Macchia della Magona


 

Lunedì 15 Gennaio 2007

 

Ed eccoci di nuovo qua. Siamo nel 2007 e, dopo le scorpacciate di cotechino, lenticchie e panettoni, ci accingiamo ad iniziare un nuovo anno di avventure. La presenza di entrambi i gioiellieri Mario ed Ugo Cross ci porta di nuovo ad organizzare la gita di lunedì, ma la cosa non disturba più di tanto la legione gumasiana, in quanto siamo in molti a presentarsi al meno usuale ritrovo del Caffè della Corte. Siamo infatti ben in 13, nonostante ci siano state defezioni dell’ultim'ora, in particolar modo quella del Presidente che alle 5:50 fa squillare il cellulare del Capitano dicendogli che i disturbi del giorno precedente si sono trasformati in malattia vera e propria. La sua assenza ci fa mancare anche un capiente Ulysse che sarebbe destinato ad ospitare un buon numero di bici nella sua stiva. Riorganizziamo alla meglio gli equipaggi e, dopo aver consumato un’abbondante colazione, partiamo alla volta di Bibbona, con un uomo in meno ed una macchina in più. L’itinerario è stato scelto in quanto recentemente pubblicato su mtb-forum.it dall’amico Sembola, il quale oltretutto si è offerto di accompagnarci in questa avventura.  Tra le nostre file sono presenti, tra gli altri, il Postinaio di Vitolini e i’Franceschini e subito viene indetta una gara per chi sarà a contendere al Sembola il titolo di miglior “ragionatore” (chiacchierone N.d.R.) della giornata. E’ della comitiva anche il maremmano Kate, il quale si presenta con una fiammante Bitumiera da Sterro in carbonio messa a lucido per l’occasione.

 

In Sella

Dopo aver messo a punto i nostri “destrieri” ci accingiamo a cavalcare verso la Macchia. La giornata si preannuncia calda e soleggiata e l’umore è alle stelle. Dopo il primo tratto di salita ci fermiamo per fare la consueta foto di gruppo e, una volta ripartiti, ci immettiamo nel territorio denominato Macchia della Magona . La salita è piacevole ed il gruppo si sgrana un po’ . Il Banda rimane sempre ben in vista, sia perché è bello lungo, sia perchè con quei guantoni gialli sembra uno dei Bassotti di Walt Disney . I’Pagliai invece fa già avanti e indietro per fare le riprese con la videocamera. (ndr. Si prega di non dare quella cassetta ad Ubert(h), altrimenti quel filmino non lo vedremo mai!) Durante il primo tratto di discesa, è grazie ad un avvertimento di Dante che ci fermiamo ad un poco evidente bivio per aspettare il Ciappe che, senza dir niente, si è fermato a ciappellare. Redarguitolo, si riparte su bellissimi single track fino a sfociare in un prato ripidissimo sotto al Podere Trieste dove sputiamo sangue per cercare di stare in sella . La gara per il “più chiacchierone della giornata” sta entrando nella fase più viva, ma è ancora presto per dichiarare il vincitore . Al quadrivio di Poggio al Fango facciamo una sosta ristoratrice e ci prepariamo per la prima discesa . Zurg scatta foto in continuazione . Ma, appena il Capitano da il via, è lesto, insieme al Giardinaio, a menare la danza in un single track davvero stupendo, tecnico ma non eccessivamente difficile, dove ognuno trova il suo ritmo secondo le proprie capacità o meglio, secondo la sua spregiudicatezza . Tutti tranne Kate, che al primo ostacolo si esibisce in un bel capoculo, rompendo tra l’altro un’appendice in carbonio del suo manubrio, in conseguenza di questo percorre il resto della discesa un po’ frastornato, ma senza guai fisici. Una foratura del Giardinaio ci permette di raggrumarci in fondo alla discesa, dove si commentano i “numeri” appena compiuti, prima di ripartire per la sterrata che in salita ci riporterà di nuovo dove abbiamo iniziato a scendere. Dopo un’interminabile foratura del Postinaio e dopo gli ultimi metri in forte salita, siamo di nuovo al Passo del Terminino , al ché il Giardinaio pronuncia la seguente frase: “…..gente, se ‘un sono in cima, è perchè sono in fondo……..! Mah!? Che cosa voglia dire non l’abbiamo capito neppure dopo che è passato molto tempo! La salita prosegue allegramente , sostiamo un po’ al Poggio al Fango, dove il Capitano viene accerchiato da una parte dal Sembola che gli parla di verniciatura dei telai e dall’altra dal Franceschini che vuole andare a mangiare il pesce, per cui: via via via via, ripartiamo subito e continuiamo ancora a salire, salire, salire, fino al punto più alto del percorso  . Quando diciamo al gruppo che dobbiamo ancora proseguire per un breve tratto per poi tornare indietro, si vedono tante bocche che si storgono e bici che vorrebbero riprendere la via della discesa, tra cui naturalmente quella di DuccioDis, il nostro disobbediente. Ma quel single track ci porta in un punto panoramico fantastico, dove tutti rimangono estasiati dal panorama sottostante e dove il Sembola ci delizia con cenni storico-geografici che rendono la nostra gita anche un po’ culturale .

 

La Super Discesa  

E così ritorniamo felici sui nostri passi, sapendo che ora ci delizieremo con la discesa più lunga ed impegnativa del percorso . Lanciamo così i nostri mezzi a tutto fòo (fuoco) nell’impegnativo sentiero, vogliosi di percorrerlo tutto d’un fiato .  La discesa non ci delude, anche se dobbiamo fermarci un paio di volte perché al capofila Zurg si è sfilata la ruota e perché il Ciappe si è “messo la bici in capo” . Il sentiero è bello e sembra non voglia finire mai. Il pensiero va a quelli che alla Granfondo percorrono questo tratto con delle esili front. Tanto di cappello……………..a quelli che ci vanno forte naturalmente! All’arrivo i primi hanno facce stanche ma goduriose, mentre pian piano che susseguono gli arrivi, non si vedono facce così contente come lo erano le altre . E’ quasi ora di pranzo. In molti propongono Bolgheri, mentre i’Franceschini si ostina a voler andare a mangiare il pesce. Vedremo il da farsi una volta che arriveremo alle auto. La strada è ancora lunga e non manca qualche piccola salita che a questo punto sembra dura come una vera montagna . Il tempo è primaverile e fa un certo effetto vedere la bella campagna circostante di una tonalità di verde tipica di altri mesi dell’anno , non certo di Gennaio . Arrivati alla macchina salutiamo la nostra guida Sembola (è lui il vincitore della gara di parlantina, perché riesce a parlare anche quando pedala N.d.R.) e Kate, mentre noi continuiamo a discutere dove sarebbe meglio andare a mangiare. Per fortuna la decisione volge su “La Merenda” a Bolgheri dove mangiamo tanto e bene e spendiamo poco.

 

Epilogo

Oggi che siamo tornati a casa c’è ancora un piacevole ricordo di quella gita. Vuoi per le condizioni meteo, vuoi per la piacevole compagnia, vuoi perché la Magona non ha mai tradito, vuoi perché quando si finisce con “le gambe sotto ad un tavolino” non si sbaglia mai. Vorremmo che tutte le nostre gite avessero il sapore di questa. Spesso ci riusciamo. Sicuramente sarà così anche per la prossima.

 

Partecipanti: Capitano, Ciappe, Franceschini, UgoCross, MarioCross, DuccioDis, Postinaio, Ciano, Zurg, Giardinaio, Dante, Banda e i’Pagliai, oltre al senese Sembola ed al maremmano Kate

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Reportage : Renzo "il Cap"