GUMASIO
MTB
www.gumasio.it
24 Luglio 2003
A :
Giornale La Nazione, cronaca di
Empoli,
Giornale Il Tirreno, cronaca di
Empoli
Già dalle prime ore del pomeriggio di
mercoledi 23 le nostre caselle email hanno iniziato a suonare, la notizia era
di quelle brutte: INCENDIO SUL MONTALBANO. Noi che da oltre dieci anni pedaliamo
con le Mountain Bikes sui sentieri del “nostro” Monte, ci siamo subito sentiti
feriti nel profondo. Così come è stata e continua ad essere ferita
quotidianamente la collina che ha visto nascere Leonardo Da Vinci e che era luogo di riposo e riserva di
caccia e per i signori della toscana, I Medici. Il Montalbano è rimasto una
delle poche zone non protette da nessun
tipo di legge locale o regionale e questa carenza da modo a chiunque di poter
fare ciò che vuole: solcare i sentieri con enormi fuoristrada o arrivare nei
posti più remoti con moto dalle ruote artigliate, tagliare indiscriminatamente
alberi ed arbusti, prelevare terra e terriccio, abbandonare ogni tipo di
rifiuto, incendiare ecc. ecc.
I sentieri che erano delle semplici
piste, in pochi anni sono stati trasformati in “autostrade” a due corsie, senza
nessun tipo di regimazione delle acque, facendo si che quando arriva un
temporale violento, e negli ultimi tempi ce ne sono spesso, l’acqua scorre con
forza trascinando a valle terra e detriti.
Come gruppo abbiamo anche informato i
sindaci della zona, ma i risultati sono stati scoraggianti.
Vorremmo che tramite gli organi di
stampa ci fosse una sensibilizzazione verso queste tematiche, in fondo la zona
collinare del Montalbano potrebbe essere sfruttata si, ma solo dal punto di
vista turistico paesaggistico, con la creazione di un area protetta che faccia
da accoglienza all’escursionismo di passaggio, locale e didattico scolastico,
al trekking, all’equitazione al mountain biking e perché no anche alle moto
fuoristrada sempre nel rispetto delle regole.
In fondo si tratta del nostro “cuore
verde” e chi di noi non è stato almeno una volta “al fresco” di Pietramarina?