DOLOMITI 

Il Sella Ronda (in senso orario)

Partiamo dalla località Plan (mt. 1568), appena fuori Selva Val Gardena e ci incamminiamo lungo la statale 242 per i passi Sella e Gardena. Al primo tornante a dx parte sulla sx il sentiero CAI 654 (indicazioni Linacia).  A questo punto si deve decidere se si vuole spingere la bici per circa 20 minuti (pochi riusciranno a rimanere in sella) o se si vuole continuare sulla strada asfaltata, trafficata dalle auto dei turisti. Noi siamo per i 20 minuti. Subito dopo aver imboccato la stradina sulla sx ci dobbiamo tenere a dx in decisa salita e proseguiamo sempre in forte pendenza superando poi un tratto piastrellato ed un crocifisso (tenere la dx) fino a raggiungere una traccia erbosa. Questa giunge a una bella malga con vista sul Sasso Lungo e sul Gruppo di Sella (loc. Plans de Frea). Passata la malga si prosegue a dritto su traccia che, evitando un bivio a dx, diventa erbosa ed arriva alla strada asfaltata poco sotto il Passo Gardena, qui continuiamo su questa fino al passo stesso (km. 4,7; mt 2121). Superato il Passo Gardena scendiamo fino al primo tornante a dx e prendiamo, prima di arrivarci, la stradina bitumata sulla sx e si prosegue su questa breve salita finché non ci si immette in un sentiero che va in direzione del Rifugio Forcelles. Questo si rivela uno stupendo single track panoramico con qualche tratto da fare a piedi, ma ne vale decisamente la pena, sia per il divertimento nell’affrontarlo, sia per la vista che offre sul versante settentrionale del Sella. Successivamente la traccia si allarga e sale con un breve strappo al Rifugio Forcelles dove inizia la ripidissima discesa sterrata fino a Colfosco lungo la pista da sci dell’Edelweiss. Qui attraversiamo la statale e dobbiamo continuare il percorso dall'altra parte della vallata sulla sterrata che prosegue in discesa verso Corvara (str. Sotlijia; km 12,0 ca). Arrivati a Corvara nei pressi dell’Hotel Arkadia (km15,0; mt. 1540), proseguire a dx fino ad immettersi brevemente sulla statale per il Passo Campolongo e, presso la chiesa vecchia, girare a sx in direzione Arlara per una salita ripidissima in asfalto. Arrivati alla sommità (Hotel Arlara; km. 15,9; mt. 1673) proseguiamo su sterrata a sx per Pre Ciablun/Col Alt e individuiamo al km 11,5 il sentiero n. 24 (indicazioni Pralongià/Capanna Nera), che prendiamo a dx in corrispondenza di una secca curva a sx. Questo sbuca su una sterrata che prendiamo a sx in salita, subito dopo  lasciamo sulla sx il rifugio Capanna Nera prendendo il bivio a dx e proseguiamo lungo la stradina (segnato 24) che sale senza eccessive pendenze in mezzo al bosco fino ad arrivare al Passo Incisa (km 21,5; mt. 1925). Poco prima del rifugio, giriamo a dx sul sentiero n. 3 che prosegue in dolce saliscendi in mezzo al bosco; questo tratto presenta il cartello di divieto alla circolazione in Mtb, perciò fare attenzione. Ad una panchina ignoriamo il sentiero a dx che scende verso Corvara (km 23,6) e poi al successivo bivio teniamo la dx, mentre se invece proseguiamo diritti arriveremo al Rifugio Cherz. Proseguendo per sentiero in discesa arriviamo nei pressi del Passo Campolongo (km. 25,0; mt. 1875). Seguiamo la strada asfaltata per 300 metri e presso il segnale stradale del passo si prende la ripida strada forestale sulla dx (segnato 636) per il "Bec de Roces". È corta, però estremamente dura. La strada arriva al Rifugio Bec de Roces (mt. 2160) e continua scendendo sulla ripida pista da sci che porta al Rifugio Plan Boè. Da qui si prosegue per la forestale (segnato CAI 637) che arriva direttamente ad Arabba (mt. 1601). Dalla chiesa si va ad attraversare il torrente Cardevole per imboccare, nei pressi delle stazioni funiviarie, la strada forestale che si stacca a dx. Questa rimane sul versante destro orografico della valle e segue fedelmente, con andamento lineare, l’ampia e facile pista di sci che scende dal Passo Pordoi. Il fondo, discretamente buono e parzialmente inerbato, consente una pedalata morbida in vista delle successive dure asperità. Arriviamo sulla SS 48 delle Dolomiti nei pressi di un impianto di risalita (loc. Pont de Vaduz; km 33,2; mt. 1850) e continuiamo in salita su questa per 1,3 km fino ad imboccare a sx la sterrata per Porta Vescovo nei pressi di un largo spiazzo sulla dx e di una scultura di San Giuseppe con l’asinello (segnato CAI 680; mt. 1980; n.b. qui è possibile giungere anche per traccia sterrata non molto agevole che sbuca 100 mt a monte dello spiazzo). La strada sale tagliando il fianco nord della montagna sotto il Sasso Cappello, la pendenza è accettabile, mentre il fondo in alcuni momenti si fa scorbutico in quanto sassi sparsi e ghiaia rendono problematica l’aderenza. A quota mt. 2330, dopo un tratto ripido, un altro pianeggiante e, dopo esser transitati sotto una seggiovia, giungiamo ad una biforcazione: Porta Vescovo è situata 150 metri sopra di noi ad uno stretto intaglio fra le rocce e la stazione a monte della funivia. L’ultimo tratto è micidiale. Superiamo il dislivello in solo 800 metri di tratturo, ma la pendenza media del 18,5% e punte ben oltre il 20%, oltre al fondo sconnesso, rendono assai difficile la permanenza in sella. Arrivati a Porta Vescovo (km 38,9; mt. 2478), l’imponente Marmolada appare maestosa davanti a noi come un giusto premio alle dure fatiche della lunga salita. Dalla sella scendiamo sul versante opposto dove imbocchiamo l’evidente sentiero Viel dal Pan (Bindelweg) con un ampio giro a sx e successivamente a dx in direzione Ovest (segnato CAI 601). Il sentiero è stretto ed in certi tratti esposto, oltre al fatto che inizialmente occorre superare un tratto franato. Con un ultimo strappo arriviamo al Rifugio Viel dal Pan (km. 37,7; mt. 2432; possibilità di pernottamento e di ristoro). Il panorama sul ghiacciaio della Marmolada e sui Vernel ci accompagna piacevolmente per tutto questo tratto. Dal rifugio in poi il sentiero si allarga e in breve raggiungiamo il Belvedere del Pordoi al Col de Cuch ed il Rifugio Fredarola (mt. 2388). Da qui raggiungiamo in picchiata, su sentiero leggermente tecnico (segnato 601), il Passo Pordoi facendo attenzione ai numerosi pedoni che percorrono questo sentiero (mt. 2239; n.b. il Passo è raggiungibile in assai minor tempo continuando dritti su asfalto dal precedente spiazzo a quota 1980 evitando la salita a Porta Vescovo ed il successivo sentiero Viel dal Pan). Dal parcheggio posto più in basso, di fronte alla funivia per il Sass Pordoi, si stacca il sentiero CAI 627 che fiancheggia la strada asfaltata per il passo. Arriviamo agli alberghi Pordoi e Gonzaga (mt. 2117), dietro quest’ultimo parte un sentieretto che porta a raggiungere la sterrata sottostante. Possiamo proseguire su questa e poi su sentiero fino alla località Pecol e poi giù per asfalto, oppure fare molta attenzione ad individuare, prima di passare sotto un impianto di seggiovia, l’inizio della Pista da Sci, subito sulla dx in corrispondenza di un casottino. La traccia si rivela essere un vero trail ammazza freni perchè scende dritta sul percorso sciistico ed invita a tenere alte velocità. Giungiamo infine al laghetto di fronte al ristorante Lupo Bianco (km. 46,0; mt. 1715), attraversiamo la statale ed il torrente, passiamo vicini alla stazione a valle dell’ovovia e, di fronte ad un edificio bianco che fa da ristorante, iniziamo la ripidissima salita in direzione del Passo Sella. Usciti dal bosco prendiamo a sx sempre seguendo il segnavia 655 e le indicazioni per il Rifugio Valentini.  Quest’ultimo tratto si svolge in ambiente aperto e bellissimo, con il Piz Ciavazes ed il Gruppo del Sassolungo che ci dominano dall’alto. Arrivati al Rif. Valentini (km. 50,7; mt. 2213) iniziamo a scendere brevemente verso il Rifugio Passo Sella (mt. 2190). Dietro di questo dobbiamo individuare l’inizio del sentiero 657 il quale è un po’ difficile da trovare, ma basta seguire la pista da sci e si arriva sulla strada forestale che ricorda più una pietraia che una strada vera e propria. Seguendo più o meno fedelmente il tracciato sciistico, arriviamo al parcheggio di Plan de Gralba (km. 56,0; mt. 1789), passiamo sotto i cavi della funivia e seguiamo nuovamente la pista da sci per poi arrivare al punto di partenza con un’ultima picchiata (km. 58,0; mt. 1589).