Domenica
9 Marzo 2008 Prologo Anche
questa volta il percorso non viene proposto dal Capitano
ed anche questa volta il Presidente
è assente. Non che ci siano particolari problemi, per carità, il fatto
è solo che per quest’anno il Cap
ha deciso di far esprimere ai Gumasiani le loro idee sugli
itinerari (ne verranno altri n.d.r.), mentre il Prsdnt
ha problemi con il lavoro. Il giallo furgone del Franceschini accoglie la maggior parte delle bici, insieme ai bikers
Mummia e Giardinaio, mentre le altre vengono stivate nella Multipla
di Aisman e nella Golf del Ciappe.
Fanno parte della comitiva anche Al
Pacini, Fònzi, Woody, Ginelio e BanDog
con una fiammante Giant Faith
doppia piastra e gomme da 2,5! Fa parte della comitiva anche SergioI,
biker proveniente da Lerici
che risiede a Firenze,
conosciuto dai nostri durante le perlustrazioni sul Morello.
La gita odierna, infatti, si svolge sul Monte
Morello proprio sopra Firenze
ed è nella periferia di questa che lasciamo le auto e ci
incamminiamo lungo le sue pendici. In
Sella
Durante
la prima salita, alla Mummia
viene il sospetto che la gita sia stata sottovalutata, infatti ci
rendiamo subito conto che il percorso è assai impegnativo e per
raggiungere la sommità del monte a 920 mt ci sarà da sudare. Quando
imbocchiamo la salita della Castellina,
lastricata e ripidissima, i nostri sospetti vengono confermati. Bandog
è gia in difficoltà, ma non molla, mentre il Ciappe
mostra una discreta forma. La salita prosegue ripida, ma la brezza
mattutina e la giornata non proprio delle migliori, non ci fanno
soffrire il caldo. Adesso arriva un tratto decisamente tecnico in salita
dove il Cap si esalta e dove la Mummia,
Al Pacini, Giardinaio e Fònzi
cercano di imitarlo con discreto successo. Woody
con la Stinky stupisce perché
non sembra soffrire il mezzo non proprio adatto ad una scalata. Il Franceschini
invece non si esalta molto su questo tipo di tracciato, ma la compagnia
di BanDog e Ginèlio è
piacevole ed arrivano tutti insieme al punto di sosta, affaticati, ma in
vena di scherzare. Un tratto panoramico con bella vista sull’Aeroporto di Peretola preannuncia l’arrivo allo spiazzo della Fonte
dei Seppi. Qui la salita diviene assai più dolce e procediamo in
gruppo tra battute e sfottò, soprattutto sulla bici di BanDog
che sembra un carro armato in assetto da guerra. La sommità di Morello
è avvolta in una nube che sembra fargli da cappello. Quando vi entriamo
dentro l’ambiente cambia e tutto diventa surreale. Il silenzio del
bosco è rotto solo dai nostri respiri ansimanti e dalle ruote che
strisciano sul terreno che è reso viscido dall’umidità. Il forte
rumore degli aerei in partenza dal vicino aeroporto sembrano ruggiti di
strani animali che popolano questo bosco stupendo. Dopo che ci siamo
riuniti, l’odierno “capogita” Aisman decide di tagliare il percorso, in quanto la percorrenza del
sentiero 11 con quella mòta non sarebbe proprio l’ideale. D’accordo
nella decisione, proseguiamo per un tratto “bici a mano” fino ad
arrivare al valico tra le punte del Morello
dove ci fermiamo a rifocillarsi. In
Vetta e poi giù….. Un
ultimo tratto di single track, ancora in ambiente surreale, ci porta a
raggiungere la cima del Poggio
Casaccia a 921 mt sul livello del mare. La cima è sormontata da una
grossa croce metallica ed al riparo da questa ci addobbiamo con i
vestiti da discesa, chi con un semplice k-way, chi con le protezioni ed
addirittura casco integrale come BanDog. La discesa è inizialmente assai scivolosa ma, dopo averci
preso confidenza, riusciamo a mollare i freni delle nostre bici su un
fantastico single track. Accidenti, ma questo Morello è proprio divertente, e pensare che l’abbiamo solo ad un
“tiro di schioppo” da casa nostra! In breve usciamo fuori dalle
nebbie ed il fondo tiene ancora meglio. Woody
e Fonzino menano le
danze, seguiti dal Ciappe, Capitano e Giardinaio. La
Mummia e Al Pacini fano da “chioccia” a Bandog
che si dimostra ancora “imberbe”, ma con una gran fretta di
imparare. Ginelio è
entusiasta del suo nuovo ammortizzatore posteriore e si gasa nella
splendida discesa. Aisman ha
il compito di indicarci i bivi e le insidie del percorso, mentre i’Franceschini
chiude il gruppo. Solo qualche scivolata e qualche lieve caduta ci
accompagnano alla fine di questa discesa in un luogo che i locali
chiamano del “Tedesco Morto”
. Da lì a breve ricominciamo a salire verso una cima secondaria
sormontata da un grosso ripetitore: il Poggio
del Giro. Questa breve ma ripida salita con il terreno piuttosto
allentato, mette a dura prova le nostre residue forze, in breve il “Tedesco Morto” lo vediamo laggiù come un puntolino che va e viene
dalle nebbie che avvolgono la montagna. Arriviamo in cima e ci
rivestiamo nuovamente con le nostre protezioni, dato che incombe il
tratto denominato “bike park”
in cui si dice ci siano ostacoli artificiali come passerelle e
paraboliche che i più audaci intendono sfidare. Ecco che, poco dopo
aver imboccato un’altra bella discesa, arrivano i famigerati ostacoli.
I primi sono piuttosto abbordabili e servono a scaldarsi per il salto più
grosso che spicca da un grosso masso. Il primo a saltare è Woody
e lo fa con uno stile impeccabile, poi tocca a BanDog
che si comporta altrettanto bene poi, mentre stiamo chiacchierando in
attesa dei ritardatari, ecco che spunta dal nulla Ginèlio
e si lancia alla cieca su questo grosso salto. Quando si accorge che è
“troppo alto” è troppo tardi e, irrigiditosi per l’impressione,
atterra con la ruota anteriore e va a sbattere con il casco per terra
cadendo. Grosso spavento, ma nessuna grave conseguenza fisica.
(Indossate sempre il casco! N.d.r.). Dopo qualche minuto per riprenderci
dallo spavento, ripartiamo alla ricerca di altri trampolini, ed ecco che
ne arriva uno bello grosso. Woody lo studia e lo salta, mentre BanDog è un po’ incerto sul da farsi. Memori della precedente
caduta di Ginèlio lo
convinciamo a desistere e lui ci asseconda. Intanto il cielo lascia
cadere una leggera pioggerellina ed il fondo comincia ad essere più
viscido per l’ultima parte di discesa. Una passerella in legno che si
stringe sempre di più non trova i favori del gruppo, anche perché si
presume che sia alquanto scivolosa, il solo, solito Woody
la fa, mentre la Mummia
riesce a “volare” mentre porta la bici a mano! La discesa continua e
tutti siamo gasati soprattutto dalla sua lunghezza, poiché dalle nostri
parti capita di rado di poterne fare di simili. Anche il finale ci
presenta tratti tecnici ed impegnativi, tant’è che i’Franceschini
si produce in un bel capoculo. In breve raggiungiamo valle e da lì
siamo alle macchine. Sono passate 4 ore e mezza da quando le abbiamo
lasciate stamani mattina. Gran Giro! Complimenti ad Aisman
che ce l’ha proposto. Prologo Mentre
ci rivestiamo, discutiamo se fermarsi o no a mangiare. Il programma non
lo prevede, quindi ripartiamo alla volta di Empoli
dopo aver salutato il nostro ospite SergioI.
All’Oasi Dolce, il nostro
punto di ritrovo, troviamo la macchina del Capitano
con il bagagliaio aperto: lo ha lasciato inavvertitamente da stamattina
alle 7,00! Fortuna sua che la macchina e il suo contenuto sono ancora lì.
Dopo aver scaricato le macchine dagli zaini e dalle bici, ci fermiamo
per uno spuntino alla Pasticceria e ce ne torniamo a casa a far le
meritate docce, stanchi ma soddisfatti. Cliccando su |