Foce di Mosceta


 

Domenica 1 Maggio 2005

 

Ritrovo ore 6.00 alla Pasticceria Oasi Dolce, presenti: Giardinaio, DuccioDis, Donatello, Fonzino e Bob-y. Siamo davvero in pochi per essere una escursione domenicale! Partenza in orario alle 6.30 con i due Fiat Ulysse, ma per quello di Roberto i’Giardinaio sarà l’ultima escursione gumasiana, infatti è già stato sostituito da una nuova vettura. Abbiamo un appuntamento a Viareggio con Il Cap che giunge puntuale in sella alla sua “Bombolona”, carichiamo “òmo”, “mezzo” e via verso le Alpi Apuane. Raggiungiamo la località Tre Fiumi sulla provinciale che collega Seravezza a Castelnuovo Garfagnana. Ci vestiamo ed in breve siamo in sella, foto di rito nella cava di marmo abbandonata e via in salita, direzione Galleria del Cipollaio, ma prima di attraversarla ci vestiamo in maniche lunghe, visto che all’interno gli oltre 1100 metri di lunghezza la temperatura è più bassa e anche l’umidità si fa sentire . Da qui si scende in breve fino a Terrinca dove il Cap ha fissato l’appuntamento con i locals (ovvero i pedalatori della zona conosciuti sul forum, la maggior parte di loro facenti parti del gruppo Mtb dell’UOEI di Ripa). Dopo pochi minuti i primi arrivano all’appuntamento, in breve raggiunti da tutti gli altri. Si parte e dopo circa 6 chilometri di salita costante su strada asfaltata , arriviamo a Passo Croce (mt. 1160). Durante l’ascesa abbiamo avuto modo di gustare a pieno la splendida giornata di sole che illuminava il magnifico panorama circostante con le Alpi Apuane tutto intorno ed il mare che spuntava a sud ovest. Al Passo, la strada divenuta sterrata continua con alcuni saliscendi  anche impegnativi, visto il fondo molto sassoso . Con la nostra colonna multicolore arriviamo al valico di Fociomboli, e senza particolari problemi raggiungiamo, nella sua parte alta, la bellissima località di Puntato, circondata di prati e caratterizzata da vecchie abitazioni di pastori recentemente ristrutturate. Qui un toro sta pascolando pigramente accanto al ripido sentiero scalinato che noi stiamo affrontando con le bici in spalla . Questa presenza impensierisce leggermente noi Gumasiani notoriamente vestiti con maglie a sfondo Rosso, ma probabilmente il massiccio quadrupede aveva svolto la sua funzione riproduttiva e quindi era molto tranquillo. Fatto i pochi metri a piedi ricominciamo a pedalare sul sentiero che si inoltra in una splendida faggeta, alternando tratti di salita pedalabile a brevi tratti dove la pendenza, ma in particolare il fondo, non permette di stare in sella. La foratura di un local  ci permette di sostare, in corrispondenza di ruderi , in un punto altamente panoramico, proprio sotto la maestosa vetta del Pizzo delle Saette. Giungiamo quindi di fronte alla Tana dell’omo selvatico , si scatta qualche foto e si riparte sempre alternando pedalate a spinte, fino ad imboccare una breve discesa che in breve ci porta sul bellissimo single track che arriva alla mèta della nostra escursione, il Rifugio Del Freo , poco sopra alla Foce di Mosceta. In questo luogo, che sembra strappato direttamente dalle Alpi, (non a caso si chiamano Alpi Apuane) la sosta è obbligata, come è obbligatorio rifocillarsi con una buonissima fetta di crostata. Il gruppo già ben amalgamato, continua a fare battute e scherzi tra gli sguardi dei numerosissimi frequentatori del luogo. Spaparanzati al bel sole di Maggio non viene assolutamente voglia di ripartire , ma lo dobbiamo fare. Si riparte scendendo i gradoni sul sentiero sotto il rifugio, imbocchiamo la discesa , inizialmente su single track aperto e poi all’interno di un bosco di faggi e castagni. La discesa è veloce ma in alcuni punti abbastanza tecnica, per i “freeraiders” è una vera pacchia, un po’ meno per i front-muniti, anche se fra questi c’è chi se la cava molto bene.  Ostacoli ben nascosti da montagne di foglie secche causano un paio di innocue cadute, in un due o tre punti siamo costretti  a scendere di sella perché il maltempo ha causato delle frane piuttosto importanti, ma si passa senza problemi. Dopo la discesa, un breve strappo ci conduce alla località Col di Favilla . Qui imbocchiamo il sentiero accanto alla chiesetta, facendoci fare ancora una splendida downhill . Dopo aver affrontato un tratto che ci ha messo in difficoltà , a causa degli stretti tornanti, il sentiero in ripida discesa ci porta a costeggiare il Lago di Isola Santa , che appare nel suo colore verde smeraldo tra gli ultimi castagni sul sentiero prima che la vista si apra sulla valle sottostante la diga che forma il lago stesso. A questo punto ultimo “raggrumamento” e ripartenza sulla provinciale, gli ultimi  chilometri asfaltati ci faranno arrivare alla località Tre Fiumi. Qui il gruppo si scioglie, con dispiacere visto l’affiatamento che i 16 bikers hanno trovato fino dalle prime pedalate. Il Cap torna in Versilia con i vari @one, Scopetta, Moltiplica, Solitario, Leonat, Baobao, pregustandosi ancora un lungo tratto di mulattiera in discesa, mentre i restanti gumasiani sono “costretti” ad andarsene da soli verso casa, ma non prima di essersi fermati nel paese di Levigliani (da dove partono le escursioni per l’Antro del Corchia) per concludere l’escursione con una bella mangiata al Ristorante Raffaello . L’unico rammarico è per i tanti Gumasiani che non hanno partecipato e che hanno perso una bellissima escursione.

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Racconto di : Claudio "Bob-y" e Renzo "Il Cap"

Foto : Bob-y, Il Cap, Giardinaio e Donatello