PRATOMAGNO

 

Da Vallombrosa: la Croce ed il Crinale

Partiamo dall’Abbazia di Vallombrosa (mt.958) dirigendosi verso Saltino e Reggello lungo la strada asfaltata che abbandoniamo dopo 800 mt. imboccando a sx una sterrata (segnato 12 CAI). La strada procede tra abeti centenari, lascia una deviazione sulla dx, oltrepassa una sbarra verde, e prosegue dritto in salita costante, ma non aspra. Al km.3,5 si oltrepassa l’imbocco del sentiero 10 CAI che scende a sx ed arriviamo dopo altri 900 mt alla sbarra che chiude la sterrata. La superiamo ed arriviamo nei pressi del caseggiato in località Macinaia (mt.1314; km.5,1 - fonte), dove giriamo a dx su sterrata (indicazioni Azienda Demaniale S.Antonio). Manteniamo come riferimento sempre il segnato 14 CAI, oltrepassiamo subito un’altra sbarra e, al primo tornante a dx dopo 200 metri, lasciamo la sterrata per immergersi a sx nel bosco in un single track. Dopo un primo tratto pianeggiante che corre in mezzo ad una bella faggeta, si pedala per un tratto esposto e molto panoramico dal fondo lastricato di roccia (tratti bici in spalla). Raggiungiamo un altro caseggiato dopo un bel punto panoramico (mt.1350; km.6,5 - fonte) ed imbocchiamo la strada forestale a mezza costa fino ad una sbarra, superata la quale si arriva a Croce al Cardeto (mt.1348; km.8,0), sfociando in una larga sterrata parallela al crinale, che prendiamo a dx in leggera salita fino ad arrivare poco sotto al Varco di Reggello (mt.1357; km.9,7).  Proseguiamo in discesa su questa strada, lasciamo a sx il bivio per Bagni di Cetica (mt.1200; km.12,4), ed iniziamo la salita per il Varco di Castelfranco, riconoscibile per la galleria che porta sul versante del Valdarno (mt.1450; km17,0). Senza attraversare il tunnel proseguiamo sulla sterrata fino al bivio nei pressi dello Chalet da Giocondo (km.18,5), dove incrociamo la strada proveniente da Poppi, che prendiamo a dx in leggera salita. Continuiamo sulla sterrata per 1 km circa fino al suo termine dove troviamo un'area attrezzata ed una fonte. Attraversiamo una sbarra e da qui ci sono due possibilità per raggiungere la Croce. La prima è seguire la ripida sterrata di servizio dei ripetitori del Monte Pianellaccio, ben visibile a dritto; altrimenti seguiamo il segnato 42 CAI che parte subito a sx, conduce in un boschetto e, dopo aver attraversato un cancello sale ripido a dx, esce dal bosco, e su praterie d’alta quota raggiunge a vista la Croce di Pratomagno (mt.1591; km.21,0) seguendo una labile traccia. Dopo aver ammirato il panorama sulla valle dell'Arno lato  Casentino ad Est e lato  Valdarno ad Ovest, ripartiamo in direzione dei ripetitori del Monte Pianellaccio (segnato 00 CAI) e seguiamo inizialmente la sterrata di servizio, facendo attenzione, dopo 900 mt. dalla croce, a lasciarla e seguire la traccia di crinale a sx in ripida discesa, che ci porta a passare sopra la galleria precedentemente citata. Iniziamo una serie di vari saliscendi, passando per una cima con la croce metallica (km.22,8) e arrivando così al Varco alla Vetrice (mt.1451; km.23,4 – cartelli in legno). Qui il sentiero di crinale si biforca, noi consigliamo di tenere la traccia più bassa a dx per poi rispuntare dopo 500 mt. nuovamente sul crinale, dove proseguiamo fino a quando la strada rimane sbarrata da una recinzione, superabile tramite un cancello in legno. Pedalando di nuovo sul crinale tra i paletti di segnalazione del metanodotto, dove la vista spazia su entrambi i versanti, arriviamo al Varco di Gastra. Qui appare davanti a noi la ripidissima ascesa verso il Poggio Uomo di Sasso (mt.1537; km 26,15). Dalla cima, caratterizzata da un enorme “ometto” fatto di pietre, proseguiamo in discesa lungo il crinale arrivando all’altezza di una stazione del metanodotto (km.27,6). Imbocchiamo una sterrata a sx, il cui fondo è inizialmente in cemento, lasciandola subito dopo 100 mt a sx seguendo ancora i segnali bianco-rossi 00 e scendendo fino ad arrivare ad una sbarra (km. 28,2), che chiude dal basso la sterrata stessa. Noi abbandoniamo la strada, che continua a scendere, proseguiamo ancora sul crinale raggiungendo il Varco di Reggello, pedalando poche decine di metri sopra la larga sterrata che abbiamo percorso all’andata. Da qui in ripidissima salita giungiamo al Poggio alla Cesta (mt.1445; km.29,7) dal quale si cala molto ripidamente al valico di Croce al Cardeto (mt.1348; km.30,4). A questo punto i più allenati possono continuare sul crinale, passando sotto i tre grossi generatori di energia eolica. Altrimenti rientriamo sulla larga sterrata, il cui ramo di destra avevamo percorso all’andata, girando a sx inizialmente in leggera salita per 1500 metri, poi pianeggiante. Superiamo al km.33,15 il bivio con la strada proveniente dai generatori eolici e, dopo altri 100 mt, il bivio con il segnato 12 proveniente dalla Macinaia (strada consigliabile in discesa per chi non se la sentisse di affrontare il successivo tratto tecnico) e proseguiamo dritto sino al Bar Giuntini (mt.1450; km.33,8). Di fronte a questo imbocchiamo il segnato 9 CAI , piuttosto tecnico che scende ripido nel bosco. Dopo circa 600 metri di discesa, all’incirca quando questa inizia a fare un lungo traverso pianeggiante verso nord, dobbiamo fare molta attenzione ad individuare un bivio non segnalato, svoltando seccamente a sx per seguire la traccia principale del sentiero, seguendo i segnali biancorossi del CAI, che da qui in poi inizia a scendere ripidamente (l’altro ramo porta all’asfalto tra il Passo Croce Vecchia ed il Secchieta). Dopo un tratto decisamente tecnico, sbuchiamo su un sentiero più ampio che dobbiamo seguire a dx in salita per circa 200 metri (indicazioni Vallombrosa), dopodiché continuiamo di nuovo a scendere fino ad attraversare la strada asfaltata in località Paradisino. A destra della grossa costruzione, continuiamo ancora sul sentiero 9 adesso con il fondo lastricato e, tra tabernacoli e scalinate formate da ampi gradoni in pietra, arriviamo rapidamente sul retro dell' Abbazia di Vallombrosa (mt.958; km.37,0).