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ALPI APUANE
La
“Terrific delle Terrìficche”
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Lunedì
11 Agosto 2003
Al ritrovo
di Seravezza fissato per le ore 07,50 siamo in cinque: i
“marinesi di Massa” DuccoDis e Giardinaio, i
“viareggini” Capitano ed UgoCross ed il “bibbonese” Donatello,
giunto dal lontano litorale livornese apposta per affrontare questa nuova
avventura. Gia agli albori della mtb, UgoCross desiderava
ardentemente effettuare questa escursione, ma il Capitano,
all’epoca non ancora biker, gli diceva che la salita al Passo Sella
non sarebbe stata possibile se non a piedi. Ma qualcosa è scattato nella
mente organizzativa del Capitano e, deciso per tempo itinerario e
data di effettuazione, ci ritroviamo pronti a partire per questa gita con
l’interrogativo se sarà una gita in bici o piuttosto a piedi. Proprio
pronti, a dire il vero, no. Infatti DuccioDis ed il Giardinaio
vogliono farsi fare un panino, poiché la girata e lunga e la fame può
essere in agguato, ma il
market apre alle 8,15 e quindi decidiamo di incamminarci con le auto verso
Tre Fiumi dove è stata fissata la partenza. Quando lungo la strada
troviamo il bar “il merendero” chiuso per turno infrasettimanale, il Capitano
assicura che durante la gita troveremo modo di rifocillarsi, ma arrivati a
Tre Fiumi e una volta parcheggiate le auto, al bar-ristorante “da
Romana” troviamo chi ci fa tre bei panini al prosciutto che Duccio,
il Giardinaio ed il Capitano mettono nei loro rispettivi
zaini. Foto di rito
e partenza con circa 25 minuti di ritardo
sull’orario stabilito. I primi 3 km sono asfaltati e così abbiamo modo
di chiacchierare del più e del meno e Donatello può notare una
statua della Madonna che incombe altissima sopra di noi nei pressi
dell’ex rifugio Puliti. Al che viene avvertito che quella statua
tra poco tempo la troveremo bassissima sotto di noi. Arrivati ad Arni la
strada diviene sterrata ed il panorama si apre sotto la cima del Monte
Macina, che da qui appare alto e slanciato. Il primo km di marmifera
non presenta pendenze impegnative e da modo al Giardinaio, ma
soprattutto a DuccioDis, di mostrare la loro attuale forma fisica.
I 3 km successivi sono veramente impegnativi , in questo tratto si superano
450 Mt. di dislivello, compreso anche un tratto di 500 mt di falsopiano.
Il Capitano impreca su quei 25 minuti di ritardo sulla partenza che
hanno permesso al sole di fare la sua comparsa e di picchiare duramente. DuccioDis
non ha più quella baldanza che lo contraddistingueva nei tratti
scorrevoli, mentre il Giardinaio e Donatello si dimostrano
buoni arrampicatori. La statua della Madonna che prima vedevamo lassù in
alto, adesso ci appare sotto di noi mano a mano sempre più piccola. Le
soste sono numerose, anche perché non riusciamo a stare in sella a lungo
a causa delle pendenze proibitive . Durante queste soste
il Capitano
interroga il “locale” DuccioDis sui nomi delle montagne, ma lui
non si dimostra molto all’altezza, mentre UgoCross evita gli
errori del passato rispondendo solamente quando è sicurissimo. Tra una
battuta e l’altra, tra una sudata ed una imprecazione, arriviamo
finalmente al sentiero per il Passo Sella che raggiungiamo in pochi
minuti . Il posto è bellissimo, riusciamo a scorgere tutte le cime
settentrionali della catena apuana ad iniziare dal Monte Sella che
incombe sopra di noi, mentre in basso scorgiamo l’invaso semivuoto del Lago
di Vagli
che è la nostra prossima mèta. Approfittiamo della sosta
per bere, mangiare qualche barretta e scattare delle foto. Nonostante che
siamo a 1500 Mt. di altezza, il caldo si fa sentire e quindi decidiamo di
intraprendere la discesa che si rivela divertentissima su un sentiero
lastricato in un bosco di
faggi . E’ il Giardinaio a “menare le danze” seguito da DuccioDis
che però ha un inconveniente: un ramo gli strappa il cavo del freno a
disco anteriore e tutto l’olio si riversa per terra . Fortuna che la
discesa impegnativa è ormai finita e così può proseguire con il solo
freno posteriore . Raggiungiamo a gran velocità Vagli di Sotto
passando per una sterrata che ci permette di evitare il bitume e, trovato
un bar, ci fermiamo per un caffè. Le scorte di acqua sono ormai finite,
pertanto il Capitano chiede informazioni ad una signora su dove
poter trovare una fonte. La signora dice che dovremmo andare per circa 1,5
km di salita verso il paese e li avremmo trovato acqua freschissima.Tutti
rinunciamo ed acquistiamo acqua al bar, ma il Capitano non si da
per vinto e, inforcata la bici, si dirige in direzione della strada da
percorrere, trovando dopo appena 150 Mt. una doppia fonte con tanto di
lavatoio. Ripartiamo costeggiando il lago, che al momento è molto di
sotto al livello abituale, arrivando alla diga dell’Enel. E qui arriva
la solita discussione! Il Capitano sostiene che dovremmo
attraversare la diga e di lì salire per una sterrata fino a Careggine,
mentre DuccioDis non ne vuole sapere e sostiene che nella “Guida
Perna Girolami” si dice che dovremmo raggiungere su bitume il paese
di Poggio in Garfagnana e da lì risalire fino a Careggine
sempre per strada asfaltata. Il Capitano allora apostrofa di “bitumaro”
e di “disobbediente” il recalcitrante Duccio e guida il
gruppo verso la strada sterrata in direzione di Careggine. La
strada si dimostra essere un’altra “terrific”
e viene percorsa
interamente in sella solo dal Giardinaio e dal Capitano,
anche se aiutati da innumerevoli soste lungo i tornanti del tracciato .
Durante una di queste, DuccioDis viene nuovamente interrogato sui
nomi delle montagne circostanti, ma anche stavolta non fa bella figura,
sbagliando il Pisanino per la Pania della Croce!
Arrivati a Careggine, riempiamo nuovamente le svuotate
borracce (e/o sacche idriche) e raggiungiamo la Maestà della Formica
da dove iniziamo la discesa che in un tratto è molto panoramica sul
gruppo delle Panie Arrivati nuovamente a Tre Fiumi
ci
concediamo un meritato ghiacciolo al limone offerto da DuccioDis,
mentre il Capitano si mangia solo adesso il panino che si era fatto
fare nello stesso posto circa 6/7 ore prima! UgoCross
e Duccio decidono allora di scender fino a Seravezza con le
bici, mentre il resto del gruppo carica armi e bagagli sulle auto, stanchi
ma soddisfatti. E’ stata veramente una bella gita in luoghi splendidi.
La bellezza dei luoghi, ma soprattutto la compagnia e la simpatia dei
partecipanti, in primo luogo quella di DuccioDis, ha fatto sì che
le enormi fatiche sostenute passassero in secondo piano.
Descrizione
Itinerario completo
Album
Fotografico
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