La Foresta del Teso


Lunedì 12 maggio 2008-05-30

Prologo

Per l’escursione in programma a Maggio era previsto un percorso nel Parco dell’Uccellina, ma vari motivi ci hanno costretto a variare la destinazione. Pertanto l’escursione odierna la faremo nella Foresta del Teso sull’Appennino Pistoiese al confine con quello Bolognese. Andiamo a percorrere il famigerato “ il Sentiero  di cui abbiamo sentito parlare un granché bene sul Forum-Mtb. L’appuntamento è, come al solito, presso L’Oasi Dolce, dove Bob-y, Ginelio, CianoDis, I’Postinaio, Tomacche, Giardinaio, Zurg, Al Pacini, Capitano, Mario Cross, Ciappe e un inaspettato I’Pagliai ( perchè il giorno precedente ha fatto la maratona di Pisa ) dopo aver fatto la dovuta colazione e caricato le bici, partono alla volta di Pistoia, dove Sbracino è ad aspettare, mentre il Perugino, che aveva dato la sua adesione, all’ultimo momento ha dato forfait a causa di un malanno. Arriviamo alla stazione di Pracchia, dove si scendono e rimontano le bici e mentre si fanno gli ultimi preparativi, I’Pagliai si accorge che la sua bici, ha qualcosa che non và. In realtà quello che non và è il gruppo moltiplica, gira a malapena. Tomacche smonta subito il pezzo e verifica che un cuscinetto del movimento centrale è praticamente murato dalla ruggine . Così tra un colpetto, una spruzzata d’olio e una soffiata d’aria compressa, fornita da una bombola a pressione di derivazione sub in dotazione di MarioCross, si riesce a far ripartire la guarnitura della  Nomad de I’Pagliai.

In Sella

Con qualche minuto di ritardo dalla tabella, si scende sulla provinciale fino alla frazione do Randaragna, da qui inizia la salita asfaltata che passa dalle frazioni Case Boni dove il Ciappe ha gia voglia di fermarsi ad un Bar per consumare la sua terza colazione, ma il gruppo non lo ascolta e prosegue arrivando a Case Forlai per arrivare poi a Case Nasci, dove una signora vorrebbe farci passare dalla strada ”liscia” non sapendo che noi prediligiamo lo sterrato un po’ ignorante. Il Cap, che intanto è riuscito ad attivare il GPS con il tracciato da percorrere inserito dentro, non si lascia convincere e richiama il gruppo a percorrere la strada precedentemente programmata. Questa inizia con uno strappo impegnativo che ci conduce all’inizio della sterrata che, attraverso una rigogliosa faggeta, ci porta al Rifugio Monte Cavallo  (mt.1282). Nel gruppo si scherza e si ride come al solito, e si ascoltano gli aneddoti sulla Maratona di Pisa del giorno precedente che ha visto la partecipazione, oltre che de I’Pagliai , anche di Ubert, Giacca, KingVicus e Cri, tutti portacolori della nuova sezione GUMASIO FOOT. Al rifugio si fa rifornimento di acqua freschissima e si riparte in direzione del Pian dello Stellaio. Inizia da qui un bel percorso in single track, a tratti anche impegnativo, ma immerso in un fantastico bosco di faggi . Ogni tanto si aprono scorci panoramici sulla Valle dell’Orsigna e sul vicino Monte Gennaio . Si prosegue su saliscendi passando per il Rombiciaio arrivando finalmente al Rifugio Porta Franca. Sosta per mangiare i panini che ci siamo portati dietro e via di nuovo in salita, verso il Passo della Nevaia. Il tratto da percorrere nei pressi del crinale è decisamente spettacolare e ci ripaga di tutta la fatica che abbiamo sudato per arrivare fin quassù. Il tempo continua a reggere, nonostante la fredda tramontana, ma all’orizzonte si delineano già diverse nubi che non promettono niente di buono, il sito meteo che di solito consultiamo, aveva previsto infatti, un peggioramento nel primo pomeriggio.  Dopo brevi tratti con bici a spinta arriviamo al crinale di Poggio Malandrini dove il panorama si apre sulle montagne che ancora hanno numerosi nevai. Il sentiero di crinale è un saliscendi continuo su tratti prativi e in altri boschivi. Si entra in bosco e si scende fino al punto chiamato Pedata del Diavolo, la discesa è veloce, ma resa insidiosa dallo strato di fogliame secco che copre il fondo a tratti roccioso è che potrebbe creare problemi per improvvisi ostacoli. Siamo immersi tra i faggi altissimi che hanno da poco rinnovato il fogliame ed il verde intenso contrasta con il marrone delle vecchie foglie distese a terra creando uno scenario fantastico che è, appunto, la Foresta del Teso. Un lungo tratto in saliscendi ci porta via le ultime energie rimasteci, in quanto il fogliame ci rallenta assai nei tratti in discesa e ci ostacola nelle risalite.

Il Sentiero

Finalmente arriva la tanto agognata discesa. I discesisti si mettono davanti al gruppo e giù a tutto fòo. Il fogliame sul tracciato ci crea a volte problemi di orientamento, così quelli che seguono da dietro riescono a superare chi li precede, innescando un po’ di bagarre. Oltre questo si innescano anche innocue cadute, ma il fogliame riesce ad attutire i colpi. L’ambiente è fantastico e la discesa prosegue rapida senza intoppi. L’ultimo tratto di discesa è piuttosto impegnativo perché, oltre al suddetto fogliame che in alcuni punti è veramente di spessore abbondate, il sentiero si fa tecnico e con stretti tornati anche esposti. Un ultimo tratto di bosco che evita di fare l’asfalto ci porta di fronte alla scalinata della passerella che attraversa il fiume Reno, praticamente di fronte alla stazione. La nostra escursione è terminata dopo circa 6 ore di bici e 35 km con un dislivello totale di circa 1450mt.

A Mangiare

A questo punto non ci rimane che trovare un posto per il ristoro, la fame è tanta. L’incaricato Ciappe, opta per un bar di Cireglio, non molto fornito in realtà, ma che alla fine tra pizze, schiacciate, affettati misti, gelati e birre riesce  a placare gli animi dei più affamati, sono circa le 17,00 e ci accorgiamo che nel frattempo è iniziato a piovere, proprio come aveva esattamente previsto il nostro fedele sito meteo. La fortuna ci ha assistito e l’escursione è andata a buon fine.

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