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ALPI APUANE Sulle pendici del Monte Corchia Dalla
rotabile del Cipollaio, poco oltre il bivio per Terrinca (m.
600 ca.) si segue la strada a destra larga ed asfaltata che conduce in
salita con numerosi tornanti al Passo di Croce (m.1160; Km. 6,5
dalla partenza). Da questo punto la strada diviene sterrata e prosegue
alternando tratti ripidi ad altri pianeggianti con bellissima vista sulla
fascia rocciosa nord-occidentale del Corchia, fino al valico di Fociomboli
(m. 1270; Km. 8,5). A questo punto si abbandona la strada che prosegue
verso destra verso alcune cave del Corchia e, scavalcando il
crinale, si inizia a scendere per una strada una volta chiusa da una
sbarra in direzione di Puntato (segnavia n. 11 CAI). Il tracciato
è molto ripido per ca. 1 Km. poi prosegue a saliscendi fino ad una
casa alla sommità di una conca di prati dove la strada si trasforma in
sentiero (altezza m. 1100; Km. 11). A questo punto è necessario
individuare prima del piazzale antistante le ultime case, un sentieretto
che prosegue a mezza costa, mentre la strada principale scenderebbe
ripidamente alle abitazioni al margine superiore dei prati del Puntato.
(ATTENZIONE: variante. Da Fociomboli scendiamo per
qualche decina di metri e possiamo imboccare a dx un sentiero che taglia i
primi tornanti della carrozzabile, infine, rientrati su quest'ultima, è
possibile scendere a sx per il segnato 11 che porta direttamente al
nucleo di case di Puntato. Il sentiero è molto più bello e
tecnico della carrozzabile, però occorre, una volta arrivati alla Chiesa
di Puntato, risalire i prati che sovrastano il paesetto fino a
giungere al bivio con il sentieretto a mezza costa citato in precedenza)Il sentiero supera un colletto (bici in
spalla) e successivamente
prosegue nel bosco alternando tratti pedalabili a tratti da fare a
piedi (segnavia n.128 CAI). Superata la Tana dell’Omo Selvatico
c’è ancora un ultimo strappo pietroso, poi il sentiero migliora fino a
sfociare negli ampi prati sottostanti la Pania della Croce. Siamo
qui alla testata del Canale delle Verghe, nei pressi della Foce
di Mosceta, che non raggiungiamo, ma pieghiamo a destra in salita,
raggiungendo il Rifugio Del Freo del CAI di Viareggio
(m.1200). Il luogo è molto ameno e merita una sosta per gustare
l’ottima crostata prodotta dai gestori e per ammirare il maestoso
versante occidentale della Pania della Croce. Ripartiamo in
discesa, superiamo un ponticino e passiamo nei pressi della Maestà
prossima alla Foce di Mosceta (m.1180), imboccando il sentiero per Col
di Favilla (segnavia n.9 CAI) seguendo il versante destro orografico
del Canale delle Verghe. Il sentiero offre una bella discesa, in
alcuni tratti un po’ tecnica, per cui è necessario in qualche tratto
scendere dalla bici. Dopo aver ignorato il bivio a destra per il Piglionico
ed aver attraversato il canale, arriviamo con un ultimo strappo in salita
all'abitato di Col di Favilla (m. 940; Km. 18). Da qui si segue,
senza eccessive difficoltà una strada sterrata piuttosto ripida che
scende nel bosco e dopo aver lasciato una deviazione sulla sinistra, passa
nei pressi di una cava di marmo, si innesta sulla carrozzabile asfaltata proveniente
da Castelnuovo Garfagnana nei pressi di Isola Santa (m. 550;
Km. 21). (ATTENZIONE: è possibile trovare il cancello di accesso alle
cave chiuso, per cui è necessario essere almeno in due persone per
riuscire a scavalcarlo! In alternativa, da Col di Favilla è possibile
seguire il sentiero (segnavia n.9 CAI) che porta direttamente alla diga del
lago, ma bisogna avere discrete doti tecniche per la discesa e percorrere qualche tratto a piedi.)
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