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Prologo
Lunedì
21 Gennaio 2008
Eccoci
qua ad iniziare le nuove avventure del 2008 e, come gia accade da qualche
anno, il Presidente Bob-y non fa parte della spedizione alla “gita invernale”,
questa volta a causa delle conseguenze di una brutta caduta rimediata la
settimana precedente. Il compito di cassiere/pagatore è affidato quindi
al Capitano, cosa che suscita
qualche nota di approvazione da parte delle “flange più estremiste”
del gruppo che imputano al Presidente
un comportamento meno permissivo rispetto a quello del Capitano
stesso. Eh si, infatti il Capitano
normalmente non svolge quel ruolo, ma svolge quello di “pathfinder” (da non
confondere con la macchina di Woody
n.d.r.), essendo quello che scopre, studia e guida il gruppo sugli
itinerari delle uscite gumasiane. Questa volta però il compito è
affidato ad altri, in particolar modo a I’Cangia
che è stato l’ideatore del percorso e colui che l’ha pubblicato sui
Roadbooks di Mtb-Forum. Oltre al Cangia,
la truppa si avvale oggi di altri conoscitori illustri del percorso, tra
i quali possiamo annoverare l’ormai conosciutissimo Sembola, profondo conoscitore di sentieri sparsi su tutto il
territorio italiano e che ci delizia sempre con i suoi racconti
interessantissimi, a Scopetta,
che sebbene sia profondo conoscitore di sentieri apuani, nato e
cresciuto a Ripa di Seravezza,
vive e lavora a Riotorto, a
due passi dal luogo di partenza. Al raduno troviamo anche Orsetto,
colui che ci dette preziosissime indicazioni quando affrontammo la Via
dei Cavalleggeri due anni fa. Il ritrovo dei gumasiani è come al
solito davanti alla Pasticceria Oasi Dolce, dove ci accingiamo a caricare le bici sulle
auto, dopodichè andiamo a fare una ricca e gustosa colazione. Per il Ciappe
ed il Capitano siamo gia alla seconda, e sono appena le 6,50 di mattina!
Gli equipaggi sono così composti: Capitano
ed UgoCross con ben 5 bici
stivate nella piccola Classe A;
Ubert(h), Giardinaio, Avanòi
e Banda sulla fiammante Discovery;
Woody, Zurg, Ciappe, Bandog
e Ginèlio sul Pathfinder; Ciano,
Muschiato, Postinaio e Duccio
sulla C3, ed infine la Kia Carnival
senza sedili posteriori dello “Zio” Mentana che ha al
suo fianco il redivivo Ucci e
nella stiva un bel po’ di biciclette. Quindi abbiamo ben quattro nuovi
partecipanti ad una gita “ufficiale” gumasiana: BanDog,
Ucci, Ginelio e lo ZioMentana.
In leggero ritardo sull’orario previsto, partiamo alla volta di Follonica,
uscita Nord dove cerchiamo di raggrumarci tutti dietro al CianoDis
che dice di conoscere il luogo del ritrovo fissato. Si fa per dire.
Infatti, sebbene non aspetti i ritardatari all’uscita, sbaglia
completamente strada, oltre a non aver capito dove si trova esattamente
il Ristorante la Baracchina dove ci attendono gli altri. Dopo aver
girovagato in lungo ed in largo per il litorale di Follonica, prende in mano la situazione Woody che ci conduce nel posto giusto, in pratica a 300 metri
dall’uscita Follonica Nord
della superstrada dove siamo transitati una mezz’oretta fa.
In
Sella
Dopo
aver salutato il nostro Perugino e gli altri amici che ci stavano attendendo in loco,
scarichiamo le bici, ci vestiamo e con notevole ritardo partiamo alla
volta del giro. Poche centinaia di metri e la ruota libera di BanDog fa i capricci. Urge un intervento immediato e quindi
ritorniamo alle macchine dove Ubert(h)
ci mostra con orgoglio la sua cassetta/officina degli attrezzi. Mentre
gli improvvisati meccanici si prodigano per risolvere il difficile
problema, il Capitano pensa a come poter risolvere la questione nel caso non si
riuscisse a riparare il
danno. Il Ciappe intanto,
accompagnato dal Banda e
dalla “new entry” Ucci,
approfitta del vicino bar per gustarsi la terza colazione della
giornata. Finalmente si parte davvero e ci addentriamo in breve nella
macchia iniziando la salita. Davanti a tutti abbiamo il Cangia
con una nuovissima (e bellissima) Yeti
575, mentre il Sembola
sta il mezzo al gruppo cercando di parlare con questo e con quello. Scopetta
dichiara di voler fare la “scopetta”, ma non ci riesce, infatti il Ciappe
non vuol mai abbandonare il suo posto di ultimo della fila (in salita
n.d.r.) giustificato però dal fatto che è reduce da un lungo
infortunio. Il Postinaio fora
complici un paio di spine “ereditate” da una precedente uscita sul Montalbano.
Durante la sosta, mentre il Capitano
lo “rimbrotta”, Scopetta
scopre di avere un “bubbone” su un pneumatico
. Quindi
riparazione alla meno peggio anche per lui e via di nuovo in
sella. Il percorso si rivela piuttosto divertente ed i dislivelli da
superare non sono mai eccessivi. Alterniamo comunque salite assai irte e
faticose a divertenti single track in discesa. Ogni tanto il percorso ci
offre una veduta panoramica sul vicino Golfo
di Follonica,
ma la giornata non è tra le migliori, pertanto non
riusciamo ad apprezzare appieno la visuale. Un tosto single track in
salita
ci fa sudare assai
per riuscire a rimanere in sella, ma solo in
pochi riescono a farlo,
tra questi dobbiamo citare Ubert(h)
ed il Giardinaio. Complimenti! Il sentiero sfocia in un’ampia cessa
antincendio che i locals ci dicono essere stata ripulita da poco, in
quanto solo poche settimane prima era uno stradello largo poco più di
un sentiero. La traccia ci porta a dover superare un muro vertiginoso e
questa volta nessuno riesce a farlo senza scendere di bici
. Durante le
soste si fanno un po’ di trattative per chi deve comprare o cambiare
bici
. E’ durante una di queste che lo “ZioMentana”
inizia a trattare la Giant VT
di Ubert(h) ed Ucci
invece comincia a pensare ad una Specialized
Enduro SL. (le trattative si sono poi concluse positivamente n.d.r.).
Facciamo la discesa a tutta birra ed alla fine arriviamo di nuovo a
passare sotto un ponte della superstrada che ha il fondo cosparso tutto
di melma
. Così ci apprestiamo a compiere l’ultima salita della
giornata. Bandog e Ginelio
sono un po’ preoccupati, ma alla fine ce la faranno alla grande. Il Sembola
ci delizia sempre con i suoi racconti, invece il Postinaio è oggi stranamente silenzioso. Oggi i cugini Dis,
cioè Duccio e Ciano, si
comportano egregiamente senza aver da fare nessuna “disubbidienza”.
A metà salita siamo abbandonati da Orsetto
che deve tornare al lavoro ed un po’ dopo anche Scopetta vorrebbe abbandonarci, ma Sembola ed i’Cangia
riescono a convincerlo a terminare il giro. Inizia così l’ultima
discesa, la più lunga e la più spettacolare. Zurg
mena le danze, seguito a ruota da Woody
con la sua nuova Felt,
dal Giardinaio, da Ubert(h) e dal Muschiato
che però deve rallentare dopo che il freno posteriore lo ha abbandonato
facendogli fare anche un bel “fuoripista”. Lo “ZioMentana” scopre con tre belle cadute che la Scott Scale non è una bici adatta alle discese. Il Ciappe
intanto, partito dalle retrovie, rimonta posizioni su posizioni ed Avanòi,
nonostante sia un “prevalentemente bitumaro”, sfoggia doti
eccellenti di discesista. Arriviamo così in fondo e, come per magia,
siamo di nuovo al Ristorante La
Baracchina. Carichiamo in fretta le bici in macchina, salutiamo gli
amici locals e ci apprestiamo a compiere l’ultima impresa della
giornata: la mangiata a Bolgheri.
La
Merenda
Arriviamo
a Bolgheri nel primo
pomeriggio, dopo che avevamo avvertito il gestore del locale La
Merenda che saremmo stati in 19 persone e che avremmo avuto molta
fame. Al nostro arrivo i primi antipasti sono gia in tavola e, mentre ne
arrivano altri che divoriamo sistematicamente, ordiniamo anche Pappardelle
al Cinghiale e Ravioli alla
Nana. Le bocche sono sempre in movimento ed in fretta riusciamo a
“spolverare” tutto ciò che ci viene portato in tavola. In questo il
Ciappe non si fa staccare da
nessuno, anche se in molti si “contendono la sua ruota”. Dolce e
vinsanto chiudono la merenda, il viaggio di ritorno ci attende. Alla
prossima!
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