|
Lago Scaffaiolo
Valli del Fellicarolo e dell’Ospitale di
Fanano
In un primo momento l’escursione era
programmata per il giorno 25 settembre, ma la situazione meteo ci ha
costretto al rinvio. Quindi abbiamo stabilito come data il 9 ottobre e
poiché ci ha confermato la presenza anche Uberth, che alla prima
aveva dato forfait, la situazione meteo non poteva che essere ottima e lo
è stata, O-mar
invece, da forfait all'ultimo minuto, peccato, una gita così ci vorrà
del tempo prima di rifarla, specialmente per lui che presto si sposerà! Partenza ore 6.00 con due auto: Vettura Tòmacche con Mario,
Sandro e Uberth, vettura Bob-y
con Simone e Il
capitano. Arrivo in località Fellicarolo
a 6 chilometri circa da Fanano, ci siamo preparati e dopo aver portato una delle due auto a Fanano siamo finalmente saliti in bicicletta. Partenza da la chiesa di Fellicarolo
(911 metri), direzione I
Taburri su asfalto. Dopo
alcuni tornanti in salita un bellissimo cucciolone di dalmata ci ha
seguito fino a quando il suo padrone è salito in auto per venire a
riprenderselo. Abbiamo continuato fino alla località Casulie
dove la strada diventa sterrata, dopo poco
abbiamo imboccato il sentiero che si inerpica
decisamente tra boschi bellissimi di conifere, faggi o castagni. Dopo
alcune curve si incontra la deviazione per le cascate del Doccione che abbiamo
raggiunto nella parte bassa. Questo sentiero
lo abbiamo fatto a piedi, anche se Tòmacche sarebbe voluto
andare in bici! Continuiamo nel
bosco, che in questo periodo ha dei colori
stupendi, fino alla località I Taburri (1230 metri) dove abbiamo rifornito le nostre borracce alla fonte che si trova sul
sentiero. Da questo
punto si inizia uno splendido single track, un
saliscendi pedalabilissimo tra diversi tipi di alberi e che dopo un
passaggio a mezza costa tra i mirtilli, ci ha fatto raggiungere il
Passo del Colombino a 1550 metri, da dove si ammira tutta la valle del
Fellicarolo, dell’Ospitale e tutto il crinale a sud verso la Toscana. Meritata
pausa. Venivano fatte le foto di rito e, mentre il gruppo si rifocillava
con barrette, fruttini e frutta secca, Sandro e Uberth hanno raggiunto a piedi
la vetta del Monte
Lancio. Al passo si congiungono 4
sentieri, noi abbiamo imboccato il 445
prima in ripido
single track tra i faggi, per
proseguire poi su di una
larga strada forestale in discesa, dove Tòmacche è riuscito, prendendo una buca mentre
sorpassava il Capitano, a perdere in
un colpo solo borraccia e borsetta sotto-sella! La strada giunge alla Capanna Tassoni a 1320 metri . Da qui abbiamo imboccato la
carrareccia
che sale decisa ma costante verso il passo di Croce Arcana (1675 metri). A questo punto si è
scatenata una bagarre in salita che ci ha fatto “volare” i 5 kilometri
che ci separavano dal passo, dove abbiamo raggiunto la cima passando
accanto alle numerose antenne ed alla stazione della funivia che arriva
dalla Doganaccia. Da questo punto, se il cielo è limpido,
si riescono a vedere le Alpi a Nord e buona parte della Toscana a Sud. In
verità le antenne le abbiamo raggiunte solo in cinque perché, dopo
essere calati per qualche centinaio di metri sul versante toscano, il Capitano ha capito che quella non era la strada
giusta e quindi si prospettavano due alternative: una era quella di salire
direttamente da sotto i cavi della funivia per un malandato sentiero da
percorrere a piedi, l’altra quella di tornare indietro sino al valico e
prendere la traccia di crinale. Il gruppo ha deciso di fare quel tratto a
piedi, mentre Renzo, seguito da Simone, andava a cercare la strada giusta. La strada l’avrebbero trovata, ma
giunti quasi ai ponti radio, si sono fatti ingannare da un sentieretto che
aggira il poggio sul versante emiliano. Risultato: un bel tratto bici in
spalla fino al colle che unisce il poggio dei ripetitori al Monte Spigolino, dove i due sono arrivati tra gli
sberleffi del resto del gruppo! In questo punto siamo sul sentiero 0/0 che
aggira il Monte Spigolino su un single track insidioso che richiede
alcuni saliscendi dalla bici. In breve abbiamo raggiunto Il Lago Scaffaiolo (1796 metri) punto più alto
dell’escursione. Ci siamo fatti le foto di rito e poiché il Rifugio Duca degli Abruzzi era aperto, ci siamo seduti al tavolo
intorno a fumanti piatti di pastasciutta al ragù, crostata di marmellata
e vino di Montespertoli. Dopo il pasto ci siamo coperti ed
abbiamo iniziato la discesa in direzione Valle del Dardagna, fino a gli impianti di risalita delle Polle. Da qui siamo risaliti verso il Passo del Lupo attraversando ancora bellissimi boschi di faggio che
con le foglie cadute hanno creato uno stupendo tappeto multicolore
e sul quale le nostre ruote grasse sembravano immerse nell’ovatta. Si
sbuca al passo a 1500 metri su di uno spuntone di roccia a strapiombo
sulla valle del Dardagna da un lato e su
quella dell’Ospitale dall’altro. Il
sentiero prosegue sulla stretta cresta ed in breve abbiamo raggiunto il Passo della Riva ( 1454 metri) abbiamo attraversato al Serra dei Baichetti fino al Lago di Pratignana che non ci ha mostrato le sue acque perché erano ricoperte completamente
da canne palustri. Da questo punto inizia l’ampia strada sterrata in
discesa che viene “tagliata” dal sentiero che s’imbocca dopo pochi
metri sulla sx attraverso un prato sulla cresta di Cà del Vento. Abbiamo
seguito tutto il percorso, che ancora era segnalato dalle frecce del Funky Day svoltosi alcuni giorni prima. La discesa
è stata impegnativa sia per i mezzi che per i polsi, il più contento è stato
Tòmacche che fa le salite quasi esclusivamente perché dopo ci sono le
discese, ma anche gli altri, chi più chi meno,
si sono dimostrati entusiasti di questa parte di tracciato. Dopo
questo tratto da Downhill siamo giunti in località I Ponti dove c’è
stata l’unica foratura della giornata. Dopo la riparazione siamo saliti
su asfalto fino a Fanano, abbiamo recuperato l’altra auto a Fellicarolo e ci siamo preparati per il rientro a
casa, dopo un immancabile sosta al bar di Piazza Corsini per lo spuntino ed una dal fruttivendolo per l’acquisto delle ottime
castagne del luogo. Un vero peccato per chi non c’era,
giornata bellissima, temperatura ideale, fondo stradale ottimale,
panorami e colori straordinari : in due parole GITA INDIMENTICABILE.
Mappa
Percorso -
Altimetria - Itinerario
Resoconto
a cura di Bob-Y e Il Capitano - le foto sono di Mario, Bob-Y, Sandro e Il
Capitano.
Cliccare su per
vederle
|