Sant’Andrea sui pedali  


 

30 Novembre S.Andrea, patrono di Empoli e quindi festività….ed anche quest’anno ci siamo concessi una bella gita sui pedali. Partenza ore 9.00 dal Centro Commerciale Leonardo a Sovigliana, quello davanti alla COOP, tanto per intendersi. All’appuntamento : Il capitano, GenSan, Bob-y e Uberth ovviamente ultimo ad arriva che si è presentato con la macchina ma al momento dell’inevitabile abbaione, lui si è giustificato con il fatto che si era dovuto portare dietro la famosa pompa di O-Mar  e poiché il buon pedalatore di Capraia era a lavorare, Uberth ha pensato bene di appendere il sacchetto con “tutta la roba di O-mar” al supporto di sostegno di un albero appena piantato sul Viale Togliatti.  Mattina fredda con un pallido si decide di fare lo “00” da Serravalle Pistoiese, GenSan indossa per la prima volta il gilet invernale Gumasiano nuovo di pacca che la sera prima era riuscito ad estorcere al capitano. Direzione S.Donato, Vinci, Lamporecchio, Larciano, Castelmartini, Monsummano, qui sosta per la colazione in piazza presso la pasticceria Romani (voto 8 e mezzo/ 9 ) e siccome la proprietaria ci ha domandato dove eravamo diretti, con aria incuriosita dal fatto che era venerdi , ci siamo premurati di dire che non eravamo ne dipendenti delle poste e nemmeno dell’Inps, ma solamente che ad Empoli era festa. Siamo ripartiti salendo  fino a Serravalle per imboccare il Mitico Sentiero “00”  già da subito si sale su asfalto molto ripido e per l’occasione anche piuttosto scivoloso dall’umidità. Al primo bivio indecisione, ma un provvidenziale giardiniere che ci ha detto : “ di qua strada continuare, di là strada finire”  Da questo abbiamo dedotto che non doveva essere di Pistoia, ma forse di Durazzo o Valona, comunque utile. La salita è impegnativa ed il buon GenSan si è dimostrato in forma, anche perché aveva già dato abbondanti sorsate della sua bevanda preferita , indovinate quale. Finisce l’asfalto e si entra in un bel sentiero con fondo ottimo, anche se un po’ insidioso a causa delle foglie secche di castagno inumidite dalla pioggia dei giorni passati.  Il sentiero prosegue in saliscendi più o meno ripidi, fino a raggiungere lo spartiacque tra la valle di Monsummano e quella di Pistoia. Sul crinale fino a che non si incontra il tracciato del metanodotto e subito dopo la strada inizia scendere asfaltata e sulla quale abbiamo proceduto facendo estrema attenzione per vedere il tracciato originale dello “00” che abbiamo incontrato sulla sinistra  poco dopo. Questo segue a mezza costa fino a che non si ritrova un segnale biancorosso a destra in ripida discesa su uno stradello molto insidioso perché ripido con molte foglie umide ed un bel solco al centro. Ma sono solamente poche decine di metri, dopodichè in corrispondenza di uno spiazzo si scende a destra su un ampio sentiero chiuso da catene fino a giungere ad un agriturismo da questo a destra fino a raggiungere la strada asfaltata che collega Cantagrillo a Montevettolini e qui  GenSan  ha chiesto quando c’era un’altra sosta merenda. A questo proposito si è parlato spesso di dove effettuare la cena di Venerdi 7 Dicembre, pensando a tutti i posti triviali delle nostre parti, senza però decidere il lougo adatto. Si continua seguendo l’asfalto a sinistra per poche centinaia di metri e , dopo una curva a sinistra, abbiamo ritrovato lo “00”, cosa non facile perché ma non è affatto segnato, per fortuna il Capitano lo aveva fatto poco tempo prima con O-Mar. Si risale piuttosto ripidamente con alcuni tratti a spinta, dovuti si alla ripidità, ma anche dalle immancabili foglie umide di castagno, che da queste parti sono grosse come fogli di giornale. Si arriva fino alla località Casa al vento sulla strada asfaltata che collega Cècina a Cantagrillo. Noi abbiamo seguito il sentiero su sterrato parallelo, proseguendo a tratti anche sull’asfalto della strada che porta a S.Baronto. In questo tratto abbiamo incontrato due persone che facevano trekking, probabilmente anche loro seguivano lo “00”. Giunti in prossimità del campo sportivo di S.Baronto si imbocca a destra la sterrata che raggiunge la suddetta località. Ed è stato qui che Corrado GenSan ha chiesto con insistenza di mangiare, magari una bella pastasciutta nell’albergo della zia di Uberth. Ma il ristorante era chiuso e così, dopo aver salutato Bob-y ed Uberth che tornavano a valle, Renzo e Corrado si mettevano a girare mezzo paese per trovare qualcuno che li potesse far pranzare. Così dopo un paio di tentativi andati a vuoto, il Ristorante Il Cacciatore  veniva trovato aperto. Corrado non stava più nella pelle dalla gioia! Spaghetti al ragù, vino e caffè è stato il menù, che non è stato più cospicuo per merito, o per colpa del Capitano che, anche lui a malincuore, è riuscito a frenare le velleità pantagrueliche di Corrado Gensan. La strada da fare era ancora tanta! Mangiare quegli spaghetti è stato uno spettacolo, facevano tornare a mente tutte le soste gastronomiche che abbiamo fatto nelle nostre escursioni, dalle uova con speck delle Dolomiti, alla pasta dello Scaffaiolo. Da San Baronto un bel sentiero in single-track ci ha riportato in quota, la giornata era ancora splendida, ed il cibo ci aveva dato una nuova carica, specialmente per percorrere i pochi tratti “bici in spalla” che il percorso ci proponeva. Ancora una bella discesa ed abbiamo raggiunto la pista da cross delle Croci di S.Amato. Siamo qui arrivati in un luogo che finalmente GenSan conosceva ed ha quindi chiesto di fare l’ultima sosta prima dell’ultimo strappo della Cupola (mt 633 slm), il punto più alto del Montalbano. Il problema era che non c’era niente da mangiare, ed il povero Corrado si è dovuto accontentare di qualche sorsata del suo magico fluido della GenSan. Il resto del percorso fino agli Spianati non ha portato eventi degni di particolare nota, se non la grande fatica dovuta al fatto che erano le 15,30, e noi eravamo in bici dalle 9

della mattina. Dagli Spianati abbiamo proseguito per il Masso del Diavolo, perché l’imperativo era quello di fare lo “00” integrale e noi lo abbiamo fatto, scendendo per sentiero tecnico fino alla sbarra di San Giusto. A questo punto abbiamo fatto una divagazione rispetto al sentiero principale, poiché Corrado abita a Castra, per cui abbiamo raggiunto questo paese attraverso le stradine che partono da sotto il Camping PietraMarina. Così c’è stata la separazione tra i due e mentre Corrado entrava in casa svuotando tutto il contenuto del frigorifero, Renzo continuava la discesa per Montereggi, Limite ed infine Empoli.

Nell’attraversare il ponte sull’Arno si sono incrociati Renzo ed Uberth in macchina che stava tornando al luogo di lavoro. A detta di quest’ultimo Il Capitano aveva la faccia veramente sconvolta. C’è da immaginarselo, con la sua Scott aveva lasciato il box alle 8,45 ed alle 16,15 stava ancora pedalando per tornarvici. Il computerino segnava 5,30 ore di pedalata effettiva, e quasi 80 km di percorrenza. E’ una gita massacrante dal punto di vista fisico, specialmente se percorsa per intero sugli sterrati, (laddove naturalmente è possibile) ma irripetibile per la bellezza e la varietà dei percorsi effettuati. Se poi ci mettiamo le paste di Monsummano e la pastasciutta di San Baronto, diventa una gita obbligatoria per ogni biker che si rispetta!