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Montemarcello
Effettuata il 12
Marzo 2006
La mattina si presenta fredda, molto fredda e viene il dubbio che questa sia la
"gita invernale", anche perché siamo ancora annebbiati dal torpore della dormita che una sveglia maleducata ci ha bruscamente interrotto. L'operazione di sghiacciatura dei vetri rischia di farci fare tardi all'appuntamento, come al solito alla
Pasticceria Oasi Dolce. Il Bob-y cassiere bussa ai portafogli e, svuotatili, paga la ricca colazione che ognuno di noi ha consumato.
Mirko l'alligatore si presenta con un furgone eccezionale dove entrano tutte le bici
intere, Duccio non c'è, è malato, ma viene sostituito all'ultimo istante dallo
Yeti: partenza, la giornata si preannuncia bella, speriamo bene. A Bocca di Magra troviamo un parcheggio
poco sotto la sede stradale che ricorda vagamente quello di Cala
Violina, per questo stiamo attenti a non lasciare oggetti preziosi in macchina. Il
Billo si presenta per la prima volta con la "muta
gumasiana": sta benissimo! Classica foto di rito
e partenza in bici dove ci troviamo subito con
Maurizio, la nostra guida locale, attendiamo brevemente l'arrivo dell'altra guida, Matteo "La Star" e via per il percorso programmato. Noi siamo preoccupati per le loro bici, due belle front molto agguerrite, mentre loro sono preoccupati dalle nostre:
"siete discesisti ?" ci hanno subito chiesto. La prima salita sterrata
"bellina, peccato sia corta"
ci fa capire subito come sono fatte le salite da queste parti: brevi, ma da
rampichino
! Si procede in scioltezza, le
guide ci illustrano il percorso e lasciano a noi la scelta su quale opzione scegliere, mentre il
Brustenga ci ha promesso che non si ritirerà prima della fine, anche perché noi non gli indicheremo la strada da seguire per tornare alle macchine.
A Montemarcello arriviamo ad un punto panoramico sopra Punta Corvo e sembriamo tutti dei giapponesi in gita che scattano fotografie a
ripetizione
, a parte gli scherzi, il panorama qui è maestoso, il Golfo di La Spezia è sotto di noi, in lontananza la
Gorgona ed ancora più lontano un lembo di terra che non sappiamo se è la punta della
Corsica o la Capraia. Dopo un interminabile girovagare nel labirinto dei vicoli del
paese
, ci buttiamo a capofitto in
discesa e, come sempre, c'è chi si esalta e chi è un po' più titubante. Dopo una salita tecnica, ancora discesa e danno irreparabile per il
Ciappe, si perde molto tempo per tentare la riparazione, ma non c'è niente da fare, dobbiamo proseguire così. Durante la sosta veniamo raggiunti da un gruppo di bikers di
Sarzana che ci fanno i complimenti per esser venuti da Empoli a pedalare nelle loro belle zone e ci mettono in guardia sull'abilità delle nostre guide, naturalmente scherzando. Un altro punto panoramico ci toglie il fiato, come la successiva salita
all'Orto Botanico
che finisce con una rampa
micidiale . Durante la
sosta il Ciappe trova una soluzione temporanea al suo guaio togliendo la catena e sono d'obbligo le foto di rito. La vista sulle
Apuane "incipriate" è fantastica
,il Capitano cerca di descriverle dando loro le spalle,
Mirko fa da controllore sulla mappa, cercando come sempre di coglierlo in fallo. C'è un bel sole e la foratura del
Billo è presa come un ulteriore occasione di sosta, anziché come una rottura di scatole per l'attesa. Ne approfittano le guide per verificare il sentiero di discesa ed il
Capitano per controllare se il malcapitato "Billo"
ha montato le strisce antiforatura... ahi ahi ahi, non lo ha fatto, ma una volta trovata la spina, che è lunga due centimetri, viene comunque perdonato: avrebbe forato lo stesso. Finalmente ancora
discesa, Fonzino con la sua Dare mena la danza, mentre il Ciappe senza catena è in difficoltà sui tratti da
pedalati. Raggrumamento ed ancora discesa, bella, panoramica e sufficientemente
tecnica, dobbiamo fare spesso attenzione ai numerosi turisti che salgono a
piedi e che ci guardano con gli occhi sbarrati. Ad un bivio il gruppo si divide,
Fonzi, il Cap, Ciappe, Mirko, e Donatello provano la principale freeride (troppo freeride
n.d.r.), mentre gli altri seguono una variante più soft
(non così tanto soft)
che comunque porta anch'essa a Tellaro
.
Sosta nella piazzetta dove viene svaligiato il Bar locale di tutte le focaccine. Il posto è bellissimo e l'atmosfera è vacanziera, ma il forte vento che si è alzato ci disturba un po'.
Scendiamo per i vicoli fino al mare
, dove il Ciappe armeggia con la sua catena rimontandola per la
salita, dopo di chè usciamo dal paese per andare ad imboccare il famosissimo "sentiero delle
merde"
,per fortuna non presenti in questo caso. Il
Bob-y e Full-Contact continuano a scattare foto
, una rampa micidiale dove
Spiaccicaragnoli ci mostra tutta la sua attuale forma
, ci riporta sulla provinciale Panoramica. Salutiamo le nostre guide che devono rientrare a casa e cogliamo l'occasione per ringraziarli, sono stati molto bravi e pazienti e senza di loro saremmo stati sicuramente in difficoltà. Il successivo tratto bitumato è un po' noioso e, quando arriviamo nuovamente a
Zanego ci accorgiamo di aver fatto tardi anche noi. Spiaccicaragnoli “fiuta” un sentiero per la discesa su
Ameglia, il Cap approva e propone: la decisione di imboccare subito la discesa è unanime e, una volta imboccato il sentiero, pure gradita. Infatti il single track si mostra molto carino e
divertente
, peccato che anche questo non sia molto lungo. Ad
Ameglia
troviamo i segnali che ci conducono ad un paio di lunghe scalinate
ed al ritmo di "ta-pum-ta-pum" arriviamo fino al fondovalle,
da qui brevemente alle auto. Boby e Spiaccica ci lasciano subito, mentre il resto del gruppo si affida al
Ciappe per scovare un posto per mangiare: detto e fatto, dopo cento metri siamo già con le ginocchia sotto il tavolo a mangiare pizza, cecìna e
torte
, tutto spolverato con evidente avidità: quando c’è di mezzo il mangiare il
Ciappe è imbattibile!
Questo resoconto è dedicato a coloro che avevano detto di partecipare e poi sono rimasti a casa….
Partecipanti, in ordine sparso: Donatello in versione “pilota”, il
Cap “Apuano”, Ciappe il “fiutacibo”, Fònzìno l’ICT,
Mirko “furgonato”, lo Yeti “l’aeroplano”, FullContact “un ragazzo perbene”,
Brustenga “non-ringambatore”, Billo “rimbellito”, Spiaccica
“fiutasentieri” e dulcis in fundo il Bob-y “cassiere, bottegaio, presidente e chi più ne ha più ne metta……………..”
Racconto : Renzo " il Cap",
supervisione Claudio "Bob-Y"
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