ATTACCO AL MONTALBANO


Una Battaglia sui Single Tracks

Erano le 9 di sabato 5 Aprile 2003 quando mi sono ritrovato al posto "X" all’appuntamento con i due cargo provenienti da Pisa che, nel frattempo, avevano gia sbarcato le armi per sferrare il già da tanto tempo fissato, "Attacco al Montalbano”. Erano della squadriglia anche i fidi O-mar ed UgoCross che andavano ad aggiungersi alla nutrita schiera di marines pisani. Mi accingevo a capitanare un gruppo che mal conoscevo e le cui caratteristiche erano state da me conosciute solo davanti ad una tavola imbandita o dietro le fredde pagine di un computer. Il Commando pisano era composto da cinque unità:

1) Secco,  chiamato così a causa della sua divisa puzzolente che lasciava “secco” ogni oggetto o nemico che gli stava a meno di due metri!

2)  Fabrizio, alias Mugnax, che aveva il compito dell’approvvigionamento (banane) della truppa sul campo

3)  Gabri, da tutti definito la Volpe per la sua innata capacità di cacciare nei boschi e di ritrovare sempre la via giusta. Non è messo fuori strada neppure dalle onde magnetiche che emettono i “birilloni” della Telecom.

4)   Marius, il quale si presenta in divisa da combattente nera uguale a quella del suo commilitone Gianni, con il quale ha formato una squadra d’attacco alternativa.

5)   Gianni, compagno d’attacco di Marius, che sfoggiava un’arma completamente nuova, aveva il compito di saggiarla sul campo in condizioni di affrettato assemblaggio.

In più i due gia citati O-mar ed UgoCross a cui era affidato il compito di aprire la strada in caso di mio impegno in altre mansioni. Nei giorni precedenti, Il nemico aveva provato a respingere l’assalto scaricando litri di pioggia e sferzando venti polari, ma il commando, forte anche dell’appoggio radar di Bob sul Monte Serra e del sostentamento farmaceutico di Cencio da Livorno, non si è lasciato intimorire ed ha iniziato la battaglia all’ora più o meno prefissata. Al primo attacco vero e proprio l’arma di Gianni emette strani sferragliamenti ed è necessario un pit-stop volante per sopperire ai suoi guai. Nel frattempo Secco è distratto dai richiami civetta del nemico che, con rumori di fagiani, orme di cinghiale ed altre diavolerie, cerca di distrarlo dal suo compito principale, quello di attaccare la montagna! Comunque dovevamo ripartire, avevamo concordato un rendez-vous con due assaltatori provenienti dall’altro versante e non potevamo farli attendere troppo. Era loro il compito di scovarci e, anche se aiutati da impulsi radar che noi inviavamo, sono riusciti nel loro intento proprio prima di sferrare il nostro primo attacco frontale. Quindi si sono aggiunti a noi anche Tomb e Giuliano, adesso eravamo al completo! Il nemico a questo punto ha mostrato i denti ed ha colpito un paio di volte il più vulnerabile Gianni, che comunque è riuscito in entrambi casi a rialzarsi, grazie anche alla scorta di Marius che lo ha difeso nei punti più difficili. Arrivati ad un bivio abbiamo deciso una strategia diversificata. Il gruppo principale per sentiero tecnico, Marius e Gianni per strada bianca, dove erano meno vulnerabili e dove l’avversario veniva preso in controtempo, essendo attaccato su più fronti. Dopo qualche foto di Secco ai guerrieri ed ai territori conquistati, ci siamo riuniti in vista dell’azione sulla vetta del Monte Pietramarina, tanto che la divagazione aveva permesso all’attrezzo di Gianni di essere in parte riparato. L’azione procedeva positivamente e, anche se a singhiozzi, siamo riusciti a conquistare il punto strategico del “birillone”. Purtroppo, dopo che Giuliano e Gianni si erano inviati per la via più breve verso una base d’appoggio provvista di pompa ad aria per ammortizzatori, il resto del gruppo meno uno (la Volpe), riusciva a perdersi, convulso dalle onde magnetiche che il birillone aveva emesso, prima di essere conquistato. A questo punto sono iniziate le attività frenetiche di ricerca dei dispersi, le comunicazioni radio si sprecavano, Marius si è ulteriormente perso nel tentativo di ricongiungersi alla Volpe, mentre la Volpe stessa cercava di attaccare nuovamente la montagna nel tentativo di liberare i suoi compagni che credeva fossero caduti prigionieri. Intanto Tomb veniva colpito alla ruota posteriore ed era costretto a lasciare il campo di battaglia accompagnato dal suo fido commilitone Giuliano. Il resto del gruppo iniziava così il suo attacco discensivo, ma anche qui le onde magnetiche lasciavano il segno, tanto che i guerrieri non riuscivano mai a stare compatti! Abbiamo affrontato la “battaglia dei pietroni” in fila distanziata, di modo che potessimo essere meno vulnerabili e potessimo rendere più fluida la nostra azione, avanzando UgoCross alla testa del plotone. Gianni però viene subito colpito, mentre vengo colpito anch’io nel tentativo di soccorrerlo. Per fortuna le cadute sono senza conseguenze e riusciamo a ripartire. Ma ci dobbiamo subito fermare, perché il nemico aveva messo un bivio in posizione strategica ed Ugo non voleva prendersi responsabilità su quale tattica usare. Tutto poi fila liscio, i pietroni discensivi sono stati battuti, ma mentre ci avviavamo in un tratto tranquillo, vengono abbattuti sia La Volpe che Mugnax, mentre O-mar viene colpito alla ruota posteriore, esattamente come 3 settimane fa, quando abbiamo fatto le prove generali dell’operazione. Ormai la disputa volgeva a nostro favore, anche se il nemico cercava di affogare La Volpe che ha rischiato veramente di annegare in una pozzangherona. A questo punto il compito di Ugo ed O-mar è terminato ed escono dalla battaglia per la via più breve. C’era a questo punto da affrontare l’insidia del viottolo dei fòri, ma anche qui tutto fila liscio, così, mentre cominciavano i festeggiamenti in quel di Moab,  Mugnax scopre che è stato colpito alla ruota posteriore. Le riparazioni sono state lunghette, ma il gruppo non si preoccupava, la giornata era bella e poi c’erano tanti dossi da droppare. Siamo ripartiti veloci e siamo poi passati sotto l’Arco delle Streghe, che per l’occasione è stato ribattezzato Arco del Trionfo! Ritrovato l’asfalto, Secco  ha guidato la parata trionfale fino ai cargo che ci attendevano sulla pista di Sovigliana. Un meritato rancio al Bar Mensa Leonardo  si sono meritati i reduci Secco, Mugnax e La Volpe, compreso me, mentre Gianni e Marius sono stati richiamati urgentemente in patria dai loro marescialli.

E’ stata una bella battaglia e sicuramente, tra non molto, torneremo nuovamente a combattere…………………….

Il Capitano

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