Attività estive 2001

Sebbene l’attività gumasiana si sia un po’ interrotta durante i mesi di luglio e agosto, da buon “Capitano” ho fatto qualche escursione sulle Alpi Apuane, ed una sulle Dolomiti. Miei compagni d’avventura in due occasioni sono stati Uberth e Claudio Bertacca, possente biker viareggino, che per comodità e per non confonderlo con Claudio B. (Bonistalli), lo chiameremo semplicemente “Il Bertacca”.

Le escursioni significative sono state quattro, che vado nell’ordine ad elencare:

1) NELLA VALLE DEL GIARDINO, TRA GATTI NERI E PONTI SCOMPARSI  Foto1 Foto2

2) UN FIORE A S.ANNA 2001

3) CINQUE TORRI E VALPAROLA Foto

4) IL MONTE BRUGIANA    Foto

 

1)     22 Luglio ‘01

Ci siamo ritrovati la mattina presto io, Uberth ed il Bertacca, per partire alla volta di Ruòsina, dove la valle del Giardino confluisce nella valle del Vezza. Nell’attraversamento di Querceta un bel gatto nero ci ha tagliato la strada, io ho rallentato immediatamente, ma gli altri due sbeffeggiandomi, hanno tagliato l’immaginaria linea a ruote appaiate, continuando a ridere delle mie superstizioni. Così, ridendo e scherzando siamo arrivati ad imboccare la “marmifera” che conduce alle cave del Giardino, ambiente  molto bello ed a tratti anche piuttosto selvaggio e…. la salita s’inerpica sempre più ripida. Dopo circa tre chilometri avremmo dovuto trovare un ponte che, attraversato il torrente, ci avrebbe immesso nella mulattiera per Basati. E così pedalando faticosamente con un occhio al torrente per vedere d’imboccare questo famoso ponte siamo arrivati  al termine della strada presso il “ravaneto” alla testata della valle, ma del ponte nessuna traccia.Quindi abbiamo deciso di tornare indietro per vedere di trovare questo famoso ponte, ma era Uberth che guidava il gruppo in discesa e quindi quando siamo passati all’altezza di questo ponticello, la nostra velocità era così elevata che difficilmente si poteva staccare gli occhi dal manubrio per guardare intorno.Siamo così arrivati di nuovo all’imbocco della “marmifera”, ma il Bertacca non c’era, è arrivato solo dopo qualche (interminabile) minuto, malconcio a causa di una rovinosa caduta. Sarà stato il gatto nero  !!!  ??? Abbiamo raggiunto Basati per asfalto e da qui “La Cappella”, chiesa romanica sulle pendici del Cavallo di Azzano dove c’è un bel rosone attribuito a Michelangelo Buonarroti. Da qui una stupenda mulattiera passa per Fabiano (Si legge “Và piano!”), e conduce al paese di Riomagno poco sopra Seravezza. Ma Uberth non ha ascoltato il messaggio di andare piano e nei pressi di un tornantino la sua Cannondale l’ha disarcionato, facendogli fare un bel ruzzolone. Sara stato il gatto nero anche stavolta!!?? Mah! Siamo così tornati al punto di partenza felici per la bella escursione e qualcuno anche con qualche “ammaccatura” in più”.

2)      05 agosto ’01

E così ci risiamo, anche quest’anno decidiamo di partecipare alla gara “Un fiore a S.Anna” e con l’aggiunta del Bertacca, ci presentiamo all’ora giusta ai “nastri di partenza” senza commettere gli errori dell’anno passato. (vedi: Un Fiore a S.Anna 2000) Mi ritrovo quindi a partire insieme a tutti gli altri e, sinceramente, devo dire che questa volta ho potuto vedere “dal vivo” come vanno forte “quelli che vanno forte”. Scusate il gioco di parole! Comunque vado su del mio passo seguito inizialmente da Uberth, il quale poi preferisce stare al retro di una deliziosa fanciulla con la maglia della “Via dei Saraceni”. Anche io seguo le tracce di una bella ragazza vestita “Cicli Maggi”, che però riusciva a precedermi sempre di una trentina di metri. La raggiungo, ma lei scappa di nuovo. Solo a S.Anna riesco a stare insieme a lei, e questa volta mi dico: Ora non mi scappi! . Comincia però il tratto da fare a piedi bici in spalla, e lei sicuramente non era lì così abile come nel pedalare, così, prima che me ne rendessi conto, sono stato superato da ben quattro concorrenti, dopo che avevo fatto una fatica enorme per tenermeli dietro durante la salita in bici.(Pensare anche che sono un buon camminatore in montagna!) Nel tratto impegnativo in discesa non sono stato più in grado né di avvicinarli, né tantomeno di avvistarli e sono stato anzi sorpassato da un altro biker. Nel frattempo Uberth, lasciata anche lui la fanciulla, aveva ingaggiato un duello in discesa con un “King Biker” che non voleva lasciargli strada(non era empolese e sebbene avesse una super Cannondale non l’aveva comperata dal “Bhoss”). Ma la sfida è terminata quando la camera d’aria di Uberth non ha retto alle tremende sollecitazioni che lui sa dargli in discesa. Ci siamo così piazzati al 22° e 28° posto rispettivamente, mentre il Bertacca non ha chiesto la sua classifica, ma era pur ben contento di aver portato a termine la gara sano e salvo. Ci siamo portati così a casa i vari premi, cioè la maglietta, il vino e il premio ad estrazione che, udite udite, era composto da una sacca Coop piena di prodotti Coop, che il buon Uberth si è portato sulle spalle fino a casa!

 3)      15 agosto ‘01

           Eccomi nuovamente sulle Dolomiti, questa volta non con il Gumasio ma con la famiglia.

Arriva il giorno dell’escursione in bicicletta, prendo un “cancello” Olmo a noleggio, e parto per la gita: destinazione M.te e Rif. Nuvolau, mt. 2575. La famiglia e gli amici salgono con la seggiovia “Scoiattoli” e poi faranno l’ultimo tratto a piedi. Io, scendo la bici dall’auto ci salgo sopra e mi dirigo verso Cortina sulla statale. Dopo qualche km si trova una stradina asfaltata sulla destra che, con pendenza impressionante, raggiunge dopo qualche km il Rifugio cinque torri. Mi sembra di essere sulla salita di Ra Stua (vedi: Dolomiti 2000), ma qui la sofferenza è ancora maggiore, specialmente quando provo ad imboccare alcuni tratti sterrati che fiancheggiano la strada principale! Comunque si pedala al fresco di pini giganteschi e quando il bosco si dirada la vista si apre sulla magnifica parete sud della Tofana di Rozes. Ma il bello deve ancora venire! La strada asfaltata termina al Rifugio 5 torri , prosegue sterrata con pendenze da capogiro e con un fondo molto sassoso, il tutto rende l’equilibrio molto precario. Il cuore batte forte per la fatica e quando l’incrocio con una Jeep della forestale mi costringe al “piede a terra”, quasi li ringrazio per il favore. E’ però un sollievo momentaneo perché il rimanente percorso fino alla forcella Nuvolau (dove si trova il Rif. Averau), è talmente ripido e sconnesso che mi costringe spesso alla bici in spalla. Arrivato al rifugio lascio la bici e salgo per i rimanenti 200 mt. di dislivello a piedi per arrivare alla méta del Rif.Nuvolau dove mi ricongiungo con gli altri. E’ una giornata stupenda! Il panorama che si gode da lassù è unico in tutte le Dolomiti, infatti abbracciamo a 360° tutto l’arco dei “Monti Pallidi”. Ottima anche la polenta al formaggio con i wurstel, il tutto annaffiato da un ottimo Radler.  Inizia ora la discesa, il primo tratto a piedi fino all’Averau per riprendere la bici e poi giù al Rif.Scoiattoli ed ancora giù sotto i piloni della seggiovia. Ritrovato l’asfalto c’era da raggiungere in 3,5 km. Il Passo Falzarego, e da lì in altri 2 interminabili chilometri il Passo Valparola.  C’è da dire che in questi 5,5 chilometri di asfalto, pur essendo stati percorsi in ambiente stupendo, sono stato costantemente disturbato dai veicoli a motore che in un senso e nell’altro procedevano per quelle strade. Ma appena superato il passo mi sono gettato nello sterrato per il “Cimitero di Guerra”, ritrovando così la tranquillità più consona all’alta montagna. Il panorama è stupendo, e presto ci porta ad intravedere le cime Counturines e Lavarella e più in la il Sass de la Crousc. La discesa è bella e lunghissima, passa per le Malghe Valparola e poi costeggiando il torrente raggiunge La Villa (vedi ancora Dolomiti 2000 infine in leggera salita sono andato verso Corvara dove ho riconsegnato la bici al noleggiatore e me ne sono tornato in albergo a farmi una meritata doccia. (di Renzo "Il Capitano)