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Il percorso l’ ha
trovato Simone su di una vecchia rivista, ma l’elaborazione l’ ha effettuata
Renzo (ovviamente).La partenza è fissata per le ore 6,30 ancora è buio e,
purtroppo, Simone non è della partita per i postumi dell’incontro ravvicinato
con un ulivo durante una escursione il sabato precedente ( per fortuna che aveva
il casco ).Le Bike sono state stipate nelle auto la sera prima e alle 6,45 di
mercoledi 13 si parte davvero: direzione Castelnuovo Garfagnana. Dopo un viaggio
di oltre due ore dovuto all’ intenso traffico, arriviamo al Centro visitatori
del Parco dell’Orecchiella (mt.1230) . Si parcheggia una vettura nell’ampio
spazio del centro e l’altra la parcheggiamo 7 km più in basso vicino alla
diga sul lago di Vicaglia (mt.920) . Si rimontano le ruote e ci si veste e
finalmente alle 9,45 si parte . Si scende leggermente fino ad una fontana sulla
destra dove riempiamo le borracce. Da una deviazione sulla destra parte il
sentiero in salita che dopo 5,5 km ci porta alla Sella
di Campaiana (mt.1515) vista magnifica
,si scatta qualche foto . Si scende sulla carrareccia attraverso bellissimi
boschi con vista sulle Alpi Apuane, si costeggia il rifugio Granaiona e si
attraversa il piccolo paese di Campaiana (mt.1340), ancora giù fino alla
piccola frazione di Alpe di Massa (mt.1180) subito dopo la strada diventa
asfaltata si tira a diritto fino a quando si incontra la strada statale del
Passo delle Radici a mt.1130 che proviene da Castelnuovo Garfagnana . Noi la
imbocchiamo in salita in direzione Casone si fanno circa 5,7 km e prima di
giungere a quest’ultima località, si incontra una sterrata sulla sinistra (mt.
1315) che ci porterà dopo 5,3 km al Passo
delle Forbici
(mt.1570 ) dove una
cappellina vigila sulla confluenza di 3 sentieri. Si scende verso il versante
Emiliano, si attraversa il Riaccio di Frova in una stretta gola e più giù a mt.1410 si trova il rifugio Segheria Abetina Reale . Da qui si inizia la salita
(la più impegnativa del percorso) su di una carrareccia larga ma molto sassosa
( consigliamo di sgonfiare un po’ le gomme) dopo 4,9 km si arriva ad un bivio
a mt. 1760 al passo di
Lama
lite, circondati da campi di
mirtilli (buonissimi) e da dove si gode la vista del monte Prado (o Prato) che
con i suoi 2053 metri è il più alto della Toscana . Con una piccola deviazione
sulla destra si arriva al Rifugio
C.Battisti
(mt. 1760) del C.A.I. di Reggio Emilia . Sono le 13,40 e la
fame è abbondante, Renzo prenota subito una abbondante pasta al pomodoro e dopo
esserci cambiati le maglie ci sediamo nella sala vicino a tre escursionisti
(dall’accento emiliano) . Il giovane gestore Roberto Bagnoli, ci chiede se
nell’attesa della pasta gradiamo un po’ di antipasto , risposta scontata. Un
bel salame e un grosso pezzo di formaggio fanno la loro apparizione adagiati su
di un tagliere di legno. Dante si incarica del taglio …e giù con fette e
"tocchi" di cacio. La pasta arriva subito dopo fumante e al
dente……spazzolata in un attimo, molto buona. Dopo un buon caffè , parliamo
un po’ con il gestore che ci racconta di come il rifugio sia sempre aperto
anche in inverno per gli amanti dello sci alpinismo. Foto di gruppo al sole e si
riparte ritornando al bivio e poi verso il rifugio Bargetana (mt.1730) che
sembra abbandonato . Sulla sinistra parte il sentiero 633 che ci vede costretti
a scendere in più punti poiché il fondo e costellato di grossi massi che non
permettono lo scorrimento. L’ultimo tratto è senz’altro il più suggestivo
perché si pedala a mezza costa su di un sentiero appena tracciato in mezzo ai
prati tra fiori e mirtilli, l’ultimo strappo ( a piedi ) ci porta alla Focerella
sul crinale tra Emilia Romagna e Toscana (mt. 1740) . Da qui il nostro percorso
comincia a scendere e per circa 9 km solo polvere e sassi che causano una
rottura di tela del copertone anteriore di Roberto , che viene riparata
mettendoci un incarto di Isostad (-"come ai vecchi tempi"-, ci dice
Dante e ci dice anche che in gergo ciclistico si chiamava " mancione").
Non contento, Roberto si permette anche un uscita di strada , dovuta alla sua
irruenza in discesa, ma che causa una foratura al posteriore. Si ripara , si
fanno battute più o meno cattivelle e si riparte fino ad incrociare la strada
asfaltata che proviene dal paese di Metello (mt. 980) si continua in direzione
del lago di Vicaglia dove avevamo lasciato una delle due auto e dove tre di noi
salgono con relative biciclette, gli altri preferiscono salire per la strada
fino al centro visitatori del Parco dove c’è la " base" . Alle
17,50 arriva l’ultimo e così si può dire concluso il giro, non ci rimane che
cambiarci con abiti "civili" e dopo aver preso un caffè al bar del
"Centro Visitatori" ,dove hanno anche dei buonissimi biscotti fatti
con farina di castagne, si parte per il rientro.
Escursione
effettuata il 13 settembre 2000
Cliccando su
si vede la foto relativa
Resoconto a Cura
di Dante e Bob-y
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