CALA
VIOLINA E BANDITE DI SCARLINO
Una
bella escursione con “ brutta sorpresa ” finale
Lunedì 19 Gennaio 2004
Il sabato
precedente, all’ora delle nostre consuete partenze, si scatena un forte
temporale con grandine, vento e fulmini lasciandoci a piedi; pochissimi
coraggiosi si presentano alla partenza, ma rinunciano anche per il freddo.
La domenica il tempo è ancora variabile. Speriamo bene per la gita di
domani. Improvvisamente nel pomeriggio, alle 17,
una gradita sorpresa: l’Arcobaleno, un enorme arco multicolore
congiunge i luoghi delle nostre consuete uscite del sabato sera:
Montalbano e Botinaccio. Questo fenomeno atmosferico
preannuncia sempre bel tempo ed infatti la gita sarà allietata per tutta
la seconda parte, quella più interessante per i mountainbikers, da un bel
sole caldo. Questa premessa è per ricordare i numerosi bagni fatti nelle
nostre uscite fuori porta. Ed ora passiamo al resoconto dell’escursione,
densa di avvenimenti lieti ed anche uno molto spiacevole. Si parte di
lunedì per dare la possibilità ai ciclisti commercianti di essere tutti
presenti. Ritrovo di partenza a
Sovigliana (Vinci) al Bar Leonardo alle 6,30 per una
ricca colazione. Ci si conta e la prima sorpresa è nel numero dei
partecipanti: 20, record per il Gumasio!
Abbiamo anche tre new entry: sono i “bitumari” Scarselli ed Ivanoe,
oltre al redivivo BruceTenga. Alle 7 puntuali, con evidente
soddisfazione del Capitano, si parte per la lunga trasferta. E’
piuttosto freschino e spira un discreto vento di tramontana, viaggio
tranquillo. Arriviamo a Pian d’Alma, a pochi km da Follonica,
in perfetto orario. Qui ci raggiunge la nostra guida-biker senese, il Sembola,
che conosce alla perfezione il percorso e ci sarà di grande aiuto,
evitandoci di consultare le cartine. Sbrigati i preparativi, alle 9,05
inizia la pedalata, il Banda svergina una SantaCruz "Blur"
nuova di
pacca, mentre O-mar ha gia da tempo iniziato le riprese con la
videocamera e grazie a lui potremmo rivivere nuovamente in futuro la
nostra gita. Come già detto, ora siamo 21. Il cielo è coperto, tira
vento, ma non ci preoccupa minimamente.
La prima parte del percorso è su
strade bianche ed un po’ bitumare, mentre la seconda, quasi tutta single
track in pieno bosco, con scorci bellissimi sul mare sottostante, è molto
più interessante e spettacolare. La strada sale leggermente ma ben presto
si fa dura, entra in azione il rampichino . Dopo km 11, alle 10,12 prima
sosta di raggrumamento in località Sughericcio. Si segue il
segnale 54 per arrivare alle 10,40, dopo km 14,300 al luogo Buca della
neve, che è il punto più alto del percorso, la media supera di poco i
km 11. Inizia la prima discesa impegnativa
ed arriva anche la prima
foratura che è del Cecconi, nonostante la sua decantata camera
d’aria verde
; sono le 10,50. Si prosegue per Monte Muro, il
paesaggio è tuttora boscoso, con presenza di numerose querce da sughero.
Qui arriviamo alle 11,02 dopo km 16,50. Dopo ancora otto minuti,
all’incrocio dei sentieri 20 e 23, ci fermiamo, dopo una ripida discesa,
per il “raggrumamento” (filosofia dei Bikers Gumasiani:
aspettare sempre e spesso anche gli ultimi per poi ripartire
insieme) in un punto panoramico con veduta dell’Isola d’Elba.
Seconda
foratura a FullContact. Si affaccia il sole, il tempo si mette
decisamente al bello. Sono stati percorsi
circa 19 km. Dopo altri 15 minuti, alle 11,25,
fatte poche centinaia di metri, arriviamo ad un Convento diroccato
del XV secolo. Da turisti visitiamo i ruderi di un passato che immaginiamo
ricco di spiritualità.
Inizia la lunga, ripida e ghiaiosa discesa dalla
quale, facendo molta attenzione, si può ammirare la città di Follonica
ed il suo magnifico golfo. In pochi km arriviamo in piano sull’asfalto, sono le 11,45 ed i km percorsi raggiungono quota 23. Si attraversa la
statale in località Puntone
e ci si avvia verso la seconda parte
del percorso accompagnati da un bel sole e da una temperatura più mite.
Iniziamo a costeggiare il mare, lo spettacolo e l’atmosfera sono
stupendi. Alle 12,05 ci fermiano in un punto panoramico ad ammirare lo
spettacolo di fronte: mare, Isola d’Elba, Isola di Montecristo.
Si ripara un raggio rotto, poi ripartenza per Cala Violina dove
arriviamo alle 12.30 con km 31,50. Per l’emozione, Ivanoe e Mirko
si esibiscono in innocue cadute! Qui veramente è il culmine dello
spettacolo, una stretta e lunga distesa sabbiosa, piena di alghe
accumulate dal mare e davanti un mare piatto e le Isole. Sembra di essere
fuori dal mondo, le uniche orme sulla spiaggia sono quelle dei gabbiani e
delle nostre ruote grasse!
Ci si rilassa con una lunga sosta, riscaldati dal sole . Qualcuno
pedala sul bagnasciuga,
ed è un’esperienza unica, anche se
l’inesperienza fa fare in alcuni casi spettacolari cadute. Si riparte
controvoglia e siamo subito in salita su sentiero da prima largo e poi in
single track pieno di
radici sporgenti e pericolose, Ivanoe cade e si porta con sé Mirko
che lo sta seguendo a ruota (sempre i soliti!), mentre un passaggio molto
tecnico viene superato in sella solo da Ubert e dallo stesso
sorprendente Mirko Alligator (oggi è protagonista!). Nuovo
raggrumamento alle 13,12 dopo circa 33 km. Inizia l’anello in single
track, un viottolino nel bosco cosparso spesso di radici con brevissime
discese ed altrettante salite che quasi fanno venire il mal di mare. Il
sentiero è molto bello e sembra non finire mai, stiamo aggirando il Poggio
Sentinella.
O'mar intanto
continua nel suo vai e vieni per le riprese, costretto poi ad inseguire il
gruppo dopo averlo filmato in un passaggio. Dopo una
"piantata" con innocua caduta
del Giardinaio, alle 14 dopo km 39,50 finisce il primo tratto dei
sentieri 1,2 e 3. La media è di poco salita a 12,4. Ancora percorso
accidentato nel bosco, adesso c’è da percorrere a ritroso il tratto a
ridosso dei parcheggi del Podere Laschetti.
Percorriamo un sentiero
parallelo rispetto a quello percorso all’andata, con un paio di cadute
veramente spettacolari di UgoCross e del Sembola (deh'una
sembola che botta!), poi finalmente alle 14,45 dopo 46 km termina il
giro. Ma ahimè, al parcheggio c’è una bruttissima sorpresa: dei
vandali hanno disintegrato i finestrini di tre macchine e scardinata
un’altra portiera, rubando quel poco ch’era custodito all’interno. ##
Di colpo cessa il buonumore ed un forte sentimento di rabbia pervade tutti
noi. Eppure il posto è adiacente ad un ristorante e confinante con una
strada ad intenso traffico. Ben presto la rabbia sbollisce e il tema
pranzo ritorna ad affacciarsi. Prima però occorre trovare il nylon per
tappare i finestrini, per cui sosta a Follonica, per di poi entrare
almeno in una pizzeria, ma qui purtroppo ci si sperde ed allora
si pensa ad un autogrill. Sulla superstrada però, il Dr.Ekx
avvia un intreccio di telefonate che ci
conduce ad una trattoria a Bolgheri:(l’enoteca sulla
destra appena passato la porta di accesso all'antico borgo).
Gli animi finalmente si distendono e i
bikers affamati si abbuffano sui ricchi piatti di antipasti, affettati,
formaggi e dolci annaffiati da ottimi vini. La spesa non è eccessiva. Sono
le 18, si riparte per l’ultimo raggrumamento odierno al Bar Leonardo,
verso le ore 20. Durante il percorso sono state scattate numerose foto,
alcune qui presenti. Inoltre l’ottimo regista Omar ci ha
trasformati tutti in attori filmando le nostre imprese nei posti più
spettacolari.
Saluti a tutti i partecipanti e a quanti pazientemente ci
leggeranno.
Altri partecipanti (non precedentemente citati) in ordine
sparso:
DuccioDis:
oggi stranamente obbediente; Dante: il narratore; Bob-y: Il
cassiere/pagatore; Tòmacche: il camperista; I’Pagliai:
silenzioso; C’aV:gli scappava la pipì; MarioCross: con la
bike del Capitano;
Resoconto a cura di Dante, foto di Bob-y, Giardinaio,
Banda, I'Pagliai e Dante
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