Campocecina


Finalmente riesco a fare un escursione, visto che è la prima del 2009 alla quale riesco a partecipare. Lunedì 11 Maggio ore 6,30 ritrovo Oasi Dolce, il gruppo è più numeroso del solito : Aisman, Bob-y, Capitano, Ciano, Ciappe, Mario Cross, Ugo Cross, DuccioDis, Kriminal, Giardinaio, Woody, Zurg, AlPacini, Ginelio, Ubert, Tomacche, KingVicius e la new entry Pigio, a Carrara abbiamo appuntamento con Serghioi, ci doveva essere anche il Perugino con un suo amico, ma nella notte è passata a trovarlo Dolores De Panza e quindi ha dovuto rimanere a casa. Arrivati nel parcheggio in località Casano di Ortonuovo, cambio indumenti e riassemblaggio bikes. Foto di rito e partenza in orario. Dopo una breve salita su asfalto, si inizia subito su un erta salita da prima lastricata e subito dopo in single track, decisamente ripida . Il sole scalda già abbondantemente l’atmosfera, così come le battute solite di inizio gita. Ciappe come al solito è da subito in ritardo nonostante la nuova Nomad, per l’occasione montata con una pesantissima 888 a doppia piastra. Usciti dal single track e dopo aver percorso pochi metri su asfalto imbocchiamo la prima sterrata, qui un gruppetto sceglie la salita per il percorso vita, mentre gli altri “prendono fiato” salendo dall’ampia forestale. Il Capitano cerca di fare da spola tra i primi e gli ultimi, in quanto è il solo che conosce per intero l’itinerario di salita. In questo tratto la salita è agevole e si trova il tempo di fare anche due chiacchiere mentre si pedala, oltre al rispondere alle telefonate che arrivano ai cellulari da parte di clienti: oggi, lunedì,  per loro è un giorno lavorativo! Un tratto “bici a spinta” ci preannuncia l’inizio di un altro single track che, con un alternanza di strappi decisi a tratti in falsopiano, si butta infine sulla strada asfaltata dove ci fermiamo a “raggrumarci” ed a consumare un po’ di provviste, visto che la salita è ancora molto molto lunga. Infatti dovremo arrivare ai 1320 mt del Rifugio Carrara e adesso siamo di  poco sopra i 600 mt. Percorriamo un paio di km di strada bitumata prendendo il bivio per Campocecina dove poco dopo imbocchiamo un sentiero in single track che  si presenta piuttosto insidioso a causa dell’ampio strato di foglie e dei numerosissimi rami che spesso si sollevano ed entrano tra i raggi o tra le ruote e la forcella causando anche qualche innocuo scivolone senza nessuna conseguenza. Ciappe ha preferito la salita su asfalto senz’altro più semplice, ma sicuramente meno bella. Il secondo sigle track, che imbocchiamo una volta raggiunto di nuovo l’asfalto sotto un ponte, è migliore dal punto di vista del fondo ed è assai piacevole da percorrere. Fatto questo, ci attende la parte finale della salita che obbligatoriamente è bitumata, di per se stesso non sarebbe niente di particolare se non per la presenza dei camion da cava che transitano sulla stretta strada in maniera piuttosto ardita, almeno dal nostro punto di vista. Infatti sono praticamente gli unici mezzi motorizzati che incontriamo negli ultimi chilometri di salita fino ai 1230 metri del Colle dell’Uccelliera. Dalla terrazza si possono ammirare le geometrie create dall’uomo nel tagliare in maniera netta il bianco marmo dalle cave, lo zig zag delle strade marmifere percorse dai mezzi che trasportano i pesanti blocchi a valle. Sullo sfondo la costa Tirrenica da Viareggio fino al promontorio di Portovenere, passando per la foce del Magra e dal golfo di La Spezia : un panorama unico. Dopo la breve sosta si percorrono le poche centinaia di metri di selciato fino al Rifugio Carrara, dove il simpatico gestore, preventivamente avvertito dal Capitano (abituè del luogo) ci sta già preparando il pasto. Prima però riusciamo a distendere le nostre gambe al caldo sole e godere il panorama mozzafiato in una giornata splendida dal punto di vista meteorologico. Il gestore ci allieta l’attesa con un paio di bottiglie di fresco Prosecco molto gradito da tutti, dopo di che ci avvisa che il pasto è pronto: testaroli al pesto, penne al pomodoro e crostata,   spolveriamo il tutto e ci apprestiamo alla lunga discesa del rientro. Al momento della partenza il gestore ci consiglia di fare una breve diversione per raggiungere il pratone di Campocecina poco sopra il rifugio che ci permette di ammirare le vette delle Alpi Apuane ancora striate di neve. Si riscende sotto al Rifugio Carrara, nel piazzale Acqua Sparta sempre assisti dal gestore che ci ha raggiunto a piedi e si imbocca il sentiero in discesa  detto “il Tunnel”. Bob-y chiude la fila ma non si accorge che Kriminal non è passato, capiremo poi che è riuscito a perdersi in 10 metri di discesa in bosco! Il primo tratto di discesa è costellato di pietre di varie dimensioni e gia si comincia a scendere sul serio e velocemente, forse troppo, infatti in diversi ci “giochiamo il jolly” rischiando rovinose cadute che per fortuna non avvengono. Il sentiero è chiamato appunto “Tunnel” proprio perché  transitiamo sotto un arco roccioso  verso la fine di esso, ed è qui che avviene il primo raggrumamento, dove il Cap. si accorge che manca appunto Kriminal. Mentre si comincia ad organizzare le “operazioni di ricerca”, eccolo che spunta, con grande sollievo per tutti, sebbene il sentiero non abbia grosse deviazioni che avrebbero potuto trarre in inganno. Intanto i discesisti sono già molto avanti, fino al nuovo punto di ritrovo al Passo della Gabellaccia, dove il sentiero 185 attraversa la strada asfaltata e si tuffa nuovamente in single track fino a Castelpoggio, in questo tratto molto tecnico, ci sono numerose spizzicature e conseguenti soste , che da una parte fanno piacere per riposare le mani e gli avambracci sollecitati abbondantemente dalle lunghe discese. Dopo il passaggio dal paese si imbocca l’ultimo sentiero in discesa, anche questo molto tecnico, ma con il fondo più compatto e quindi più “agibile”. Questo è il sentiero del Volpiglione, da alcuni chiamato anche “Barattini” ed è uno dei più bei sentieri in discesa che si possono trovare in Toscana, fattibile con qualsiasi tipo di bici, sempre divertente ed entusiasmante. Le posizioni di partenza sono decise dal Capitano a seconda delle prestazioni dei singoli nelle discese precedenti, nonostante questo, si scatenano bagarre sia in cima che in fondo al gruppo e ne consegue anche qualche ulteriore foratura.  L’ultima è del Giardinaio  che inserisce la camera nel tubeless che purtroppo si rifora a circa due chilometri dalle auto, decidendo così di continuare a piedi, ma Bob-y si prende con la destra la sua Kona e la porta in piazza a Casano dove tutti gli altri stanno già mangiando gelati e bevendo coca cole, allora Woody prende la Moondraker di Serghioi e si fa incontro al Giardinaio che sta scendendo a piedi. Nel frattempo un “simpatico” anziano locale ha agganciato il Capitano e non lo vuole mollare, siamo quasi costretti a lasciarlo li a fare “public relations”. Riusciamo a portarlo via e dopo essersi cambiati di abiti, ripartiamo verso casa, molti hanno nelle gambe la lunga salita e l’interminabile discesa che caratterizzano questo itinerario, senz’altro molto bello.

Resoconto by Bob-y e Cap.

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