si raduna e si concede una breve sosta su questo manto. Si
riparte in direzione Rifugio Valentini al Passo
Sella. Ultimo dei quattro passi ed anche ultima salita, abbastanza
impegnativa visto il fondo prima erboso
e poi abbastanza smosso a causa
di lavori di risistemazione in corso da parte di una ruspa. Tali lavori
hanno anche causato una deviazione di un rivolo d’acqua che rende un
tratto del sentiero molto impantanato e difficile da pedalare tanto che
il buon Ubert(h), nel tentativo di saltare il fossetto sì
“adagia” sulla mota* (*vedi dizionario gumasiano). Le fatiche
della salita sono allietate da un panorama eccezionale sul Piz
Ciavazes
e soprattutto sul gruppo del Sassolungo.
Un ultimissimo strappo proprio di fianco al Rifugio Valentini ci porta sulla breve sterrata che conduce al Rifugio
Salei, nostra agognata meta in quanto ci attende il classico pranzo
finale a base di OPS* (*vedi dizionario gumasiano) e meno male che il Cap
ha precedentemente avvisato il rifugio affinché non si trovasse
impreparato. Ed, in effetti, L’OPS non è mancato, quello che invece
è rischiato di mancare è stato il rifornimento di birra, sia al
naturale che sottoforma di Radler,
oppure la sempre più gettonata Weizen
Beer. La procace Valeria,
la simpatica e brava cameriera Venezuelana del Rifugio Salei, non ce la fa più a star dietro alle comande dei vari
tavoli, ma in particolare a quello Top dove il Ciappe e Fonzino stanno
mettendo sotto i denti tutto quello che capita nei paraggi ed anche di
più. Alla fine un giro di grappa al mirtillo contribuisce ad alzare
ulteriormente il livello euforico che si è fa sentire successivamente
durante la discesa. Dal Passo
Sella imbocchiamo una pista da sci
che in breve ci porta a Plan
de Gralba ed una successiva pista dà modo ai freeraiders di sfogare
i loro istinti discesistici,
finendo la corsa proprio nel piazzale dove
l’autista con il pullman ci sta aspettando. Rimesse a posto le bici
nelle sacche e successivamente stipate nei portabagagli, ci si cambia e
si riparte verso casa, l’escursione si avvia alla conclusione.
Epilogo
Le
operazioni di risistemazione sono brevi ed alle 15:15 circa l’autobus
si rimette in marcia, in breve siamo sull’autostrada del Brennero.
Le prime teste cominciano a piegarsi e gli occhi si chiudono, ma per
poco. I’Pagliai inizia la distribuzione del Doppio
DVD Gumasio 2007 Parte 1 a tutti noi. Dopo di ché, con ottimo stile, ripassa a
riscuotere
proprio come fanno certi venditori di gadget in alcuni ristoranti.
Subito dopo la “massa” incalza il
Capitano chiedendogli di dare i voti ai partecipanti e
Lui non si fa pregare
ulteriormente ed a suo agio con il microfono in mano, dispensa voti e
giudizi come al suo solito. Urla, applausi e fischi a non finire,
commenti più o meno simpatici, ci fanno passare un po’ di tempo di
questo viaggio di ritorno. L’altro argomento che tiene banco subito
dopo è: “Ci si ferma a cena
oppure no ?”. Il gran
cerimoniere è il Ciappe che
chiede voti affinché si fermi a cena, ma visto l’ora e la velocità
con cui l’autista sta guidando, la maggioranza decide per il rientro
diretto. Ed, in effetti, riusciamo ad essere a casa alle ore 20: 00
circa in perfetto orario. Solita operazione di scarico e dopo i saluti a
Tottero che si deve fare
ancora 2 ore di auto per giungere a casa, ognuno si carica la propria
sacca ed il proprio zaino e ci si saluta dandosi appuntamento al giorno
successivo via email, contenti di essere riusciti ancora una volta a
compiere la missione e consapevoli che domani molti avremo la testa
“sulle dolomiti”.
Resoconto
by : PRSDNT "Bob-Y" e Renzo "Il Capitano"
Cliccando
su si
vede la foto relativa
|
|