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SCILIAR RUNDE
Due giorni intorno alla montagna simbolo dell’Alto Adige
1° giorno
Partiamo da Campitello di Fassa dal parcheggio della funivia del Col
Rodella (mt.1410), arriviamo alla Piazza
Centrale, continuiamo a dx per Via
Rodella, via SS. Filippo e Giacomo
e via Col, raggiungendo per
asfalto la suggestiva frazione di Pian
(km. 1,9; mt.1540) . Di qui si prosegue per comoda sterrata in
falsopiano, fino ad immettersi sulla forestale 532
che sale, molto più ripida direttamente da Campitello.
Evitando ogni diramazione laterale, si procede faticosamente fino a
raggiungere il Rifugio Micheluzzi (km.4,5;
mt 1840). Subito dopo, mantenendo la principale, il percorso si fa
completamente pianeggiante e costeggia il Rio
Duron e tutta una serie di caratteristiche baite in legno, inclusa la
simpatica Baita Lino Brach.
Superata l'ultima di tali baite
, di fronte all'imponente parete dolomitica
del Molignon, lo sterrato prende a salire prima dolcemente, poi in
maniera più marcata e su fondo più sconnesso
, mantenendosi pedalabile
almeno per i più allenati
. Superata la Malga
Docoldaura (km.9,3; mt.2046) si prosegue con tratti molto ripidi fino
a raggiungere il Passo Duron, a
quota 2204
. Prendiamo il sentiero a sx che si immette successivamente
sulla carrareccia proveniente dall’Albergo
Dialer (segnato 4) e con
bel percorso, chiusi tra le rupi dei Molignón
a sx e gli acuminati Denti di
Terrarossa a dx
, si raggiunge con una lunga rampa micidiale il Passo dell'Alpe di Tires ed il
Rif. Alpe di Tires, (km.12,2; mt. 2440) . Da qui proseguiamo dalla
parte opposta in discesa
seguendo il segnato 4
,
dopodiché dobbiamo affrontare un tratto “bici in spalla” per circa 30
minuti
per superare la fascia rocciosa che ci conduce sull’Altipiano dello Sciliar nel punto più alto della nostra escursione
(km.15,0; mt.2551) . Da qui proseguiamo in divertente e panoramica discesa
fino ad incrociare il “sentiero dei turisti”, segnato 1, che proviene dall’Alpe
di Siusi, lo prendiamo a sx e con un’ultima impennata
arriviamo al Rifugio Bolzano
(km.18,65; mt.2457) . Da qui si gode di una splendida vista, oltre che
sulle montagne circostanti,anche verso l'Adamello ed il gruppo dell'Ortler,
nonché sui ghiacciai delle Alpi
dell'Oetztal e dello Stubai.
Dopo essersi riposati, con il sentiero numero 1 si scende verso sud, inizialmente per prati
, poi per
bosco
,
superando qualche tratto tecnico
, arriviamo successivamente ad una radura
che ci porta alla Malga Seggiola
(mt 1940; ristoro). Proseguiamo attraversando i ripidi pendii rocciosi
(tratti tecnici), fino a quando il susseguente ponte di legno ci fa
varcare lo scrosciante fiume montano nella profonda gola rocciosa
,
immettendoci nel cosiddetto Prügelweg,
un sentiero che è stato costruito con palanche di legno per portare più
agiatamente le vacche sugli alpeggi in estate
. E’ questo un sentiero
fantastico, molto particolare ed impegnativo, dove le passerelle in legno
si alternano a tratti lastricati e gradinati (FARE MOLTA ATTENZIONE IN
CASO DI PIOGGIA) . Un ponticello ci annuncia la fine del tratto nella gola
e proseguiamo con tratti molto ripidi fino al km.23,00. dove ad un bivio
possiamo scegliere di tenere il sentiero 1
a dx in salita, che inizialmente è impedalabile
, oppure calare giù a sx
sul segnato 3 e fare attenzione
ad imboccare la sterrata poco dopo a dx. Al km.24,0 le strade si
ricongiungono e noi proseguiamo in discesa in mezzo ai boschi di larici e
mantenendo sempre la principale (segnato 1),
superando una teleferica ed un guado
, arriviamo sui prati della Tuff Alm (km26,3; mt.1274
) dalla quale possiamo scendere a valle sia
attraverso il tecnico sentiero n°1,
oppure tramite la forestale di servizio alla Malga Tuff, che si ricongiungono dopo un km circa, arrivando in
breve ai Laghetti di Fié (km.28,0;
mt.1036). Facciamo un giro completo del lago inferiore (Volser-Weinher) e, dalla
parte opposta rispetto all’Hotel
Waldsee, imbocchiamo in
divertente discesa
il sentiero 2
per Siusi fino a Runk (VigilerHof;
km.30,2; mt 900 ca.), dove questo comincia a risalire fino ad attraversare
il Rio Bianco, arrivando subito dopo all'Hotel Salegg dove prendiamo la strada a sx, arrivando in breve al
parcheggio della cabinovia per l’Alpe
di Siusi (km.33,0; mt.968) ed
infine, al paese di Siusi.
2°giorno
Da Siusi dobbiamo raggiungere l’Alpe
di Siusi. Noi consigliamo di farlo per la comoda cabinovia, oppure si
può optare per l’asfalto che in circa 7 km porta a Compatsch (mt.1.844), stazione a monte della cabinovia. Da qui
imbocchiamo il sentiero 3 (indicazioni
Saltria) all’altezza del
cartello marrone che indica la fine di Compatsch,
girando a sx per prati
. Il sentiero si mantiene più o meno parallelo
all’asfalto che attraversa successivamente (km.1,3) andando in direzione
dell’Hotel Steger-Dellai,
prosegue dritto tralasciando la sterrata che porta alla Malga
Gostner ed al km.2,10 dobbiamo tenere la sx ed iniziamo la discesa
mantenendo il segnato 3. Dopo
un po’ ci immettiamo sull’asfalto per 10 mt
e riprendiamo subito a dx
il sentiero 3 che con
fantastica discesa
ci porta a Saltria
con un ultimo tratto asfaltato (km.5,20; mt.1675). Da Saltria
dobbiamo raggiungere il Rif.Zallinger.
Lo possiamo fare in diversi modi, noi vi consigliamo quello più carino
dal punto di vista panoramico e dal punto di vista del tipo di terreno
attraversato, anche se non il più breve. Dal piazzale di Saltria
prendiamo a sx in discesa l’asfalto per la JenderTal
(segnato 18/30a), superiamo un
ponte e la strada diviene sterrata
cominciando a risalire fino al km 7,15
dove dobbiamo continuare a dx la salita (direzione Monte
Pana/30a) fino a superare al km 9,0 un cancello in legno, proseguendo
dritto in direzione Zallinger.
Dopo un altro cancello ci immettiamo a dx nella forestale in direzione
nuovamente di Saltria (segnato 3), che non raggiungiamo, perché al km.10,9 (mt 1818), in
corrispondenza dello scollinamento, prendiamo a sx il sentiero 7
in salita in direzione Zallinger
(fino
qui anche direttamente da Saltria
– segnato 3). La salita è
ora dominata dal gruppo del Sassolungo
ed il sentiero ci porta
attraverso i pascoli montani
ad una piccola valle piena di boschi (Bosch dai Bues), poi di nuovo su pascoli arriviamo ad una selletta
proprio sopra il Rifugio Zallinger
[(km.14,2; mt 2061) fino qui anche direttamente da Saltria – segnato 9],
dove giriamo a sx per affrontare una ripidissima “terrific”
(segnato 9
) che in breve
ci conduce al Giogo di Fassa
e
di lì al Rif.Sassopiatto (mt
2300; km.16,00), raggiungendo il punto più alto della seconda giornata.
Dal rifugio scendiamo immediatamente in direzione della Malga Sassopiatto
, passiamo davanti alle stalle e scendiamo in
direzione della Val Duron
(segnato 533) . Il sentiero è
abbastanza ripido, ma mai troppo impegnativo , anche se non
banale . Alla
fine della discesa andiamo a dx
e subito dopo a sx raggiungendo in breve
il Rif.
Micheluzzi (km 19,5 ca; mt 1840). Per tornare a Campitello possiamo ripercorrere la strada fatta il giorno
precedente oppure, 200 mt dopo il rifugio, consigliamo di riattraversare
il rio e di prendere a sinistra un bel sentiero attrezzato con tavoli e
panchine che dapprima in salita, comincia poi a scendere molto più
tecnico e ripido per immettersi sulla strada della Val
Duron (segnato 532
) in
località Pozates nei pressi
della Baita Fraines, a circa
metà strada fra il Rifugio
Micheluzzi e Campitello.
Proseguendo per questa si raggiunge in breve il paese ed il parcheggio
dalla quale siamo partiti (km 24,0 ca; mt 1410)
n.b.
Il giro può essere fatto anche in un solo giorno partendo ed arrivando a Siusi,
evitando quindi tutto il tratto della Val
Duron. Nei pressi della stazione a monte della cabinovia, in località
Compatsch, imbocchiamo la sterrata (segnato 7) che, passando per l’Hotel
Punta d’Oro, il Rif.Molignon
e l’Albergo Dialer, conduce
al Passo Duron. Dal Passo ci si
ricongiunge all’itinerario descritto fino a Siusi.
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