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MONTE
ARGENTARIO Da Porto Ercole al Telegrafo
L’itinerario prende avvio da Porto Ercole, in
prossimità di Cala Galera. Provenendo da Orbetello, prendiamo una
stradella sulla destra all’altezza del cartello indicatore “Porto
Ercole”. La stradina oltrepassa il piccolo cimitero ed inizia a salire prima
tra i campi, poi tra la macchia fino ad uno slargo con quadrivio. A questo punto
la strada diventa sterrata e noi dobbiamo proseguire dritto in discesa dentro
una fitta boscaglia. Percorsi 600 mt, si trova un bivio di fronte ad un gruppo
di querce da sughero e si prosegue a sinistra con una agevole sterrata
ombreggiata ed inizialmente pianeggiante. Si attraversano dei piccoli guadi in cemento, mentre la
strada comincia a salire in modo più deciso, diventando anche un poco più
sconnessa. Arrivati ad un tratto un tempo disboscato, ci sono da affrontare tre
ultimi strappi, di cui l’ultimo prima di un bivio a destra in discesa che va
ignorato, arrivando così alla strada asfaltata nei pressi del Convento dei
Padri Passionisti (mt 273 slm). Imbocchiamo la strada a sinistra e, mentre passiamo
davanti al convento, possiamo tirare un po’ il fiato e soffermarci ad ammirare
il panorama sui sottostanti tomboli, sulle lagune e sul paese di
Orbetello. Seguendo le indicazioni per il Belvedere e per il
Telegrafo, si iniziano a percorrere, sempre su asfalto, una serie di
tornanti fino a che, arrivati a quota 491 mt e compiuti circa 3 km dal convento,
si giunge, oltrepassati alcuni ripetitori, alla fine della
salita. Si prosegue in leggera discesa per 200 mt e si memorizza
sulla destra, all’altezza di un invaso antincendio, una strada sterrata che
dovremo percorrere in seguito. Proseguiamo sulla principale per circa 2 km, sempre in
leggera salita, arrivando al Telegrafo (mt. 635 slm) riconoscibile dai
grossi ripetitori della RAI, dove possiamo ammirare il panorama sulla costa
ovest dell’Argentario e sulle isole dell’Arcipelago Toscano. Se
siete fortunati, riuscite a vedere anche la Corsica, con le vette del
Monte Cinto e del Monte Rotondo in bella
evidenza. Ritorniamo indietro fino al bivio che avevamo
memorizzato in precedenza ed iniziamo a percorrere la sterrata che, con alcuni
tornanti, scende decisamente su un fondo sassoso, ma scorrevole, tra la bassa
macchia che consente un ampia panoramica su una delle zone più belle e più
selvagge dell’Argentario. Giunti ad uno spiazzo dal quale parte una strada sulla
destra, si prosegue diritto lungo il crinale, prima in piano poi in leggera
discesa fino arrivare su asfalto alla recinzione che circonda le ben visibili
Case dell’Olmo. Si gira a sinistra, ancora in discesa, costeggiando un
oliveto e ritrovando lo sterrato. Al bivio si tiene la destra, seguendo le
indicazioni “Da Bruna” ed i segni bianco/rossi che ci stanno
accompagnando praticamente fin dalla partenza, escluso un tratto asfaltato.
Rientriamo nel bosco, questa volta in salita, troviamo un nuovo bivio e
proseguiamo sulla destra, tralasciando questa volta le indicazioni “Da
Bruna”. Saliamo ancora un po’ e a questo punto dobbiamo fare attenzione ad
una sterrata che parte ripida sulla sinistra, individuabile dai segnali
bianco/rossi. Una serie decisa di strappi, alternati a tratti di recupero, ci
portano all’ultimo importante bivio, che dobbiamo prendere a sinistra. A questo
punto siamo abbastanza vicini al mare, anche se stiamo circa sui 200 mt di
quota. Alla nostra destra possiamo ammirare il panorama su Porto Santo
Stefano, mentre a destra appare inconfondibile il profilo dell’Isola
Rossa . Questo ultimo tratto da noi percorso non trova riscontro
sulla cartina in nostro possesso, ma possiamo dire che è facilmente
individuabile. Con un breve tratto in discesa raggiungiamo la
provinciale asfaltata che fa il periplo della penisola. Si gira a sinistra e proseguiamo sempre sulla
principale, inizialmente in discesa, poi in decisa salita. Dopo altri
saliscendi, la strada peggiora le sue condizioni, fino a divenire più stretta e
sterrata. Tralasciando sempre le strade secondarie, arriviamo nei pressi della
località Sbarcatello, dove la strada diviene di nuovo asfaltata e larga.
Dopo un’ultima breve salita, iniziamo la discesa che ci riconduce, dopo aver
superato il Fortino Stella e La Rocca, a Porto Ercole, che
attraversiamo per intero, fino a giungere nuovamente all’altezza di Cala
Galera, da dove eravamo partiti.
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