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Lago Scaffaiolo 2005
19
Maggio 2005
Anche
questa escursione ha subito un rinvio, e menomale !!! Visto che il giorno
stabilito è stato a dir poco pessimo dal punto di vista meteorologico.
Pertanto alle 6,30 del 19 Maggio 2005 al ritrovo Oasi Dolce, ci siamo
ritrovati in dieci : Bob-y, il Cap,
Ciappe, Duccio Dis, il
Giardinaio, Mario Cross, Ubert, I’Pagliai, Dante Diesel e la new
entry Lucia “Trilly Miao” alla
sua prima escursione Gumasiana ufficiale. Partenza in orario direzione Cutigliano, dove arriviamo in perfetto orario presso il piazzale
della funivia “Doganaccia 2000” che collega appunto Cutigliano con la località Doganaccia.
Giorni prima avevamo prenotato una corsa speciale, in quanto in questo
periodo l’impianto non è attivo e funziona solo per gruppi previo
prenotazione. Dopo aver rimontato le biciclette ed essersi vestiti,
saliamo dentro la cabina e il “Danti”
ci avvia da soli verso la Doganaccia,
tra noi c’è anche qualcuno che non ama particolarmente questo tipo di
mezzi, ma deve fare buona faccia. In pochi minuti arriviamo a
destinazione, la differenza di altitudine si fa subito sentire anche se la
giornata si preannuncia splendida con sole pieno alternato a nubi più o
meno grandi. Dopo la foto di rito alla partenza
si comincia subito a
pedalare e dopo un breve tratto di asfalto inizia una larga sterrata in
salita sulla quale dopo pochi metri troviamo un grosso cumulo di neve che
ostruisce per oltre tre quarti la sede stradale . La strada piano piano si
fa sempre piu stretta fino a diventare quasi un single track che taglia il
fianco del monte tra i prati dove da poco ha cominciato a spuntare la
nuova erba,
per questo il colore è ancora un misto giallo/verde. Passaggi
più o meno tecnici vengono superati abbastanza tranquillamente,
nonostante le innocue cadute fotocopia del Cap
e di Bob-y nello stesso
identico punto. In breve si raggiunge il Passo della Calanca, qui proseguiamo in
tutta tranquillità con qualche tratto a spinta , verso il sentiero di
crinale che in breve ci conduce presso il Lago
Scaffaiolo (mt.1796).
Questo luogo era già stato mèta di una nostra
escursione nel 2001, infatti i’Pagliai
aveva applicato al manubrio della sua bici una foto ricordo di quella gita
e che è stata “riprodotta”
quest’anno, nonostante siano cambiati alcuni personaggi. Il laghetto è
senz’altro molto più ricco di acqua, anche perché quattro anni or sono
la gita fu fatta in Settembre. Inoltre è presente anche un bel seracco
che dà al laghetto un aspetto molto “nordico”.
Mentre il gruppo si rifocilla, Ubert
si cimenta, prima in una downhill
in una valletta laterale e dopo in un drop
dal tetto di una piccola baita sul sentiero . In breve siamo di nuovo
in marcia, ritornando indietro sul sentiero di crinale, fino al bivio poco
dopo il Passo della Calanca dove
proseguiamo sul favoloso single track che, con vari saliscendi,
ci conduce al valico della Croce
Arcana (mt. 1675), da qui imbocchiamo il sentiero
segnato 413/415
che in
pratica taglia trasversalmente la carrabile che collega il poggio Croce
Arcana alla Capanna Tassone. All’inizio il single track in discesa è
scoperto, in quanto non sono presenti alberi, ma intorno ai 1600 metri
comincia la vegetazione
che in questo periodo è già abbastanza
rigogliosa. La discesa è veloce e abbastanza tecnica con un paio di guadi
pedalabili, ed in corrispondenza di uno di questi il gruppo incrocia una
scolaresca di Pavullo, con alla guida un insegnante di educazione fisica
anche lui biker e come tale instaura un dialogo tecnico sui sentieri e i
monti con il nostro Cap che fa la sua bella figura e dimostra la
professionalità del nostro gruppo. In breve si raggiunge la Capanna
Tassone ( mt. 1320)
qui sosta obbligata con caffè e riposino allo
splendido sole che ci inviterebbe a prolungare la nostra fermata. Ma
dobbiamo affrontare la salita del ritorno, quella famosa forestale
carrabile che in discesa avevamo tagliato, ma che adesso dobbiamo fare
nella suoi cinque chilometri integrali. Non è durissima, ma è un tipo di
salita che tiene sempre “in tiro” dopo le prime curve, dove si
chiacchiera, ci sono gli “allunghi” e così il gruppo si fraziona, ma senza grossi distacchi
.
All’arrivo presso la Croce Arcana,
incontriamo di nuovo la scolaresca
che ci saluta e continua il suo giro. Noi ci apprestiamo alla discesa
ribattezzata dal Cap “ignota”
visto che non abbiamo avuto ne conferme
ne smentite sul tracciato.
Dopo pochi metri un grosso cumulo di neve ci costringe a cercare una
variante e dopo alcune decine di metri un ulteriore grosso cumulo, ci
costringe ad un passaggio molto più difficile. Comunque la strada
imboccata ci conduce presso la stazione di partenza dell’impianto di
risalita “Doganaccia-Croce
Arcana”. A questo punto il Cap telefona al Ristorante Nonno Cianco
presso la stazione della funivia di Cutigliano, che ci aveva promesso di
farci mangiare nonostante fosse il turno di chiusura. Scendiamo ancora
sulla pista da sci,
arriviamo ad un laghetto sulla strada principale, dal
laghetto cerchiamo il sentiero che dovrebbe scendere fino a Cutigliano.
Per fortuna una precedente gara di enduro, aveva lasciato il segnalazioni
sul sentiero che noi abbiamo prontamente seguito. Il primo tratto di bosco
si è rivelato molto insidioso, a causa del terreno molto dissestato con
numerosi sassi ricoperti da un tappeto di foglie bagnate. Poi il sentiero
si addentra in un fitto bosco di abeti ed il terreno è leggermente
migliorato, di seguito il sentiero diventa strada sterrata, percorsa
normalmente da boscaioli. Alla fine di questo tratto si incrocia una
strada asfaltata e la presenza di un cartello che indica “ percorso Down
Hill” ci convince che il tracciato sia ben segnato, ma al contrario il
percorso è oramai abbandonato da anni e l’unica traccia che abbiamo
trovato è stata un single track
con che in breve ci ha portato alle porte
di Cutigliano, qui c’è stata
l’unica foratura del giorno (Ubert)
dopo la riparazione in breve ci siamo ritrovati tra gli stretti passaggi delle case
del paese
e con una breve
risalita abbiamo concluso il nostro giro. A questo punto non ci rimaneva
che sedersi alla tavola che il Ristorante
Nonno Cianco ci aveva preparato, per gustarci delle buonissime
tagliatelle al ragù, soddisfatti della bella giornata. Abbiamo avuto il
piacere di ospitare Trilly Miao
che alla sua prima uscita e nonostante i suoi timori non ha per niente
sfigurato.
Racconto
: Claudio "Bob-Y" e Renzo "Il Cap"
Album
Fotografico - Itinerario
Completo
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