“IL ‘BIRILLONE’ SOTTO LA PIOGGIA”

(Biking in the rain)


 Una tranquilla gita sul Montalbano con qualche goccia e qualche foratura di troppo

                              

Sabato 07 Aprile 2001 

Ore 13.30 , il cielo non promette niente di buono, siamo solo in quattro al ritrovo  “sotto casa Marzi”. C’e Stefano, camuffato da Melani con un’inedita montura King Bike, Simone con l’ex divisa sociale, Hubert (Roberto) che nonostante abiti lì, è sempre pronto per ultimo, e naturalmente io, che dopo due uscite con la bici da strada, non vedevo l’ora di rimontare sulla mia amata Scott da mtb. Partenza direzione la Sceriffa” che affrontiamo consapevoli che ci beccheremo qualche goccia d’acqua , proseguiamo per “i Còppi”, dove cominciamo a beccarci qualche goccia d’acqua mentre si inizia la salita per il “ Monte Pietramarina”. Per la serie FF, ( Frasi Famose) ecco la n° 1 : “Sono solo goccioline di pioggia che con il calore del corpo evaporeranno”, ed iniziò il diluvio….e dovendo decidere come proseguire l’itinerario, Hubert  sostiene di dover per forza arrivare al Birillone, FF n°2  “Così vedremo chi è più forte fra noi e la pioggia!”  Ovviamente è stata più forte la pioggia . Così ci avviamo verso il famoso Birillone, altro non è che un’orrenda torre della Telecom irta di parabole ed antenne , che si erge in località gli Spianati, colle che unisce il monte Pietramarina con il Poggio Ciliegio.  Ma è la FF n° 3 che passerà alla storia:” In questo momento vorrei solo non forare!” dice Hubert.  Passiamo per il “punto trigonometrico” e ci avviamo verso la vetta del monte, dove l’ambiente diviene a mano a mano sempre più surreale. La nebbia, la pioggia ed il silenzio danno  al luogo un aspetto che fino ad oggi avevamo visto solamente nei film dell’orrore in bianco e nero degli anni ’30 con Bela Lugosi. Ma una volta arrivato sulla vetta, mi sono sentito gratificato per le  mie fatiche al punto di pensare che forse dovremmo andarci più spesso in mountain bike con il tempo bruttino, ben presto avrei cambiato idea ! Indossati capi d’abbigliamento più consoni alla discesa ed alle condizioni meteorologiche, scegliamo quale strada usare per  scendere a Faltognano. Io propendo per quella più bassa ritenendo l’altra non adatta . FF n°4 : “Prendiamo quella lì, l’altra è motosa ! (fangosa per i non toscani) ”.  Infatti, appena abbiamo imboccato quella che avevo indicato ci siamo ritrovati a scendere immersi in un impasto informe e scivoloso più simile ad un blob e forse più adatto ad uno snowboard che alle ruote delle nostre mtb. Migliorato il terreno, Stefano, che è un discesista nato e già campione toscano uisp di downhill, si lancia in un folle toboga, seguito da Hubert, discesista pazzoide oltre che un po’ più pesante. Io, memore della rovinosa caduta di martedì scorso, rimango un po’ attardato insieme a Simone, non provando minimamente a star dietro ai due ed è qui che è successo il patatrac! Stefano s’intraversa, Hubert che lo segue, per non finirgli contro, fa una manovra che lo porta quasi al ribaltamento. Scampato il pericolo ripartiamo, ma Hubert si accorge che la ruota anteriore è forata.( Ma non era lui che non avrebbe voluto forare? – Vedi Frase Famosa n°3) La manovra che aveva fatto precedentemente per scansare Stefano gli aveva provocato un pizzicotto sulla camera d’aria che ne rendeva necessario il cambio. Contemporaneamente si accorge che anche la posteriore è a terra.  PAZZESCO!!!! Due forature in un colpo solo!  E per giunta per motivi diversi, perché nel copertone posteriore c’era una spina grossa come un ramo! Iniziamo così le operazioni di riparazione. Simone presta una camera d’aria ad Hubert e, dopo essere quasi congelati sotto la pioggia tentiamo di ripartire. Riusciamo a fare solo dieci metri che la ruota anteriore di Hubert è di nuovo a terra. (Aveva di scorta una camera d’aria forata! N.d.R.) Gli do la mia di scorta e procediamo alla nuova sostituzione.  Ancora più congelati di prima, ripartiamo per la discesa ma i guai non sono ancora finiti: Hubert si accorge che la ruota anteriore ha anche il cerchio molto piegato, ma in ogni caso riesce ad andare ugualmente, poiché la sua Cannondale è provvista di freno a disco. Questo ci permette di non doverci fermare nuovamente a fare un’ulteriore riparazione. Arrivati poco sopra Faltognano è in agguato una nuova foratura che tocca a Simone. Abbiamo solo la camera d’aria di Stefano e, sperando che non sia avariata come quella di Hubert, ripariamo la ruota, consapevoli che la prossima foratura non troverà più camere d’aria disponibili. A questo punto ci separiamo: Stefano scende verso Vinci, noi proseguiamo per Vitolini sempre più congelati. Arrivati in paese il freno anteriore di Hubert si è surriscaldato a causa dell'attrito. Decidiamo così di tornare a casa per la strada asfaltata, dove c’è meno bisogno di frenare, e soprattutto c’è meno pericolo di forare. Riusciamo così a raggiungere le nostre abitazioni senza ulteriori intoppi, appena  riscaldati dalla pedalata in pianura e con la pioggia che aveva finalmente smesso di tormentarci! Al momento che scrivo non sono a conoscenza se anche Stefano è riuscito ad arrivare sano e salvo a casa. In ogni caso l’assenza di notizie in merito mi farebbero propendere per il si. ( A meno che stiano ancora cercandolo con i Sanbernardo dalle parti di Mignana) Così si è conclusa una delle gite “Sabatiane del GUMASIO MTB” più movimentata degli ultimi tempi, devo dire anche divertente, perché mi sono già dimenticato di tutto il freddo che ho sofferto, e mi restano solo i bei ricordi di quella gita. E’ questo il bello della Mtb: la natura (e Hubert) ti riserva sempre delle sorprese , così anche se fai un itinerario che hai già percorso scopri che è tutto diverso : il terreno, le piante, il clima, il sole e la nebbia non sono mai uguali, così ogni volta è come se facessi un percorso nuovo. Comunque non scordatevi mai di portare con voi Hubert, qualcosa di strano sicuramente succederà!

 

Renzo (il capitano) Busoni