La Via Francigena

2 giugno 2010


L’impresa, già parzialmente fatta nel 2009 da un gruppo di Gumasiani nel tratto da Castelfiorentino a Siena, da un idea di Spiaccica e Billo (che ahnno fatto anche i sopralluoghi) è stata  GPS-izzata da Aisman. La data fissata è il 2 Giugno, giorno festivo infrasettimanale. All’appello rispondono: Frabibbo, Frodo, Capitano, Bob-y, Bandog, Kriminal, Ginelio, Catoblepa, Donatello oltre al già citato Aisman e sembra che sia presente anche il Sembola. Purtroppo Sabato 29 Maggiol, durante l’escursione del Gumasio Day, il Frabibbo si è fratturato due ossa della spalla cadendo in discesa, pertanto ha dovuto rinunciare con suo e nostro dispiacere visto che era uno di quelli che ha spinto tanto per effettuare questa "impresa". Alla stazione di Empoli ad attendere il treno delle 6.55 ci sono, oltre ai Gumasiani, due bikers amici : Idraulico e Vàltere. Consegna delle tabelle ricordo e quando arriva il treno siamo già pronti in corrispondenza della coda del convoglio dove si trova la carrozza bagagliaio per potervi caricare le bici. Infatti Kriminal, dipendente delle Ferrovie, si era informato sulla composizione del treno stesso che arriva in perfetto orario, ma con la sorpresa, infatti la porta della carrozza è chiusa per guasto, quindi siamo costretti a passare le 11 biciclette dalla porta in cima alla carrozza che normalmente serve per l’accesso alle persone. Le bici devono poi essere passate attraverso tutta ll corridoio per poterle stivare nel bagagliaio dove, tra l’altro, c’erano gia altre 4 biciclette di altrettanti bikers già sul treno. Il prolungarsi delle operazioni fa innervosire il capotreno che, dalla cima del convoglio, continua a fischiare nervosamente. Per nostra fortuna Kriminal si era fatto dare il numero del collega che guidava il treno che, dietro telefonata ha aspettato la fine del carico prima di partire. Tutto tranquillo, a Certaldo ci accorgiamo che era piovuto abbondantemente e a Poggibonsi la conferma: Pioggia battente fino a Siena. La discesa delle bici è stata più veloce in quanto ci siamo organizzati con un passamano, ma questa situazione è stata veramente brutta, la regione Toscana che vuole promuovere i viaggi in treno con bici al seguito, anche con prezzi promozionali, non ci fa certo una bella figura. Aspettiamo fiduciosi che la pioggia rallenti ed effettivamente, dopo circa un ora il cielo comincia a schiarire ed alle ultime gocce partiamo e saliamo dalla stazione attraverso le strade medievali di Siena fino alla bellissima ed unica Piazza del Campo, dove l’accesso nella parte interna pavimentata in cotto,è vietato alle bici. Il buon Kriminal non aveva sentito l’avviso fatto da Aisman e con uno slancio da discesista si lancia verso il centro della piazza. Un leggero tocco di freni, il cotto bagnato e…giù in terra. Kriminal è riuscito a cadere nel centro del centro di Siena danneggiando anche la leva del freno. I commenti e gli sfottò si sprecano, facciamo la foto di rito e via inizia la Via Francigena 2010. I primi chilometri in uscita dalla città sono su asfalto, ma ben presto la strada bianca, che preferiamo, arriva. Nonostante la segnaletica e i due GPS in funzione, non è sempre facile imboccare la giusta direzione, ma riusciamo sempre a non incorrere in grossolani errori. Primo punto di interesse è il Lago Scomparso, si tratta di una ex zona paludosa fatta bonificare da Leopoldo dei Medici. Si prosegue sul terreno appesantito dalla abbondante pioggia, tra campi sentieri di bosco che in alcuni tratti presentano ancora tracce della antica selciatura. Il tratto peggiore lo troviamo poco prima di Monteriggioni, infatti il percorso transita al bordo di una coltivazione il fondo è in pura terra di Siena un nome che non da adito ad errori in tema di colore, purtroppo però questo tipo di terra, quando è inzuppato d’acqua diventa un impasto micidiale e dopo pochi metri le ruote tassellate avevano già raccolto chilogrammi di terra e sassi, facendo incastrare ruote, carri, forcelle, catene e cambi. La sosta per la ripulitura parziale è obbligatoria, la successiva distesa su sterrata sassosa aiuta a liberare le gomme e l’ingresso nella cinta muraria di Monteriggioni è un po più facile e pulito, anche se i numerosissimi turisti ci guardano e ci fotografano come se fossimo alieni. Scendiamo dalla porta nord e approfittiamo della fontanella presente in località Colonna per lavare un po le bici, dopo di che ripartiamo per la seconda meta : San Gimignano. Transitiamo da Abbadia a Isola, Strove tra strade che fiancheggiano campi verdissimi punteggiati da macchie di fiori azzurro/vioalacei e a fianco di allevamenti del famoso suino Cinta Senese che, al contrario dei maiali "normali" vive completamente allo stato brado. Dopo inizia una serie di saliscendi abbastanza impegnativi per la pendenza e per il fondo, ci stiamo avvicinando a San Gimignano, la distanza e la fame cominciano a farsi sentire, sfiliamo accanto a borghi e casali completamente immersi nella campagna e frequentati, presupponiamo, da facoltosi in cerca di relax assoluto. Alle 14.30 circa siamo sotto le mura di San Gimignano, appena in tempo per Kriminal di verificare la foratura, sostiamo ad un bar che, nonostante le nostre pessime condizioni di abbigliamento (praticamente siamo di colore rosso, tipo alcune tribù amazzoniche) ci accoglie ai propri tavoli dove consumiamo un pasto a base di prosciutto pane e pasta al pomodoro. Le maglie distese al sole sulle nostre fangosissime bici il tutto osservato come oggetti rari, dai numerosi turisti che scendono dai pullman. Sono circa le 15,30 e bisogna ripartire, i chilometri da percorrere sono ancora molti, ma subito c’è il primo ritiro, Kriminal accusa difficoltà con il cambio e preferisce dirigersi su asfalto verso Certaldo per prendere il primo treno utile per Empoli. Alla fine della salita asfaltata, anche il Capitano decide il rientro anticipato a causa di impegni familiari, lo accompagnerà anche Bandog oggi non in forma. I rimanenti otto imboccano la sterrata in direzione Pieve di Cellole ed il borgo di Pancole da qui Montecarulli e la lunga salita su strada sterrata fino a Gambassi, a metà salità la catena di Donatello si rompe due volte di seguito, dopo le riparazioni si prosegue fino all’abitato di Gambassi per poi calare in direzione Pillo e da qui direzione Castelfiorentino, in corrispondenza della strada asfaltata, Bob-y sarebbe deciso ad abbandonare, ma complice una busta di Stargel e l’incitamento degli altri decide di continuare, per fortuna in quanto si sarebbe perso uno dei tratti più panoramici e scenograficamente belli. Infatti si pedala per alcuni chilometri in cresta a colline di argilla, per fortuna asciutta, completamente coltivate a sulla, in questo periodo tutta fiorita così da rendere il paesaggio molto molto bello illuminato da uno splendido sole in via di tramonto. A breve si raggiunge Coiano e da qui, attraversato l’asfalto direzione San Miniato su sterrata. L’ultima parte della Francigena attende i bikers, in località Campriano c’è una deviazione verso la rampa finale di Calenzano di San Miniato e qui Bob-y e Donatello preferiscono scendere verso Meleto e proseguire in pianura su asfalto verso Empoli, mentre i sei rimasti arriveranno fino alla Località di Calenzano dove abbandoneranno la Via Francigena per fare rientro a casa , che sarà per tutti più o meno intorno alle 20,00. Si conclude così l’impresa, senza dubbio impegnativa per durata (circa 95 km) per dislivello (oltre 1800 metri) e per ore di sella (quasi 8 ore), ma senza dubbio un itinerario da fare e rifare per la bellezza dei luoghi, la varietà di fondi , le numerose opere dell’uomo e della natura che si incontrano. Grazie ad Aisman che ha tracciato tutto l’itinerario sul GPS e che conferma la sua non affidabilità quando si tratta di dare distanze e previsioni di durata delle escursioni a tutti i Gumasiani che hanno partecipato integralmente e più o meno parzialmenete ed infine agli "ospiti" Idraulico e Vàltere per l’adattamento allo spirito Gumasiano.

Resoconto by Bob-y 

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