Lo “00” del Montalbano  

il crinale completo


 Sabato 08 Marzo 2003

    La partenza

Mai un escursione gumasiana aveva creato tanta curiosità, bramosia, preoccupazione e soprattutto trepidazione all'avvicinarsi dell'evento. I motivi sono disparati, ma il principale è che molti di noi mai hanno in precedenza effettuato gite così lunghe, oltretutto la percorrenza in senso inverso comporta un allontanarsi sempre di più da casa , con il rischio di trovarsi senza benzina e soprattutto nell’oscurità in un luogo molto lontano. Il ritrovo è stato anticipato alle 13 e dopo l’immancabile foto di rito del gruppo alla partenza, ci avviamo verso Limite sull’Arno. I partenti sono 18 suddivisi tra i gumasiani Capitano, Ubert(h), O-mar, Dante, Pagliai, Giardinaio, Cecconi, Vicius, Banda, GiuntiMa, Giuntadepilato, DuccioSax, Donatello e Mirko, oltre a I’Rama ed i tre dell’Empolitour  (www.empolitour.it  ), Beatrice, Paolo e Roberto. 

  L’escursione

Non siamo ancora al Circolo di Spicchio che dalle retrovie giunge inconfondibile un grido di stop. Ci sentiamo male! No, non è possibile! Chi è stato? O-mar !Cosa è stato? Un Bullone! Si comincia bene!!!! Anche in passato abbiamo avuto "giornatine" in cui tutto andava storto, ma oggi non ce lo possiamo permettere, oggi proprio no! Tutto fila liscio per la Valicarda, il ritmo lo scandisce Beatrice, giustamente il resto del gruppo si accoda, dopotutto è la festa della donna, no? I tre dell'EmpoliTour hanno un altro passo, ma non ci sono problemi: due di loro ci abbandoneranno a S.Baronto, quindi non è il caso di sfiatarsi per stargli dietro e poi ci saranno le discese, dove i gumasiani si trovano molto più a loro agio rispetto agli stradisti. All’alberone facciamo il primo raggrumamento, a S.Giusto il secondo e poi andiamo diretti al Birillone passando per il Masso del Diavolo. L’andatura è sempre sostenuta, anche se non eccessiva, i tre in maglia bianca fanno da apripista, qualcuno non regge il passo ed intelligentemente si fa staccare. Sosta “snack” sotto il birillone, Ubert riempie la borraccia e via tutti su per Poggio Ciliegio. E’ l’ultima asperità prima di affrontare la prima discesa, appunto la discesa! Proprio su questa avviene il patatrack: il Giardinaio fòra ed il Vicius casca! Meno male che ci eravamo raccomandati di andar piano!!!!!! Perdiamo altri minuti, anche se dobbiamo dire che la riparazione è stata degna di uno dei migliori “pit-stop”. Il peggio è toccato al Vicius che da qui in poi non avrà più la bici a posto ed ogni pochino deve fermarsi a controllarla!  A S.Baronto, dopo aver percorso in discesa un bellissimo single-track, veniamo salutati da I’Rama, Roberto e Beatrice. Gli ultimi due il giorno dopo hanno un impegno probante e non se la sentono di fare l’intero percorso. Dietro la chiesa di S.Baronto c’è la salita più ripida di tutto il percorso e Paolo, al momento in cui la strada diventa anche sterrata, non se la sente di farla in bicicletta, scende e a piedi stacca tutti quelli rimasti in sella, pazzesco! Il gruppo prosegue un po’ sfilacciato, la stanchezza comincia a farsi sentire, comunque non abbiamo tempo per fermarci, anzi, se non ci sbrighiamo rischiamo di far tardi! Ancora un bellissimo single in discesa e poi su per altri due colli secondari. Il sole comincia ad abbassarsi sull’orizzonte, ma la giornata è stupenda e quindi potremmo sfruttare tutte le ore di luce possibili, non ci sono nuvole che fanno da schermo. Tutto procede liscio fino a quando O-mar fora nuovamente. Siamo all'incrocio con la strada di MonteVettolini e ci aspetta l'ultima asperità. I tempi di riparazione sono piuttosto lunghi, vuoi anche perchè il Vicius deve sistemare i suoi guai, aiutato dal Cecconi. Arieggiano alcuni interrogativi: "cavolo, cominciamo ad essere in ritardo! Ed ora? Facciamo l'asfalto? Scendiamo a Monsummano? Saltiamo la "sosta Cecconi""? ma vengono tenuti dentro da chi li aveva, il gruppo  è convinto di portare a termine l'impresa, andiamo avanti per l’itinerario programmato! Facciamo la salita decidendo di continuare a percorrere per intero il segnato 00 (a parte i soliti GiuntiMà e Giuntadepilato che hanno preferito la variante cementata! No comment) e questo ci costringe  ad un breve tratto "bici in spalla" che prova i muscoli di Mirko facendogli venire i crampi ( altra piccola sosta). Ripartiamo, ma non ce la facciamo ad arrivare al bivio successivo che siamo di nuovo fermi! Ed ora che succede? Il ritardo si protrae, telefonicamente scopriamo che Dante ha rotto la catena, altri  preziosi minuti di luce se ne stanno andando! Ripartiamo e finalmente raggiungiamo l'ultima discesa asfaltata, i problemi dovrebbero essere finiti, ma non è così: il GiuntiMa fòra e contemporaneamente I'Pagliai si vede superare da un elastometro del suo carro posteriore! "Sono le 17,45. Faremo buio, ormai è certo! " La sosta sembra interminabile, il pensiero va al GiuntiMa che, secondo suoi dettàmi, dovrebbe essere “abbandonato” sul posto, ma così facendo perderemmo una preziosa locomotiva per la pianura asfaltata. No, non possiamo farlo!

Il ritorno

Non è ancora buio, accendiamo comunque le lucine rosse di posizione, presto ci serviranno e le auto in transito le hanno gia accese. Inizia il tanto temuto ritorno, non siamo stanchi, sul monte non abbiamo mai forzato veramente, sia in salita, che in discesa (a parte qualche solito inguaribile!) ed i "locomotori" tengono un andatura adeguata, meno male! In mezzo al gruppo qualche ruota, tra cui quella di DuccioSax, , per una causa imprecisata, si blocca improvvisamente. Freniamo cercando di evitare il compagno davanti, la paura è che da un momento all'altro chi segue possa tamponare chi lo precede e che tutto il gruppo faccia il monte! Fortunatamente tutto questo non accade, ma lo spavento è stato tanto: non siamo bravi a stare in gruppo, dopotutto molti di noi non ci sono mai stati. Eccoci a Stabbia: è arrivato il buio! Vediamo I'Pagliai che si gira indietro con aria interrogativa, lo sguardo è inequivocabile: manca Dante! Qualcuno dice di averlo visto più avanti, ma presto ci accorgiamo che non è così. Lo aspettiamo e lo scortiamo su per la salita di Cerreto Guidi. Dante, nonostante sia un “diesel”, sta accusando qualche crampo. Intanto si fa ancora più buio, il pensiero va a Paolo Chiarugi che deve tornare a Castelfiorentino, non s’immaginava certo che la gita avrebbe potuto protrarsi così a lungo (dopotutto non lo immaginavamo nemmeno noi) e quindi  non è attrezzato per l'oscurità. Senza farsi troppi problemi per l’intoppo si fa prestare la lucìna posteriore dal Cecconi, che ormai è arrivato a casa, e così si incammina solo soletto verso la Valdelsa. La “Sosta Cecconi” è  stupenda e nello stesso tempo commovente. E' il primo vero momento di relax dopo una giornata di interminabile fatica, il gruppo ce l'ha ormai fatta, tutti sono felici e le torte sono immensamente buone! La felicità è evidente soprattutto negli occhi del Cecco il quale, oltre che essere ancor più rilassato essendo già arrivato a casa, vede che il paziente lavoro della sua amata signora è gradito dalla comitiva, senza ombra di dubbio! La conseguente discesa verso Empoli non è semplice. Il buio è pesto,  la strada è illuminata solo una lucìna sul manubrio del Capitano, dalla luce di una falce di luna e dagli abbaglianti delle auto in transito, i cui guidatori penseranno senz’altro: “ma dove vanno questi bischeri di notte in Mtb!?”, inoltre  le pance sono piene e le gambe si sono raffreddate. Siamo comunque uno spettacolo ! Si sembra tante lucciole di grano rosse (fuori stagione) in fila indiana! Adesso è il Capitano che tira il resto del plotone ed è per lui difficile tenere il passo giusto affinché il gruppo non si sfilacci oppure non si ammassi troppo. Arriviamo finalmente a Sovigliana, ce l'abbiamo fatta, alle 19,25 il ponte sull'Arno è valicato nuovamente, adesso possiamo andare a casa a fare finalmente la doccia!

Considerazioni

Questa effettivamente è stata una gita veramente fuori dal comune, sia per il tipo di percorso che si è diviso in due tratti ben distinti, sia per il fatto di tornare a buio fitto (e che buio sulla discesa di Cerreto..!), che per il graditissimo rifornimento a casa Cecconi.  In molti hanno provato il senso di "la finirò?", sia da parte di chi ricorda di quando affrontava le sue prime gran fondo, inevitabilmente da solo senza la possibilità di sostare, se non per guai tecnici, sia  per altri. Per questi ultimi è stata un’incognita, una sfida ignota, un impresa! In molti mai avevano mai fatto tanti km con una mtb e mai erano stati in sella per così tante ore. Questa volta è stata la sintesi di tutto questo, con in più il piacere di affrontarla con tanti amici insieme. In effetti le prime gare di MTB nascevano proprio come sfide tra amici, o comunque per vedere se ci si faceva .Oggi le gare di X-country stanno giustamente morendo perché chi vuole quello spirito lo ritrova amplificato alle gare su strada. Fare cose così rinfranca veramente lo spirito, anche se quella sera abbiamo dormito praticamente sul piatto!  Forse chi ci sta vicino non ci capisce, come non viene capito chi va in montagna, o  chi fa altre cose un po' strane, ma e' con queste cose che si tirano fuori le nostre cose migliori....

GRAZIE GUMASIO !

Resoconto a cura del Capitano, con apporto di “Dante” e “Giardinaio” per le considerazioni finali. 

CLICCANDO SU SI VEDONO LE FOTO, che sono state scattate da " I'Pagliai"

 

Lo zerozero ... da un altro punto di vista resoconto in chiave "Indians" fatto dall'ospite Paolo Chiarugi Empolitur

Sintetico reportage sull'escursione

I dati dei tempi e dei km si riferiscono alllo strumento di Dante alla partenza da Pontorme

Partecipanti iniziali :                18

Escursionisti completi:             15

Partenza:                               ore 13,06

arrivo:                                   ore 19,30 a buio fitto.

Km totali:                               79,240

Tempo effettivo:                     h 5,06 (al conteggio mancano i tratti a piedi e le soste)

Media:                                   15,5 kmh

Velocità max:                         49,8

Guai fisici:                             una caduta con discrete escoriazioni al ginocchio; un abrasione ad un dito; crampi a due biker

Inconvenienti  tecnici:                O-mar:    2 forature

                                               GiuntiMa  e Giardinaio:       1 foratura

                                               Dante:                                       Rottura catena

                                               I’Pagliai:           Svitamento del Carro post.

                                               Vicius:             Piegamento corona

Notizie sui tempi di passaggio:

Al Birillone:         h 14,25,   tempo eff. 1,33,     media 13,2 kmh      km    20,8

A Casa di Monte: h 15,25,   tempo eff. 2,07       media 13,2   km 28,0 

Strada per M.Vettolini: h 16,23,    t.eff 2,58       media    ?            km 38,7

Vetta ultimo colle:         h 17,15

Incrocio con strada provinciale: h 17,50         km 45

Casa Cecconi:               h 18,50

Più Citato nel resoconto: Cecconi (6)

Meno citati:  Banda, Donatello(0)     Ma erano ben presenti!

 

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