Domenica 26 10 2008 L’ultima escursione “ufficiale” dell’anno coincide con il ritorno dell’ora solare, si “dorme” un ora in più e quindi si parte “riposati”. Quest’anno la gita è progettata da Donatello che ci porta sui “suoi” monti”: i Monti Pisani dal versante Lucchese.Ritrovo Oasi Dolce e partenza tranquilla in leggero anticipo del gruppo formato da : Aisman, Al Pacini, Bob-Y, Capitano, Cianetto, Ciano, Ciappe, Donatello, FraBibbo (Antonio i’Franceschini n.d.r.), Giardinaio, Ginelio, Muschiato, Woody, SergioI (si legge serghiòi n.d.r.) e al punto di partenza di Guamo ci ha raggiunge anche Bibimetallo, amico di Donatello e frequentatore del Forum. Domenica anomala per Bob-y che si accorge di aver lasciato a casa il casco e subito dopo la sorpresa di trovarsi lo zaino rovesciato in macchina con la sacca idrica che gli ha bagnato tutto. Ma la bellissima giornata di sole non può essere rovinata da così poco. Si parte su asfalto in direzione Vorno dopo circa 3 km la strada inizia a salire con pendenza decisa e sarà quasi sempre costante su forestale sterrata fino alla località Santallago. La salita è lunga e viene affrontata dal gruppo in allegria, anche dal Ciappe che oggi si mostra particolarmente brillante, mentre il i’Franceschini è leggermente in difficoltà, forse “gravato” dal fardello del suo nuovo soprannome, il Frabibbo appunto. Alla fine di una lunghissima pedalata arriviamo sul bellissimo prato di Santallago dove numerose persone stanno iniziando la scampagnata domenicale. Da qui imbocchiamo un'altra forestale e subito un gruppetto di ragazze, che stanno raccogliendo castagne, ci saluta e ci chiede di poter venire con noi, cosa che avremmo fatto più che volentieri, magari se si fosse stati in altra situazione. Ma continuiamo a pedalare “ignorando le sirene”. Finalmente troviamo un po’ di discesa traslocando sul versante pisano, ma come sempre è di breve durata e dobbiamo ricominciare la salita dopo esserci raggrumati presso un bellissimo belvedere. La strada è comunque pedalabile fino a Campo Croce e da qui si inerpica con tratti decisamente impegnativi fino alla cima del Monte Faeta dal quale la vista spazia dalla costa Tirrenica a Nord Ovest per circa 270 gradi, interrotta dal Monte Serra ad est, passando per la piana dell’Arno con la città di Pisa a sud. Il panorama da quassù sarebbe in effetti grandioso, peccato che una densa foschia non ci permetta di scorgere ciò che potremmo vedere di più lontano. La giornata calda e soleggiata ci permette di godere di una sosta prolungata per rifocillarsi e ad aspettare i ritardatari. Da qui non rimane che scendere imboccando un single track detto “il nonno” che ci riporta nei pressi di una vasca antincendio, dove Ginelio ripara una foratura. Qui ci tuffiamo di nuovo in discesa su un altro sentiero pavimentato di pietre e mentre Woody ed il Giardinaio menano le danze, c’è qualcuno (di cui non facciamo il nome) che fa un po’ da “tappo” nonostante la “biciclettona”. Arrivati di nuovo a Campo Croce, attendiamo i ritardatari e imbocchiamo una forestale in leggero, costante falsopiano che ci riporta a Santallago dove, nel frattempo, le persone presenti sono notevolmente aumentate di numero e le grandi griglie ad uso comune, stanno già cocendo bistecche e salsicce inondando l’aria di odori appetitosi. Ci “raggrumiamo” e attraversando l’enorme prato, imbocchiamo il sentiero in discesa che farà sfogare i “friraiders” del gruppo, mentre i più cauti scendono più lentamente. Questo single track è veramente bello e ci permette di ammirare tutta la piana Lucchese. Si imbocca brevemente una forestale che viene abbandonata per un altro single track tecnico, ma quasi subito Ciano “pizzica” una gomma, Cianetto e Bob-y decidono di fare la discesa ritornando sulla forestale ed alla confluenza delle due vie, ritrovano il Ciappe, che era partito per primo, seduto in terra ad aspettare il grosso del gruppo. Dopo qualche minuto arrivano gli altri dal single track e il Ciappe da istruzioni su dove mettere le ruote nel passaggio sulla forestale, ma Muschiato e SergioI si esibiscono in garibardamenti per fortuna innocui, però SergioI ci rimette la leva del freno sinistro. Si fa a ritroso l’ultimo pezzo di forestale fino a quando la guida Donatello, ci fa imboccare un sentiero che segue il tracciato dell’antico acquedotto Nottolini. Un single track in bosco che dopo poco si apre all’interno dell’alveo di un torrente. In passato il corso di questo torrente è stato completamente rivestito in pietra seguendo il naturale zig zag del corso d’acqua. La presenza del prato ai lati rende questo posto unico e bellissimo, dopo di ché si costeggiano le arcate dell’acquedotto sopraelevato e in breve siamo sulla strada provinciale sottomonte, poche centinaia di metri di asfalto e arriviamo nuovamente alle auto. Sono circa le 14,30. Una parte di noi tornerà a casa, mentre gli altri andranno a gustarsi qualche specialità locale presso una trattoria che, ovviamente, Donatello aveva preventivamente avvisato. Anche questa escursione va in archivio, così come la stagione 2008, in attesa del programma 2009 che, sicuramente, il Cap ha già pronto. Resoconto by Bob-y e Cap. Cliccando su |