La gita fòri porta

ovvero

I boschi di Javello (Prato)


Effettuata il 13/11/2005

Prologo

Tutto è cominciato qualche giorno prima del 13 novembre, quando Aisman propone una gita a Javello (ma ‘n dov’é?). Subito io (Donatello) e O-mar accettiamo di buon grado l’invito dato che per vari motivi sarebbe sfumata la consueta uscita del sabato sul Montalbano e soprattutto perché siamo stati allettati dall’idea di percorrere il sentiero di O-Chi-Min, un sentiero alquanto esposto. Scopriamo la sera di sabato che saremo 5: Io, O-mar e Aisman, accompagnati da BruceTenga e Mirkino. Giro di telefonate/SMS e l’appuntamento è fissato alle 7.30 di domenica mattina alle pankine gumasiane.

 

Il viaggio

Domenica sveglia alle 6.30-7.00 e ritrovo alle pankine all’ora fissata. Dopo aver composto gli equipaggi (Io e Mirko sulla Mirkino-mobile, O-mar, BruceTenga e Aisman sulla Aisman-car), partiamo alla volta di Montemurlo (PO) dopo aver consumato la nostra consueta colazione. Il viaggio prosegue tranquillo, nel sole del mattino, fino a quando, scollinati verso Bacchereto, ci troviamo dinanzi alla nebbia che copre tutta la piana di Prato. Non ci lascerà più fino a quasi metà della nostra salita sterrata, ma ci regalerà panorami da sogno...

 

Il giro

Giunti a Montemurlo cominciano i preparativi di vestizione e preparazione dei mezzi, mentre sfilano davanti alle nostre macchine una buona trentina di biker. Alla fine siamo anche noi pronti, foto di rito nella nebbia mattutina e via, verso l’ignoto. Sono le 8.47. Ritorneremo qui dopo circa 4 ore, stanchi ma soddisfatti.

La salita inizia lenta, dapprima su asfalto, ma per fortuna per un brevissimo tratto . Insieme a noi salgono per la stessa strada altri biker, tutti rigorosamente con le front, tanto da farci quasi sentire un po’ fuori luogo. Non ci sono strappi e continuiamo così per un bel po’: Aisman, O-mar e Mirkino davanti, io e BruceTenga dietro. Dopo circa 45 minuti iniziamo ad emergere dalla nebbia e cominciamo a vedere i primi raggi di sole che ci rallegrano non poco. Di fronte a noi il paese di Tobbiana (frazione di Montale) affiora dalla nebbia , ed emerge nella nostra mente un paesaggio ligure, tanta è la somiglianza dei luoghi.

Dato che non ci rincorre nessuno, c’è sempre tempo per ammirare il paesaggio e per scattare qualche foto (anche per ciappellare, in verità), cosicché per un paio di volte il buon O-mar ritorna indietro a vedere cosa c’è successo . Con gli ultimi tornanti prima del pianoro di Javello i colori del paesaggio si fanno sempre più caldi . Tra i rami e le foglie si scorge il panorama sottostante, fino alle cime del Montalbano e più oltre quelle dei Monti Pisani .

Arrviamo alla fine a Iavello verso le 10.10. BruceTenga sembra già “soddisfatto” dell’uscita, ma mancano ancora almeno 300 metri di salita per arrivare in cima. Non ci scoraggiamo, e oltrepassato di poco lo spiazzo ci fermiamo a contemplare il paesaggio verso est, con il profilo della Calvana che emerge dalla nebbia . E pensare che due settimane fa eravamo proprio lassù! Ripartiamo, senza indugiare troppo, c’è ancora un po’ di salita...

Un primo strappo lascia indietro BruceTenga: O-mar ritorna indietro (che gamba!) a sincerarsi delle condizioni di Bruce, mentre Mirkino ne approfitta per cimentarsi in qualche tentativo di salto (poco riuscito). Ripartiamo tutti e cinque, chi più veloce e chi più lento. BruceTenga si stacca dopo poco, io ne seguo la sorte dopo nemmeno un kilometro. I tre che ho davanti vanno troppo forte per me. E così, con questa scusa di tanto in tanto scatto qualche foto . Ora le foglie sono quasi tutte cadute, e marroni tappezzano il terreno , mentre di tanto in tanto qualche albero spicca per il fogliame giallo-verde. Seguo la forestale, buttando un sguardo giù, verso la piana e poi più in là .

Alle 11 arrivo alle Cavallaie, quota 850 m slm, dove tira un bel vento fresco. O-mar, Aisman e Mirko sono già lì da un po’ e decidiamo di andare avanti in perlustrazione , rimandando la cavalcata sul sentiero di O-Chi-Min ad un’altra volta. Anche se cambiamo il programma della gita, ancora una volta quello che si apre davanti a noi ci lascia estasiati ,pano_cavallaia).

Ricongiunti a BruceTenga ripartiamo alla volta di casa. La forestale è ampia , ma tre pettatine lasciano il segno fino a che non giungiamo ad uno spiazzo : lì la pista termina e comincia un single track spettacolare in mezzo al bosco. Pedaliamo in mezzo agli alberi , sopra un letto di foglie, alle volte inventando il sentiero che è scomparso , in mezzo a saliscendi spaccagambe fino all’ultimo strappo, la famosissima Pettatina del Cervo . Sì, perché una famiglia di cervi è passata davanti a O-mar, Aisman e Mirkino. In realtà, però, l’ultima vera pettata è subito dietro l’angolo!

Poco male, è passato mezzogiorno da poco e ora cominciano le discese... e il divertimento!

La prima è veramente ganza, tutta in single track in mezzo ad un boschetto: breve ma bellina, giusto un antipasto. Finisce in un prato, da dove ripartiamo per una seconda discesa su forestale e anche da qui il paesaggio è bellissimo! Ad uno spiazzo troviamo dei cacciatori, saluti, e poi arriva la terza discesa. Devo dire che anche questa è stata forte. Single track con qualche saliscendi inziale, in un tunnel di vegetazione, con passaggi tra gli alberi di poco più ampi della piega del manubrio! Aisman, preso dalla frenesia della discesa, imbocca un’altra direzione, ma subito si riprende e proseguiamo senza intoppi fino in fondo.

Alla fine della discesa sbuchiamo su una sterrata e da lì ritorniamo a prendere l’asfalto per il ritorno. Quando arriviamo alle macchine sono le 13, minuto più minuto meno. Siamo stanchi ma soddisfatti, e sicuramente ritorneremo su per questi monti, magari in maggior numero!

 

L’epilogo

Il rientro ci vede divisi: Aisman, O'mar e BruceTenga partono subito, dato che O-mar ha paura che la bici gli venga segata in tre pezzi se ritarderà per il pranzo. Io e Mirkino seguiamo i compagni da lì a pochi minuti, ma quando arriviamo alle pankine gli altri se ne sono già andati.

Tutto sommato è stato un bel giro, dispendioso in termini di energie per il dislivello accumulato, ma appagante sotto molti punti di vista, e per questo l’intenzione è quella di ripetere la gita il prossimo anno ma spendendo più tempo in questi luoghi.

Alla prossima!

 

Qualche dato:

Partenza ore 8.47

Arrivo ore 13.05

Tempo in sella 3 ore e un quarto

Km totali 32,15

Dislivello: 1170 m totali

Massima quota raggiunta: 883 m

Hanno partecipato (in ordine alfabetico):

Alessio "Aisman", Paolo "Bruce Tenga", "io" Antonello " Donatello", Mirko "Mirkin'Alligator", Mauro "O-mar"

Resoconto e foto: "Donatello"