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La
Via del Duca
Dalla
Garfagnana alla Val di Luce
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Effettuata il:23 settembre 2003,
martedì
La gita è programmata da mesi. Le
previsioni meteo non sono buone, ma un cielo stellato, almeno fino alla
mezzanotte, ci fa sperare in una giornata clemente! La sveglia suona presto, alle
5,30. Fuori è buio, ma affacciati alla finestra si riesce a vedere il cielo che è già nuvoloso. E pensare
che il giorno prima c’era un bel sole! Il ritrovo è alla pasticceria Il
Caffè della Corte a Spicchio dove alle 6,30 iniziano le
colazioni. La partenza è puntuale alle 7.00. Le macchine sono quattro e i
gumasiani 13 (diventeranno 14). Il luogo di partenza dell’escursione è
fissato al Rifugio Casentini a quota 1200 mt circa, sull’Appennino
Toscoemiliano. Ci si arriva alle 9,05 circa. Sorpresa! C’è un
camper parcheggiato e affacciato al finestrino c’è il 14° gumasiano:
“Pippùsse”, giunto la sera prima alle 22 in piena solitudine. Sbrigati i consueti preparativi
si parte da detto rifugio
alle 9,40. C’è nebbia e soffia già un discreto vento,
ma ancora non
piove, mentre al telefono qualcuno rassicura i parenti a casa che il tempo
sta migliorando! (Dante Diesel) Iniziamo subito a salire per una
strada forestale immersa in una bella faggeta. Inizia anche a piovere e in
piena doccia si registra la prima foratura.
La visibilità è ridotta a
meno di trenta metri. Dopo circa 7 km si giunge alla Foce a Giovo
dove pochi metri dopo troviamo un bivio
da cui inizia il sentiero 519 per il Passo d’Annibale (tempo di
cartello 30’) e per il Lago Piatto [tempo 1 ora e 15’(a
piedi)]. E’ un sentiero ripido, con molte pietre e rocce per cui, anche
a causa del terreno reso scivoloso dalla pioggia, viene percorso per il
90% a piedi con le bici in groppa o a traino. Intanto il vento è
aumentato di intensità e la pioggia non accenna a cessare, tanto che tre
di noi (Duccio Dis, Pippùsse, Bob-Y) decidono di tornare indietro
al riparo del camper. Si arriva al Passo d’Annibale, dove sorge
un vecchio rifugio abbandonato.
Il bel panorama che da qui si può
ammirare è pura fantasia; nebbia, nebbia! Dopo un breve consulto sul
percorso si decide di scendere per un tratturo ripido e motoso (è la
pista da sci) che la maggior parte di noi lo fa a piedi. Intorno alle 12
si arriva finalmente al riparo del Ristorante Self Service di Val
di Luce, bagnati e infreddoliti, ma anche soddisfatti. Mario
nel frattempo sostituisce due raggi
rottisi nella caduta sulla pista. Il freddo e la fatica c’hanno messo
fame, ma i panini sono pochi per cui si arrotonda con un bel dolce del bar
seguito poi da caffè e grappino. Intanto, telefonicamente apprendiamo che
i tre sul camper stanno gustandosi una ricca pastasciutta! Fuori diluvia!
Mentre si mangia e ancora si trema, alcuni gentili ospiti del rifugio ci
accendono un bel fuoco al grande camino e noi tutti intorno a scaldarci e
ad asciugare maglie, pantaloncini e guanti.
La fiamma ci allucinogena e la
voglia di ripartire è completamente sparita; purtroppo il Capitano
ci richiama al dovere e volenti o nolenti
ripartiamo anche se la pioggia cade ancora insistentemente.
Percorso in discesa un breve tratto di strada della Val di Luce si
gira a sinistra per imboccare la strada forestale che comincia a risalire.
I km fin qui percorsi sono 11,800 (escluso quelli fatti a piedi). Questa
strada in forte pendenza è disseminata di infinite pietre ferme e mobili
di varie dimensioni che impegnano
al massimo i gumasiani. La pioggia è ancora nostra amica, mentre la
nebbia tende a diradarsi permettendoci di ammirare in parte vallate e
monti circostanti. Sulla strada ora si son formati lunghi rigagnoli
d’acqua che accentuano il nostro disagio e molte pozzanghere (meglio
dire mini-laghetti) che vengono attraversate per fortuna senza cadute. Una
lunga sosta ad un bivacco per aspettare il solito ritardatario,
ci fa
ghiacciare i muscoli e tutte le ossa, così ripartiamo infreddoliti per
raggiungere finalmente il valico appenninico della Foce a Giovo.
Gran sospiro di sollievo, inizia la lunga discesa che i soliti
“incoscienti” affrontano a grande velocità mentre altri sono
costretti ad andar piano per l’usura dei freni, in particolar modo
quelli che non hanno i freni a disco. Alle 15,30 siamo tutti arrivati alla
zona di partenza. L’acqua incessante non ci abbandona nemmeno durante le
operazioni di svestitura, rivestitura e ingaragiamento delle bicimule.
L’unico allietamento lo abbiamo da Pippusse che ci offre crostata
della sua Nonna e vinsanto. Verso le 17 gradita sosta al Bar
di fronte al Ponte del Diavolo
per un’ottima merenda (un po’
caruccia) a base di pane (poco), prosciutto, melone, salame, burischio (o
buricco come diciamo noi a Empoli), formaggio, dolce, vino e caffè.
Alle
19 arrivo a Spicchio alla piazzola di partenza; trasbordo delle bici e poi
una calda e ristoratrice gran bella doccia.
Partecipanti,
citati in ordine sparso:
C’aV:
silenzioso, ma sempre veloce
FullContact:
esordio bagnato, esordio fortunato!?
Capitano:
questa volta non poteva brontolare per il gran caldo!
Giardinaio:
pilota ufficiale della macchina ufficiale
DuccioDis:
per non smentirsi, è uno dei tre ritirati
Dante:
il narratore e quello che diceva al telefono che il tempo migliorava!
I’Pagliai:
teneva la parte di Dante!
Bob-y:
cassiere/tesoriere gumasiano
MarioCross:
anche stavolta ha rotto un raggio, anzi due!
Ciappe:
il solito ritardatario!
Pippùsse:
grande cuoco improvvisato!
Gigi
(il Dr.Ekx): una personcina perbène!
Cecconi:
Ha fatto una testa così al suo compagno di viaggio, parlandogli di cambi,
forke, telai e via e via…..
Vicius:
il capellone gumasiano
Resoconto:
di Dante (Diesel) Foto
: I'Pagliai e Dante (Diesel)
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